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La procura dell'Ucraina: si indaga su oltre 21 mila crimini di guerra

La guerra in Ucraina: gli avvenimenti della giornata.

22.58 Oltre 21.000 crimini di guerra presumibilmente commessi dalle forze russe sono oggetto di indagine da parte delle autorità ucraine. Lo riferisce il procuratore generale dell’Ucraina, Irina Venediktova. L’ufficio di Venediktova riceve ogni giorno segnalazioni di 200-300 crimini di questo tipo, rende noto Nexta Tv.

18.20 Lo Stato Maggiore ucraino ha smentito che le forze russe abbiano distrutto due lanciarazzi Himars forniti dagli Usa nella regione del Donetsk. «Queste notizie non corrispondono alla realtà e non sono altro che un’altra bufala russa», si legge in un comunicato, che contraddice quanto riferito stamane dal ministero della Difesa di Mosca.

16.40 Il ministro degli Esteri britannico, Liz Truss, ha annunciato che la ratifica dell’adesione alla Nato di Svezia e Finlandia verrà velocizzata. «Momento importante per la firma dello strumento di ratifica per accelerare l’adesione alla Nato per Finlandia e Svezia. Ora andrà a Washington per entrare in vigore. L’aggressione russa sta incontrando unità e determinazione», ha twittato la responsabile della diplomazia di Londra.

15.32 «L'affronto della Russia all’ordine internazionale non può andare avanti. Gli Stati Uniti continueranno a ritenere Mosca responsabile dell’ingiusta guerra contro l’Ucraina, in tutte le istituzioni e organi multilaterali». Lo ha detto il segretario di Stato americano, Antony Blinken, in vista della riunione dei ministri degli Esteri del G20 in Indonesia. «La guerra della Russia prende in giro la Carta delle Nazioni Unite», attacca Blinken sottolineando che gli Usa si impegneranno «con il G20 e altri partner internazionali per affrontare le immense sfide umanitarie derivanti dall’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca».

13.32 «Non c'è nessun’altra nazione al mondo che voglia la pace più dell’Ucraina, noi abbiamo pagato un prezzo salato per questo. Decine di migliaia di civili che hanno perso la vita a causa della ferocia di Putin. Ora la pace in Ucraina non dipende quindi da Kiev, da Bruxelles, o Washington, dipende da Putin». Lo ha detto l’ex presidente ucraino Petro Poroshenko, intervistato da Sky TG24. «Non so di che altro abbia bisogno Putin dall’Ucraina per soddisfare il suo appetito di sangue ma il modo più breve per arrivare alla pace è darci più armi», ha aggiunto, esortando il governo italiano, definito in un «ruolo cruciale», a fornire «il sostegno a una coalizione contro Putin», «la strada più veloce per la pace».

13.31 Il premier britannico Boris Johnson intende «tenere duro» e non vuole dimettersi: lo ha fatto capire chiaramente durante il question time a Westminster quando gli è stato chiesto in quali circostanze si potrebbe dimettere e ha risposto chiamando in causa la guerra in Ucraina. «Chiaramente lo farei se ci fossero circostanze nelle quali sentissi che è impossibile per il governo andare avanti per assolvere il mandato. O se sentissi che non siamo in grado di andare avanti sulla politica sull'Ucraina. Ma francamente il compito di un premier in circostanze difficile è portare avanti il mandato che gli è stato dato».

12.15 Un appello affinché si ponga fine alla guerra in Ucraina è stato lanciato dalla Conferenza episcopale italiana riunita in videoconferenza nel Consiglio permanente.
Dai vescovi italiani «è stato unanimemente rinnovato l’auspicio - si legge nel comunicato finale - che le armi possano tacere e il conflitto lasci presto spazio alla pace». Inoltre il vicepresidente della Cei, monsignor Francesco Savino, ha condiviso quanto vissuto in Ucraina, dove si è recato nei giorni scorsi con la Carovana della pace organizzata da #Stopthewarnow.

