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Trasferimenti dei dipendenti regionali. Faraone: «Basta con i privilegi»

La circolare sulla mobilità surriscalda gli animi. Il sottosegretario attacca i sindacati. Gli autonomi si rivolgono ai legali per valutare i profili di legittimità

PALERMO.  «I diritti dei lavoratori e del lavoro non si toccano, ma altra cosa sono i privilegi. Non riesco minimamente a comprendere come ci si possa impantanare per settimane su un provvedimento che riguarda spostamenti di ”addirittura” 50 chilometri».

Il sottosegretario Davide Faraone attacca i sindacati sulla mobilità dei dipendenti regionali, lo fa scrivendo su Facebook dopo la rottura delle trattative con l’Aran e il via libera alla circolare firmata dall’assessore al Personale, Giovanni Pistorio, che detta le nuove regole per i trasferimenti. «Ci sono uffici strapieni - scrive Faraone - , portinerie stracolme di personale che pensa a come ”riempirsi” la giornata e altri invece in affanno per firmare una delibera, o addirittura chiusi - nel caso di alcuni musei, ad esempio - che non riescono a fornire servizi essenziali ai siciliani. Ma veramente i diritti dei lavoratori vengono negati se ci si muove a pochi chilometri di distanza?».

Faraone punta l’indice contro «la rigidità di certi sindacati che difendono lo status quo e non i diritti di lavoratori». Accuse che i sindacati respingono. «Nessuno ha mai detto che il personale non si debba spostare, ma lo si deve fare per motivi validi: tutti ricordiamo i trasferimenti di massa dalla Formazione e oggi è uno dei settori con più carenza di organico. Forse Faraone non ha letto quello che diciamo», replica Enzo Abbinanti (Fp Cgil).

Di «polemica strumentale» parla la Cisl Fp: «Nessun appesantimento della brocrazia - dicono Gigi Caracausi e Paolo Montera - , non ci siamo mai opposti alla mobilità». «Il problema non può ridursi ai 50 chilometri - dice Luca Crimi (Uil Fpl) - ma è più generale: dalle piante organiche ai profili professionali». «Ci siamo opposti solo a scelte discrezionali», dice Marcello Minio (Cobas-Codir). «Il sovradimensionamento degli uffici non è certo un privilegio dei dipendenti» per Fulvio Pantano (Sadirs).

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