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X Factor, i 4 giudici si raccontano: ci vuole testa e voglia di impegnarsi

ROMA. Il settimanale Oggi pubblica quattro interviste ai giudici di X Factor a metà del loro percorso e a pochi giorni dalle dirette.

E tutti sottolineano come siano a caccia di talenti, ma anche di persone consapevoli che per realizzare un sogno serve un lavoro vero.

Fedez: «L'anno scorso è stato un salto nel vuoto, ero teso; Lo stereotipo che incarno aveva portato il pubblico a immaginarmi come una specie di analfabeta. C'era un forte pregiudizio verso di me e quindi le aspettative erano basse. È stato facile non deludere. Vedremo ora come andrà... Mika? Quest'anno lui sarà lo psicologo di X Factor, cura anche noi».

Mika: «Voglio una voce giovane, fresca, moderna, con un potenziale emotivo grande ma inconsapevole. Chi è già impostato o furbo, non vince... L'edizione italiana è assolutamente la migliore al mondo. Lo spirito libero italiano è riuscito a sganciarsi dal format originale, troppo commerciale».

Elio: «Dobbiamo far crescere i nostri artisti senza scadere nei litigi. Ora è facile, vedremo verso la fine quando la tensione sale... Il fatto di andare una volta sul palcoscenico e convincere il pubblico non significa che puoi fare il cantante di mestiere. Un cantante vero deve andare avanti per anni, quindi gli serve la testa, l'intelligenza, lo studio, la voglia di impegnarsi e la gente giusta intorno».

Skin: «I giovani cantanti italiani sono molto meglio di quelli inglesi, il livello generale è molto più alto e le voci sono migliori, con un'estensione superiore».

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