11.47 Il ministero della difesa russo sostiene di aver distrutto, nella Repubblica popolare del Donetsk, due lanciarazzi multipli americani Himars. Lo ha riferito nel consueto briefing giornaliero con la stampa il portavoce del ministero, Igor Konashenkov. «Missili di precisione a guida aerea hanno distrutto due lanciarazzi multipli Himars di fabbricazione statunitense e due depositi di munizioni a loro riservati, vicino al villaggio di Malotaranivka, nella Repubblica popolare di Donetsk (Dpr)», ha detto.

11.16 «In stretto coordinamento con i nostri partner del G7, eravamo insieme in Germania qualche giorno fa, stiamo vagliando le sanzioni sull'oro e stiamo esplorando misure, come il price cap, per assicurare l’approvvigionamento energetico e cercare di placare l’aumento dei prezzi». Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, nel suo intervento in plenaria al Parlamento europeo.

11.07 «Tutti abbiamo visto le immagini all’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, cittadini che si opponevano disarmati ai soldati russi. Hanno parlato con loro, a volte gridavano contro di loro, denunciavano apertamente l'assurdità di questa guerra. Queste immagini ci ricordano un’altra invasione e un’altra fase della storia dell’Europa. La resistenza europea all’oppressione. Praga 1968. Le indimenticabili scene di pace con uomini e donne, giovani e anziani, che si trovavano per le strade di Praga ad ostacolare i carri armati sovietici». Lo ha detto la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, intervenendo alla plenaria dell’Eurocamera in occasione della presentazione della presidenza ceca.

11.03 La Federazione Russa ha inviato una nota all’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac) sui piani dell’Ucraina, che a suo dire vuole compiere «provocazioni» nella regione di Donetsk. Lo riferiscono le agenzie russe. «Abbiamo già inviato una nota alla segreteria tecnica (dell’Opac) per informarla sui prossimi piani di provocazioni a Nikolaevka. Abbiamo anche riferito che i nazionalisti ucraini organizzeranno una provocazione in altri luoghi, a Nikolaev, a Kharkov», ha riferito il rappresentante permanente della Federazione Russa presso l’Opac, Alexander Shulgin, all’emittente tv Rossiya-24.

10.45 L’accordo raggiunto dal premier Mario Draghi con il presidente turco Erdogan per la ripresa del passaggio delle navi cariche di cereali sul Mar Nero è «importante per salvare dalla carestia quei 53 Paesi dove la popolazione spende almeno il 60% del proprio reddito per l’alimentazione e risentono quindi in maniera devastante dall’aumento dei prezzi dei cereali causato dalla guerra, ma anche per ridurre l’inflazione in quelli ricchi». Lo afferma la Coldiretti nel commentare i risultati del vertice ad Ankara.

10.38 «Come possiamo cedere alla Russia di Putin e accettare un compromesso penalizzante per noi ucraini dopo tutte le violenze e le ingiustizie che ci hanno inflitto?». Lo dice - intervistata dal Corriere della Sera - la procuratrice generale ucraina Irina Veneditktova, che indaga sui crimini di guerra nella speranza di avviare presto un processo all’Aja. Sono 21.175 i casi che sta seguendo, «ma ogni giorno se ne aggiungono tra 200 e 300 e sono pubblici, li segnaliamo sul nostro sito. Di questi oltre 10mila sono crimini commessi contro la nostra sicurezza nazionale». La procuratrice cita tra i più gravi le deportazioni di bambini: «I nostri esperti parlano di circa 5.000 bambini. Senza inchieste indipendenti preferisco tenere il riserbo, se un nostro civile sceglie liberamente di stare nelle zone filorusse è un suo diritto, non siamo certo noi ad impedirlo, ma tanti sono deportati contro la loro volontà». In merito alla possibile apertura di un processo al Tribunale Internazionale, «Noi siamo pronti - afferma - Il team del giudice Karim Khan inviato dall’Aja è già venuto a Kiev tre volte. Ma la questione va posta ai Paesi membri del Tribunale e firmatari dello statuto di Roma, come è l’Italia. La nostra cooperazione è iniziata il 16 di marzo e ora attendiamo la vostra luce verde».

