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Sviluppatori Web Cercasi, 1 milione di posti di lavoro “scoperti”: perché ce ne sono così pochi?

Questo contenuto è stato realizzato in collaborazione con Edgemony

E’ uno tra i profili professionali più ricercati sul mercato del lavoro. Parliamo dello sviluppatore web o cosiddetto “programmatore”. Figure diventate ormai  indispensabili in quasi tutte le aziende, dalle multinazionali alle PMI, in Italia e nel mondo. Si tratta di professionisti - tra cui Back-End Developer, Front-End Developer, Mobile Developer, eccetera - capaci di accelerare il processo di Digital Transformation che si è reso ancora più utile e necessario con l’emergenza Covid-19.

Ed è stato proprio durante l’emergenza sanitaria - e al lockdown che ci ha costretti nelle nostre case - che ci siamo resi sempre più conto di come la tecnologia influenzi e sia presente in ogni fase e momento delle nostre vite. Pensiamo, più semplicemente, al numero di volte al giorno in cui ci colleghiamo ad Internet da qualsiasi device (iPhone, iPad, PC, eccetera), utilizzando App di tutti i tipi, guardando video, condividendo foto e pensieri sui social, oppure gestendo la domotica in casa tramite la nostra voce, e tanto, tantissimo altro.

Dietro qualsiasi App, qualsiasi Software che utilizziamo con tanta naturalezza e dimestichezza, ci sono sviluppatori web formati, specialisti e professionisti che studiano per rendere la nostra User Experience migliore, offrendoci servizi sempre più performanti e innovativi.

Ogni giorno, da qualche parte nel mondo, qualcuno inventa un nuovo servizio, una nuova App. Ecco perché, in pochissimi anni, le opportunità lavorative per gli sviluppatori web sono cresciute e continuano a crescere in maniera esponenziale. Eppure, di sviluppatori web ce n’è ancora pochi, in Italia e nel mondo. Perchè?

Lo sviluppatore web e il mercato: il gap tra domanda e offerta
Diversamente dagli altri mercati, quello dell’IT è - al momento - il mercato con la domanda più grande e, paradossalmente, con l’offerta minore. Ad oggi, infatti, soltanto il 2% degli studenti nel mondo sceglie di laurearsi o specializzarsi in questo ambito.

L’IT, invece, rappresenta addirittura il 60% dei lavori disponibili cosiddetti “STEM-Related”, acronimo che sta per “Scienze, Technology, Engineering, Math”. Secondo le ultime stime, nel mondo ed entro la fine del 2020, si conteranno circa 1 milione di posti di lavoro in più rispetto agli studenti laureati in queste materie.

Per ultimo - ma non per importanza - considerati i trend attuali, si stima gli stipendi saranno ancora più elevati, così come le possibilità di fare carriera in questo settore aumenteranno esponenzialmente.

La mancanza di “cultura digitale”

Il problema principale di questo forte gap risiederebbe nella mancanza di “cultura” sulle opportunità che il mondo IT e Tech, più in generale, sarebbero in grado di offrire. Ma non solo: la “colpa” sembra essere anche delle università - italiane in primis - non ancora in grado di stare al passo con le attuali domande di mercato.

Al momento, sappiamo per certo che non è obbligatorio possedere una laurea per diventare sviluppatore web, anzi: nelle università o nei vari corsi in Ingegneria Informatica, si studiano ancora linguaggi di programmazione vecchi e poco richiesti dal mercato. Quanto sarebbe, invece, più produttivo studiare codici utili per le aziende di oggi? Quanto tutto questo potrebbe facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro agli studenti una volta usciti dalle università?

E, infine, quanto potrebbe tornare utile alle aziende sapere di poter contare su studenti preparati e pronti alle nuove competenze che il mercato richiede oggi? Il nostro mondo è ormai digitalizzato, l’informatica sta, pian piano, diventando protagonista delle nostre azioni quotidiane più semplici.

Siamo certi che nel futuro prossimo gli sviluppatori web saranno le figure principali ricercate dalle aziende. Il treno corre velocissimo, ma siamo ancora in tempo per salirci su.

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