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Firmata la circolare per i trasferimenti:
svolta alla Regione sui lavoratori

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Varata la circolaredopo la rottura con i sindacati. Più poteri ai dirigenti per spostare i dipendenti senza obbligo di interpellarli

PALERMO. Via libera alle nuove regole per il trasferimento dei dipendenti regionali da un ufficio a un altro. L’assessore al Personale, Giovanni Pistorio, ha firmato ieri la circolare con cui stabilisce le nuove procedure. La firma arriva dopo la rottura con i sindacati che, nell’ultimo incontro all’Aran, non hanno condiviso le proposte del governo.

Trasferimenti più flessibili, senza passare dalla procedura d’interpello che consente al dipendente di scegliere se vuole occupare o meno un posto vuoto e che fino a ora è stato lo strumento principale. Le nuove regole affidano poteri ai dirigenti generali e fissano una serie di criteri a cui questi devono attenersi. In alcuni casi è la giunta regionale a intervenire, il limite massimo entro cui è possibile essere trasferiti è di 50 chilometri dalla sede di lavoro (distanza già stabilita da una norma nazionale). Via libera anche all’assegnazione straordinaria, ossia la possibilità di indicare nominativamente chi viene trasferito: in questi casi la mobilità deve rientrare in fattispecie precise. L’interpello resta applicabile solo in casi eccezionali.

Trasferimenti nella stessa sede. Si tratta di spostamenti di personale all’interno dello stesso Dipartimento regionale fra uffici che hanno sede nello stesso edificio. In questi casi il dirigente generale dispone l’assegnazione del personale, senza la necessità di informare le organizzazioni sindacali.

Trasferimenti fra sedi diverse dello stesso Dipartimento. Per ragioni organizzative può essere necessario trasferire dipendenti sempre all’interno dello stesso Dipartimento ma fra uffici che hanno sede in immobili diversi. Se le due sedi si trovano nella stessa città il dirigente procede alle assegnazioni del personale, informandone prima i sindacati. Se invece si riscontra la necessità di un trasferimento da una città all’altra, il dirigente nell’assegnare il personale deve attenersi a una serie di criteri.

DAL GIORNALE DI SICILIA DEL 3 OTTOBRE

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