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Orrore a Mariupol: trovati 200 corpi in un rifugio. I russi assediano Severodonetsk

Gli aggiornamenti sulla guerra in Ucraina: 24 maggio 2022.

22.16 L’Ucraina tornerà ai colloqui con la Russia quando le truppe russe si ritireranno completamente. Lo ha affermato il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky in un’intervista al quotidiano giapponese NHK, come riferisce Ukrinform. «Per ogni ucraino - afferma il presidente ucraino - la vittoria è il ritorno dei territori. Crediamo che la Crimea e il Donbass siano i nostri territori. Stiamo combattendo per noi stessi. Vorrei che arrivassimo almeno ai confini del 24 febbraio, e poi ci proponiamo di sederci nuovamente al tavolo dei negoziati e concordare la pace, la fine della guerra e il ritorno dei nostri territori».

21.15  Il ministero della Difesa russo ha annunciato l’apertura, da domani, di un corridoio umanitario per l’uscita in sicurezza delle navi straniere dal porto di Mariupol in direzione del Mar Nero.
«Per l’uscita sicura delle navi straniere dal porto di Mariupol dalle 08:00 del 25 maggio è stato organizzato un corridoio umanitario lungo 115 miglia e largo 2 miglia in direzione del Mar Nero», ha annunciato Mikhail Mizintsev, capo del Centro di controllo della difesa nazionale russa. «A seguito di una serie di misure adottate dalla Marina russa, il pericolo di mine nelle acque del porto di Mariupol è stato eliminato e si stanno adottando misure per ripristinare le infrastrutture portuali», ha affermato. A suo dire, «in sei porti - Kherson, Nikolaev, Chernomorsk, Ochakov, Odessa e Yuzhny - 70 navi straniere provenienti da 16 Stati rimangono bloccate»

20.05 Circa 200 corpi sono stati trovati a Mariupol tra le macerie di un rifugio durante lo smantellamento dei blocchi di un grattacielo vicino alla stazione di servizio suburbana-2 su Myru Avenue: lo ha annunciato su Telegram il portavoce del sindaco di Mariupol Petro Andryushchenko, riportato da Unian.

19.25  L’Ucraina tornerà ai colloqui con la Russia solo dopo che Mosca avrà restituito i territori conquistati dopo il 24 febbraio. Lo ha dichiarato il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, spiegando le sue condizioni per negoziati di pace in un’intervista alla testata giapponese NHK, rilanciata dall’agenzia Unian. «Vogliamo riportare il nostro territorio ai confini pre-24 febbraio. Solo dopo potremo sederci al tavolo delle trattative», ha detto Zelensky, aggiungendo che senza la liberazione dei territori 'occupatì dalle truppe russe in questi tre mesi di ostilità, i colloqui di cessate il fuoco con la Russia «saranno difficili». Il leader di Kiev ha ribadito che Donbass e Crimea sono ucraine ma ha ammesso che ora il compito principale è la liberazione dei territori occupati dopo il 24 febbraio, data di inizio dell’invasione delle truppe di Mosca.

18.13  E’ «troppo tardi» per evacuare le migliaia di civili rimasti nella città ucraina di Severodonetsk assediata dai russi. L’allarme è stato lanciato dal governatore regionale di Lugansk Sergiy Gaidai su Telegram. Circondata su tre lati dalle forze russe che hanno tentato di completarne l’accerchiamento, Severodonetsk e i villaggi ad Ovest rispetto alla città sono stati oggetto d’intensi bombardamenti negli ultimi giorni. Si ritiene che siano 15 mila i civili rimasti in città e nascosti nei rifugi. «A questo punto non dirò più evacuate, ma rimanete nei rifugi. Perchè una tale densità di bombardamenti non ci permetterà di andare a prendere le persone», ha scritto Gaidai.

17.46 La Cina chiede l’istituzione di un «canale verde» per le esportazioni di grano da parte di Ucraina e Russia e si dice disposta a mantenere la comunicazione con tutte le parti interessate dal conflitto in Ucraina. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, nel corso di un colloquio telefonico con la sua omologa tedesca, Annalena Baerbock, con cui ha parlato del rischio di una crisi alimentare innescata dalla guerra in Ucraina. Nella situazione attuale, ha detto Wang, citato in una nota della diplomazia di Pechino diffusa in serata, ora locale, «la comunità internazionale dovrebbe spingere per un cessate il fuoco tempestivo e fornire un canale verde per Russia e Ucraina per esportare grano». La Cina, ha aggiunto il ministro degli Esteri di Pechino, «è disposta a mantenere la comunicazione con tutte le parti».

