Giovedì, 04 Giugno 2020
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L'INTERVISTA

Il 118 in campo contro il coronavirus: "In Sicilia ambulanze dedicate e personale addestrato"

di
coronavirus, sanità, Fabio Genco, Sicilia, Cronaca
Un'ambulanza del 118 in servizio

Ambulanze dedicate e più turni per il personale addestrato alle malattie infettive. Sta reagendo così la centrale operativa della Seus 118 dei territori di Palermo e Trapani all'emergenza coronavirus, grazie al lavoro svolto in questi giorni in collaborazione con il governo regionale e l'assessorato alla Salute.

"L'assessorato ha dato disposizione in tutta la regione di incrementare i mezzi per fronteggiare l'aumento delle richieste di intervento - spiega Fabio Genco, responsabile centrale operativa del 118 Palermo-Trapani -.  Abbiamo quindi due ambulanze, sia per Palermo che per Trapani, cosiddette di "biocontenimento", dedicate all'emergenza coronavirus con personale formato che si occupa del trasporto dei sospetti casi di Covid-19. Abbiamo inoltre incrementato i turni del personale dedicato e addestrato all'emergenze Nbcr (nucleare, biologico, chimico e radiologico)".

Dopo un boom di chiamate ai centralini nei primi giorni dopo la segnalazione della turista bergamasca positiva al Covid-19, la situazione nel settore dell'emergenza-urgenza è rientrata alla normalità soprattutto "dopo l'attivazione del numero verde della Regione Sicilia (ndr. 800-458787) che ci ha aiutato - spiega - nella gestione delle informazioni veicolate ai cittadini".

Tutto ciò, in questi giorni, sta garantendo "la possibilità di mettere in atto le normali attività legate alle emergenze-urgenze evitando ritardi per altre patologie", sottilinea Genco.

Attraverso le telefonate e le richieste di intervento, viene eseguito "uno studio epidemiologico preventivo dei possibili casi sospetti, sotto la direzione dell'assessorato regionale alla Salute e in collaborazione con i colleghi dei reparti di Malattie Infettive. Una volta individuati i possibili casi sospetti - conclude -, viene eseguita una visita a domicilio da operatori adeguatamente protetti, per evitare il rischio di contagio, da dispositivi di protezione individuale (dpi - mascherina ffp2 ed ffp3, camici, calzari, cuffiette da sala operatoria e visiera, ndr) per effettuare il tampone orofaringeo".

© Riproduzione riservata

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