Lunedì, 09 Dicembre 2019
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Reddito di cittadinanza: 300mila le domande in Sicilia, un terzo a Palermo

Trecentomila domande del reddito di cittadinanza in Sicilia, centomila a Palermo. Sono i dati  riferiti dal direttore regionale INPS, Sergio Saltalamacchia, nel corso della presentazione del Bilancio sociale INPS Sicilia 2018. "In Sicilia ha bisogno di lavoro. Bisognava proseguire sulla strada tracciata nel 2016, che era abbastanza chiara, ovvero turismo e servizi alla persona. La nostra miniera è data dalle bellezze artistiche archeologiche, dal clima. Sicuramente era quella la strada che aveva segnato importanti momenti di ripresa, perchè senza creazione di ricchezza e di lavoro, non soltanto i conti previdenziali, ma tutto ciò che è pubblico non riesce a reggersi".

Per quanto riguarda l’impatto del reddito di cittadinanza, Saltalamacchia ha sottolineato che "la Sicilia è la seconda regione dopo la Campania, abbiamo superato le trecentomila domande che coprono circa cinquecentomila beneficiari; per ogni domanda c'è un nucleo familiare. Province con più domande? Palermo è la più alta di tutte, siamo quasi a centomila".

Sono 1.027.170 i pensionati tra pubblici e privati in Sicilia, con l’isola che risulta all’ultimo posto in Italia per numero di pensioni previdenziali nell’ambito della gestione privata (785.214 in totale, con 36.733 trattamenti in meno nel quadriennio 2015-2018): 171 ogni mille residenti (179 nel Lazio e 180 in Campania). Non solo. La Sicilia, sempre in ambito privato, presenta l’importo medio pensionistico più basso per i trattamenti d’invalidità (641,22 euro contro 705,95 euro del dato nazionale), mentre si piazza al penultimo posto per gli importi di quelli di vecchiaia e superstiti.

Sono alcuni dei dati che emergono dal bilancio sociale dell’Inps per il 2018 presentato, a Palazzo dei Normanni, dal direttore regionale dell’Istituto, Sergio Saltalamacchia, dal presidente del comitato regionale Girolamo Binaggia e dal presidente del comitato di indirizzo e vigilanza nazionale Guglielmo Loy.

Prosegue l’emorragia di posti di lavoro in Sicilia, lo si evince dall’aumento costante di domande di Naspi, l’assicurazione sociale per l’impiego riconosciuta, a determinate condizioni, ai lavoratori dipendenti del settore privato che abbiano perduto involontariamente il lavoro. Nel 2018, l’Inps, come emerge dal bilancio sociale presentato a Palazzo dei Normanni, ha definito nell’isola 167.923 domande con un incremento dell’11,4 e del 7,14% rispetto ai due anni precedenti: sono state 141.027 nel 2016 e 151.098 nel 2017. Oltre al metà, pari al 55,9%, di domande di Naspi si è concentrata nelle province di Palermo, Catania e Messina.

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