16.34 Cosa pensa della proposta italiana per la pace in Ucraina? «Dovremmo essere molto attenti in questa fase. Ora serve sostenere il popolo ucraino che è sotto attacco e che ha il diritto di mantenere il suo territorio». Così il ministro delle Finanze svedese, Mikael Damberg, rispondendo a una domanda in una conferenza stampa al World Economic Forum. Damber ha tuttavia osservato che ci sarà anche il tempo per ragionare e negoziare

14.02 La «desinformazia» russa si è messa in moto con l’intento specifico di screditare la scelta di Svezia e Finlandia di entrare nella Nato. Lo fa sapere una fonte diplomatica europea all’Ansa. «L'operazione - spiega il funzionario - non è destinata solo alle opinioni pubbliche dei due Paesi ma anche al resto d’Europa, con ramificazioni fino al mondo arabo». Benché non ancora su scala «massiccia», i radar dell’unità Ue che si occupa del monitoraggio dello spazio informatico hanno registrato un aumento «sostanziale» delle attività russe, con diverse «narrazioni» tese a dipingere l'ingresso nella Nato come «dannoso e forzato».

13.09 «Putin sta usando il tema alimentare come un’arma, l’impatto si sente non solo sull'Ucraina ma in Africa e Asia: non abbiamo dubbi che le truppe russe rubano il grano ucraino o distruggono le scorte, si cono varie prove. Non possiamo dire cosa possiamo e vogliamo fare per contrastare la situazione perché è in corso una guerra ma sono in corso discussioni su come intervenire una volta che le navi hanno lasciato i porti». Lo ha detto un portavoce della Commissione Ue. «Bisogna sollevare la questione a libello globale e lo stiamo facendo, l’Egitto si è rifiutato di accettare grano rubato dall’Ucraina».

12.53 «Con il ministro Grlic-Radman abbiamo condiviso l’esigenza di rilanciare il processo di allargamento dell’Unione europea ai Balcani Occidentali. Questa priorità è resa ancora più urgente dal conflitto in Ucraina. È fondamentale dare concretezza a questa prospettiva per la stessa credibilità dell’Unione Europea. L’integrazione rappresenta la strada maestra per la definitiva stabilizzazione di questa regione, strategica per i nostri Paesi». Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio al termine dell’incontro con il collega croato Gordan Grlic-Radman alla Farnesina.

12.39 Le Repubbliche popolari di Donetsk e Luhansk non torneranno mai all’Ucraina: lo ha scritto il vice presidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev sul suo canale Telegram, secondo quanto riporta la Tass. «Le Repubbliche del Donbass hanno preso la decisione finali sul loro stato e non torneranno mai più. Questo è inaccettabile per coloro che ricordano cosa è successo agli accordi di Minsk e le uccisioni di civili» nelle due repubbliche, ha detto Medvedev, commentando i resoconti dei media sul piano italiano per risolvere la crisi ucraina.

12.30 Il vice presidente del Consiglio di sicurezza russo ed ex presidente russo, Dmitri Medvedev, ha criticato il piano di pace italiano per l’Ucraina affermando che «c'è la sensazione che sia stato preparato non da diplomatici ma da politologi locali, che hanno letto dei giornali provinciali e operano soltanto sulla base delle notizie false ucraine». Lo riporta l’agenzia di stampa statale russa Tass. «Se si devono proporre iniziative di pace allora dovrebbero basarsi su un approccio reale che deve rispecchiare lo stato delle cose. E un tale documento già da tempo è stato proposto dalla Russia per la discussione», ha dichiarato Medvedev.

12.13 Mosca non ha ancora visto le proposte dell’Italia sulla risoluzione della situazione in Ucraina e spera di riceverle presto attraverso i canali diplomatici. Lo ha dichiarato oggi il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov rispondendo alle domande dei giornalisti: «No, non le abbiamo ancora viste (le proposte di Roma) e speriamo di riceverle attraverso i canali diplomatici e di poterle esaminare», ha affermato, citato dalla Tass.