8.57 Le dichiarazioni di Kiev secondo cui l’esercito russo avrebbe colpito le stesse città russe (in modo da contrastare la consegna delle armi occidentali) «sono una menzogna». Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov in una conferenza stampa, dopo il colloquio con il ministro degli Esteri vietnamita Bui Thanh Son. «In breve, stanno mentendo. E i fatti sono ben noti, questi fatti sono presentati quotidianamente dal nostro ministero della Difesa», ha detto Lavrov. «Chiaramente, i Paesi occidentali dovrebbero rendersi conto delle proprie responsabilità, indipendentemente da quello che viene detto da Zelensky e i suoi uomini. L’Occidente dovrebbe rendersi conto della propria responsabilità per la morte di civili, in primo luogo, nel Donbass e in altri parti dell’Ucraina dove il regime di Kiev sta usando queste armi contro la popolazione civile».

7.39 Le truppe russe sono ormai a 16 km dalla città di Sloviansk, nel Donetsk, e la battaglia per il controllo della città sarà probabilmente «la prossima sfida chiave» nella battaglia per il Donbass. È la previsione dell’intelligence militare britannica nel suo ultimo aggiornamento in merito alla guerra in Ucraina. «C'è una possibilità reale che la battaglia per Sloviansk sarà la prossima sfida chiave nella lotta per il Donbass», si legge nella nota su Twitter.

7.32 Il governatore della regione di Donetsk ha spronato le ultime persone rimaste nell’area, si calcola circa 350mila, a lasciare la zona. «Il destino dell’intero Paese sarà deciso dalla regione di Donetsk. Se ci saranno meno persone, saremo in grado di concentrarci di più sul nostro nemico e svolgere i nostri compiti principali», ha detto Pavlo Kyrylenko. Una volta preso il controllo dell’intera regione di Lugansk, grazie alla conquista dell’ultima roccaforte in mano agli ucraini, Lysychansk, le truppe russe si stanno concentrando sulla limitrofa regione di Donetsk. I russi hanno già sferrato attacchi con artiglieria in direzione di Sloviansk e Kramatorsk, le due roccaforti più importanti di Kiev nel Donetsk.

7.24 Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha invitato tutti a fare sforzi per proteggere il diritto internazionale poiché, ha detto, «il mondo si sta evolvendo in modo complicato». Lavrov ha parlato (ed è stato tradotto) a un incontro con il suo omologo vietnamita Bui Thanh Son ad Hanoi.

5.26 Le forze russe hanno continuato ad avanzare nel Donbass, dove ai residenti di Sloviansk, prossimo obiettivo di Mosca, è stato chiesto di evacuare a causa degli intensi bombardamenti. «Il mio consiglio principale: evacuate», ha detto sera Pavlo Kyrylenko, governatore della regione di Donestk, ai residenti di Sloviansk, aggiungendo che «durante la settimana non c'è stato un giorno senza bombardamenti». Poche ore prima aveva annunciato che due persone erano state uccise e sette ferite in attacchi che avevano preso di mira il mercato della città.

4.56 I separatisti sostenuti dalla Russia hanno sequestrato due navi battenti bandiera straniera nella città portuale ucraina di Mariupol, affermando che ora sono «proprietà statale». Lo riporta il Kyiv Independent, citando media internazionali. Si tratta del primo atto di questo tipo contro la navigazione commerciale dall’inizio della guerra. L’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk ha informato due compagnie di navigazione che le loro imbarcazioni sono state oggetto di «appropriazione forzata di beni mobili con conversione forzata in proprietà statale» senza alcun compenso per i proprietari. Si tratta della «Smarta», battente bandiera liberiana, e della «Blue Star», battente bandiera panamense. Secondo l’Organizzazione marittima internazionale (Imo) dell’Onu oltre 80 navi battenti bandiera straniera rimangono bloccate nei porti ucraini, molti dei quali sono sotto il controllo russo.

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