Martedì, 15 Ottobre 2019
LA RICERCA

Allarme dell'Unicef: boom di giovani "Neet" in italia, il primato della Sicilia

LAVORO, Sicilia, Economia

Non studiano, non lavorano, non seguono alcun corso di formazione. Si abbandonano alla rassegnazione, seppure in alcuni casi abbiano studiato o conseguito un titolo di studio. Sono i giovani definiti "Neet" (Not in education, employment or training), la cui presenza in Italia è preoccupante, soprattutto in Sicilia, regione che nel nostro Paese detiene il primato con un'incidenza del 38,6% della popolazione.

A seguire c'è la Calabria con il 36,2%, poi la Campania (35,9%). Dati allarmanti, soprattutto per il Mezzogiorno, che emergono dalla ricerca di Unicef Italia 'Il silenzio dei Neet. Giovani in bilico tra rinuncia e desiderio', realizzata sugli ultimi dati Istat del 2018, e lanciata oggi nell'ambito del progetto 'Neet Equity', selezionato dal Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile.

Il progetto 'Neet Equity' - il cui slogan è 'Non siamo in fuori gioco' - ha preso il via a maggio 2018 e si concluderà nel 2020 e si rivolge a 300 ragazzi e ragazze tra i 16 e i 22 anni.

"Essere Neet, ovvero non studiare, non lavorare, né seguire percorsi di formazione, è una condizione di disagio ed esclusione sociale, che priva i ragazzi e le ragazze di una possibilità di futuro, lasciandoli indietro", afferma il presidente di Unicef Italia Francesco Samengo. "Con questo progetto vogliamo migliorare la capacità di un territorio di fare sistema nel costruire politiche attive partecipate a favore dell'inclusione dei giovani Neet e valorizzare e dare forza - sottolinea da ultimo - alle potenzialità, spesso inespresse, che hanno tanti giovani in questa situazione".

I nostri Neet nella fascia di età 15-29 anni, sono complessivamente 2.116.000. Nel Nord Italia sono il 15,5%, nel Centro il 19,5% e nel Sud il 34%. Nel confronto con l'Europa, che presenta una media del 12,9%, l'Italia è al primo posto, seguita dalla Grecia (19,5%), Bulgaria (18,1%), Romania (17%) e Croazia (15,6%). Invece le nazioni con il tasso di neet più contenuto sono i Paesi Bassi (5,7%), la Svezia (7%) e Malta (7,4%).

L'indagine svela anche la composizione anagrafica dei Neet e la loro età: nel 47% dei casi tra i 25 e i 29 anni, nel 38% tra i 20 e i 24 e il restante 15% nella forchetta 15-19 anni. E mette in luce come la maggior parte di questa tipologia di giovani ha anche conseguito un diploma di scuola secondaria superiore (49%), a fronte di un 40% con un livello di istruzione più basso e addirittura di un 11% di laureati.

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