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I DATI

AstraZeneca: "Col vaccino in Europa solo 15 trombosi e 22 embolie, numeri bassi, ecco la prova che è sicuro"

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AstraZeneca vaccine

Dopo i dubbi, i timori, le inchieste, AstraZeneca interviene sottolineando che il numero di eveneti "avversi" è molto basso. Finora in tutta l'Europa e nel Regno Unito, su un totale di 17 milioni di soggetti vaccinati con il vaccino anti-Covid di AstraZeneca "ci sono stati 15 eventi di trombosi venosa profonda e 22 eventi di embolia polmonare segnalati tra coloro a cui è stato somministrato il vaccino, in base al numero di casi che la Società ha ricevuto all'8 marzo".

Secondo AstraZeneca si tratta di un numero "molto più basso di quanto ci si aspetterebbe che si verifichi naturalmente in una popolazione generale di queste dimensioni ed è simile per altri vaccini Covid-19 autorizzati".

"Circa 17 milioni di persone nell'UE e nel Regno Unito - ha affermato Ann Taylor, Chief Medical Officer - hanno ricevuto il nostro vaccino e il numero di casi di coaguli di sangue segnalati in questo gruppo è inferiore alle centinaia di casi che ci si aspetterebbe tra la popolazione generale. La natura della pandemia ha portato a una maggiore attenzione nei singoli casi e stiamo andando oltre le pratiche standard per il monitoraggio della sicurezza dei medicinali autorizzati nella segnalazione di eventi vaccinali, per garantire la sicurezza pubblica".

A difesa di AstraZeneca arrivano anche le parole che il professor Andrew Pollard, responsabile in seno all'università di Oxford del progetto di ricerca da cui il vaccino è nato, ha detto alla Bbc. Le verifiche aggiornate condotte nel Regno Unito forniscono "prove molto rassicuranti" sui vaccini anti Covid prodotti da AstraZeneca (già somministrati sull'isola ad oltre 11 milioni di persone) e confermano che non vi è "un aumento di casi di trombi sanguigni" fra coloro che lo hanno ricevuto. I dati, ha notato Pollard, riguardano la Gran Bretagna, cioè "il Paese che ha finora somministrato la maggior delle dosi (di questo antidoto) in Europa".

"Non esiste alcuna differenza dimostrabile" nel numero dei casi di trombosi fra le oltre 11 milioni di persone già vaccinate nel Regno Unito con il siero prodotto da AstraZeneca e quello riscontrato fra chi non lo ha ricevuto, ha ribadito il professor Anthony Harnden, immunologo all'Università di Oxford e vicepresidente del Joint Committee on Vaccination and Immunisation, organismo medico-scientifico indipendente che assiste il governo di Boris Johnson sul fronte della campagna britannica di vaccinazioni anti-Covid.

"Dobbiamo ricordare che ogni mese (nel Regno) vengono individuati 3.000 casi di trombosi nella generalità della popolazione, casi che occorrono naturalmente", ha aggiunto l'accademico inglese. Harnden ha quindi assicurato che se vi fosse un rischio specifico per la popolazione britannica, essa verrebbe immediatamente allertata, ma ha insistito che al momento non è il caso.
Quanto agli "effetti collaterali lievi" dei vaccini, ha citato dati freschi secondo cui con AstraZeneca essi appaiono più frequenti dopo la prima dose e più diffusi fra le donne (in particolare quelle meno anziane) rispetto agli uomini. Mentre nel caso di Pfizer risultano più ricorrenti dopo la seconda dose di richiamo. In ogni modo - ha concluso lo studioso - tutte le indicazioni attuali confermano che "i rischi di non vaccinarsi contro il Covid sovrastano quelli" dei potenziali effetti collaterali legati all'assunzione di questi antidoti come di qualunque altro farmaco.

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