12.10 «Salutiamo con favore l’aumento della spesa per la difesa dei Paesi dell’Unione Europea e la strategia Ue sulla sicurezza comune, che va nella giusta direzione, ovvero superare la frammentazione dell’industria bellica europea. Ma dobbiamo essere sicuri che gli sforzi dell’Ue non vadano in competizione con la Nato o creino doppioni». Lo ha detto il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg intervenendo a Davos. «Credo nella cooperazione tra Ue e Nato, dal 2014 l’abbiamo portata a livelli senza precedenti: Usa ed Europa devono essere uniti, la nostra sicurezza è interconnessa».

11.25 «La Nato saprà risolvere questo problema, nel giusto spirito»: così il ministro degli Esteri finlandese, Pekka Haavisto, sulla domanda di adesione di Finlandia e Svezia alla Nato e l’opposizione della Turchia. Haavisto ha spiegato di essere fiducioso in una soluzione dei problemi sollevati con la Turchia, con cui è in corso uno sforzo diplomatico: sulle preoccupazioni per le organizzazioni terroristiche, «abbiamo delle buone risposte da dare e siamo anche noi parte della risposta mondiale al terrorismo», ha detto Haavisto. La domanda di accesso - ha spiegato il ministro finlandese - nasce dal contesto internazionale stravolto dall’aggressione della Russia all’Ucraina: «Siamo in una situazione completamente nuova e dobbiamo svegliarci di fronte a questa nuova realtà».

11.21«Non dovremmo lasciare nulla di intentato» per la ricostruzione dell’Ucraina «incluso, se possibile, l’utilizzo degli asset russi». Lo ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen parlando a Davos. «La ricostruzione del Paese dovrebbe combinare investimenti massicci con riforme ambiziose. L’Ucraina appartiene alla famiglia europea», ha sottolineato.

11.11 «I ladri russi rubano il grano ucraino, lo caricano sulle navi, passano dal Bosforo e cercano di venderlo all’estero. Invito tutti gli Stati a rimanere vigili e a rifiutare qualsiasi proposta di questo tipo. Non comprate il grano rubato. Non diventate complici dei crimini russi. Il furto non ha mai portato fortuna a nessuno». Lo ha scritto su Twitter il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba.

11.10 «L'Ucraina deve vincere la guerra. E l’aggressione di Putin deve essere un fallimento strategico. Faremo tutto il possibile per fare in modo che gli ucraini prevalgano e riprendano il futuro nelle loro mani». Lo ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen intervenendo a Davos. Con la guerra «è stato messo in discussione l’ordine internazionale», ha aggiunto.

10.21 La Russia vedrà l’espansione delle infrastrutture della Nato in Finlandia e Svezia come una minaccia diretta alla sua sicurezza e dovrà reagire. Lo afferma il Segretario del Consiglio di sicurezza di Mosca Nikolaj Patrushev, citato dall’agenzia russa Interfax.

7.22 La Russia ha aumentato l’intensità delle sue operazioni nel Donbass, ma ha ottenuto finora successi solo «localizzati» grazie alla resistenza ucraina e comunque se la linea del fronte del Donbass si dovesse spostare più a ovest, questo allungherà estenderà le linee di comunicazione russe e «probabilmente vedrà le sue forze affrontare ulteriori difficoltà di rifornimento logistico». È questa l’analisi della situazione sul campo in Ucraina, secondo l’intelligence britannica.

4.49 Missili russi hanno danneggiato gravemente l’infrastruttura ferroviaria nell’Oblast di Dnipropetrovsk. Il governatore dell’Oblast’ di Dnipropetrovsk, Valentyn Reznichenko, ha dichiarato che i quattro missili che hanno colpito la regione hanno causato gravi danni e non si può dire quando potrà essere ripreso il traffico.

4.45 Le forze russe istituiscono centri di comando negli oblast di Kherson e Zaporizhzhia. Nel tentativo di controllare ulteriormente la popolazione locale, scrive il Kiev Indipendent, sono stati istituiti 19 centri di comando russi. Lo ha annunciato il portavoce dell’Amministrazione militare regionale di Zaporizhzhia, Ivan Ariefiev.

2.01 Il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, sostiene che sono ancora 580 lee aziende straniere pienamente attive in Russia, nonostante le sanzioni.
Secondo la stampa di Kiev, Kuleba ha sottolineato che, mentre 1.439 società hanno lasciato la Russia, tutti gli altri sono «al lavoro, come al solito».

 

 

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