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L'incrociatore russo affondato, nave da 186 metri e 12.500 tonnellate: valore 750 milioni di dollari

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guerra in ucraina, Sicilia, Mondo
L'incrociatore lanciamissili Moskva in una foto del 2014

Moskva addio. L’ammiraglia della flotta russa del mar Nero è colata a picco dopo il disastro che si è consumato al largo di Odessa. E con essa se ne va uno dei simboli del potere militare sovietico prima e russo poi, protagonista dell’annessione della Crimea del 2014 e della guerra di oggi contro l’Ucraina. Un colpo per Mosca, una dose booster per il morale di Kiev.

Il gigante del mare, 186 metri, 12.500 tonnellate, un valore secondo Forbes di 750 milioni di dollari, era stata costruita in Ucraina ai tempi dell’Urss ed era entrata in servizio all’inizio degli anni Ottanta. Rimase gran parte degli anni Novanta in cantiere a Mykolaiv, dove fu rimessa a nuovo per poi passare a servire le mire neo-imperialiste di Vladimir Putin. Utilizzata nella crisi georgiana del 2008, fu schierata nel conflitto siriano, dove ha fornito protezione navale alle truppe russe, per poi passare all’operazione di annessione della Crimea ed essere infine dispiegata al largo di Odessa in vista dell’offensiva finale contro l’Ucraina.

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L’incrociatore, di classe Slava, era la terza nave più grande della flotta attiva russa. Trasportava, oltre a due cannoni, missili antinave Vulkan, una serie di armi anti-sottomarino e siluri. Un robusto potenziale distruttivo ma anche un dispositivo di autodifesa che l’avrebbe dovuta rendere inattaccabile. L’esperto navale Jonathan Bentham dell’Istituto internazionale per gli studi strategici ha spiegato alla Bbc che la Moskva era dotata di un sistema di difesa aerea a tre livelli, ovvero capace di offrire tre opportunità per difendersi da un attacco missilistico. Oltre alle difese a medio e corto raggio, era equipaggiata con sei sistemi d’arma ravvicinati a corto raggio (Ciws) come ultima risorsa.

«La Moskva dovrebbe avere una copertura di difesa antiaerea a 360 gradi. Il sistema CIWS può sparare 5.000 colpi in un minuto, creando essenzialmente un muro antiproiettile attorno all’incrociatore, la sua ultima linea di difesa», ha spiegato Bentham. Difficile sapere cosa non abbia funzionato. Ma la beffa del fato c'è tutta. La Moskva è la stessa che il 24 febbraio dette l'ultimatum per la resa ai 13 marinai ucraini sull'Isola dei Serpenti con le parole: «Questa è una nave militare russa, arrendetevi e deponete le armi, altrimenti apriremo il fuoco». I militari risposero: «Nave da guerra russa, vai a farti fottere». A ricordo del coraggio dei marinai e di Roman Hrybov, protagonista della risposta la cui registrazione divenne virale sui social e dette una spinta potente alla resistenza ucraina, due giorni fa il servizio postale di Kiev, Ukrposhta, ha annunciato l’emissione di un francobollo che raffigura la Moskva in mare, e a terra un soldato ucraino immobile con il dito medio alzato. Una profezia.

 

 

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