Martedì, 31 Marzo 2020
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Riforma Irpef e modifiche alle pensioni: il piano di Conte, novità già a gennaio

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Il premier Giuseppe Conte

Riforma dell'Irpef e ritocco delle pensioni. Il governo è già al lavoro. Lo ha annunciato il premier Giuseppe Conte in un'intervista al Corriere del Sera. Oltre alla rivoluzione in materia fiscale Conte tiene a precisare "saranno riviste anche le pensioni". Il voto tra 15 giorni in Emilia Romagna, è anche la posizione del presidente del Consiglio, "non è decisivo" e comunque "ci sarà una verifica a fine mese".

COSA CAMBIA. Le norme che tracceranno il primo alleggerimento fiscale sui lavoratori dipendenti arriveranno a stretto giro. Entro gennaio, ha promesso il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri. E saranno un primo assaggio della riforma dell'Irpef che il governo vuole realizzare insieme alle parti sociali. L'obiettivo del governo a breve appare chiaro. Con il taglio del cuneo fiscale si punta a far pagare già quest'anno circa 500 euro in meno di tasse ai lavoratori dipendenti con un reddito inferiore ai 35mila euro. Il meccanismo, prevede la legge di Bilancio, dovrebbe scattare a metà anno. Nel 2021 lo sconto entrerebbe a regime con un guadagno in termini di minori tasse stimato in circa 1.000 euro. Le risorse sul tappeto sono già state appostate dalla legge di bilancio: 3 miliardi per quest'anno, 5 miliardi nel 2021.

BONUS RENZI. L'idea è quella di tagliare il prelievo sui redditi, allargando la platea dei lavoratori che beneficiano degli 80 euro del bonus Renzi, che oggi viene distribuito fino ad un massimo di 26.600 euro di reddito, con un decalage che inizia attorno ai 24 mila euro. I nuovi beneficiari, invece, dovrebbero essere circa 4,5 milioni, con il tetto di reddito per ottenere lo sconto che verrebbe portato ai 35mila euro.

Non mancano i nodi da sciogliere: i principali riguardano la trasformazione del bonus Renzi in detrazione - che presenta alcuni problemi tecnici attuativi - e la volontà, più volte espressa, di estendere il beneficio anche sotto la soglia degli 8.000 euro, sui cosiddetti incapienti. "Io credo però che bisognerebbe prestare attenzione - ha detto il vice ministro all'Economia, Antonio Misiani - anche ai 4 milioni di lavoratori dipendenti incapienti: ci sono giovani precari, part time involontari, fragilità vecchie e nuove del mondo del lavoro".
Per loro si sta valutando una sorta di imposta negativa, sotto forma di bonus come l'Earned Income Tax Credit di Clinton. E si sta valutando come questo intervento si innesta con il Reddito di Cittadinanza, che arriva ai cittadini più poveri.

IL PIANO. La riduzione del cuneo fiscale dei lavoratori dipendenti sarà comunque solo una prima mossa del progetto di riduzione Irpef che il governo vuole mettere in campo. L'economia ancora fiacca ha bisogno di una scossa. Per Carlo Cottarelli, che ora guida l'Osservatorio sui conti pubblici dell'Università Cattolica di Milano, servirebbe un taglio della pressione fiscale di due punti di Pil in tre anni. Il nodo, inutile dirlo, rimane quello delle risorse, visto che anche nel 2021 il governo dovrà "smontare" circa 20 miliardi di aumenti Iva previsti come "clausola di salvaguardia" per il rispetto degli obiettivi europei dei conti pubblici.

PENSIONI. Anche in materia di pensioni si comincia a discutere di riforma per superare la legge Fornero dopo la sperimentazione della cosiddetta Quota 100: sarà convocato un tavolo con le parti sociali entro gennaio e entro il mese sarà costituita una commissione di esperti sulla materia che "formuli proposte che siano sostenibili per la finanza pubblica". Lo fanno sapere fonti del ministero del Lavoro, a proposito di alcune ipotesi formulate in questi giorni. Il riferimento, in particolare è all'introduzione di Quota 102 per l'accesso alla pensione con almeno 64 anni di età e 38 di contributi per evitare lo scalone che si avrà alla fine del 2021 con l'esaurimento della Quota 100.

Ma questa ipotesi, non confermata dal governo, non convince la Uil perché non risponderebbe all'esigenza di flessibilità nell'accesso al pensionamento. "L'ipotesi di Quota 102, 64 anni di età e 38 anni di contributi - afferma il segretario confederale Domenico Proietti - non risponde all'esigenza di flessibilità diffusa per accedere alla pensione e aggrava i problemi non risolti da Quota 100. La Uil ritiene che si debba lavorare da subito per garantire una flessibilità tra i 62/63 anni per uscire dal mondo del lavoro, considerando le differenti gravosità dei lavori". Infine Proietti sottolinea che il sindacato "è nettamente contrario ad ogni ipotesi di penalizzazione e di ricalcolo contributivo" per evitare che la misura abbia costi troppo elevati.

Contraria anche la Cgil. Il sindacato chiede al Governo di aprire quanto prima il tavolo sulla previdenza con i sindacati così come annunciato nei mesi scorsi. "Le ipotesi di riforma previdenziale che prevedono l'obbligo di avere un numero alto di contributi - dice il segretario confederale Roberto Ghiselli - non possono essere accettate, come quella definita Quota 102, con 64 anni di età e 38 di contributi, ancor peggio se accompagnate dal ricalcolo contributivo di tutta la carriera lavorativa. Interventi simili non consentirebbero l'accesso alla pensione anticipata alla maggior parte delle persone, in particolare quelle più deboli sul mercato del lavoro, a partire da giovani e donne".
"Qualunque ipotesi di uscita anticipata, che per noi deve essere possibile dai 62 anni - sottolinea - deve vedere un requisito contributivo che non superi i 20 anni e deve valorizzare previdenzialmente i periodi di lavoro discontinuo, povero, gravoso o di cura. Solo in questo modo si può parlare alla reale platea del mondo del lavoro, quella di oggi e ancor più quella di domani, oltre a garantire l'uscita con 41 anni di contributi a prescindere dall'età".
"È quindi importante - conclude - aprire immediatamente il tavolo tra Governo e sindacati sulla previdenza, che riteniamo debba partire dai contenuti della piattaforma unitaria che il sindacato da tempo ha presentato all'Esecutivo".

IL MINISTRO CATALFO. Il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo, ha convocato per lunedì 27 gennaio Cgil, Cisl e Uil per riprendere il confronto sui temi previdenziali. L'appuntamento, si apprende, è fissato presso la sede del dicastero a via Veneto alle ore 15

"Noi abbiamo già avuto un confronto con le parti sociali ed entro questo mese di gennaio faremo un altro incontro. Costituirò un nucleo di esperti a livello nazionale, una commissione di esperti che si occuperà di accompagnare il superamento della legge Fornero" sulle pensioni.
Lo ha affermato la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo, a Rai Radio 1, senza sbilanciarsi sul merito delle misure da mettere in campo. "Cosa andremo a fare? Lo decideremo sulla base dei dati, di uno studio concreto e di un reale confronto", ha risposto confermando l'obiettivo che è quello di "superare la legge Fornero e dare più flessibilità in uscita".

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