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Politiche, liste tra i veleni nel Pd siciliano: Cracolici rinuncia al Senato, Letta sotto accusa

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Antonello Cracolici

Tutti, o quasi, contro Enrico Letta. Le scelte sulle candidature per le Politiche del 25 settembre hanno scatenato, già da ieri, un uragano in casa Pd. Decisioni che non piaciute ad alcuni parlamentari uscenti e la Sicilia non è rimasta fuori dalle polemiche. A partire da Antonello Cracolici, big del partito all'Ars che rinuncia alla candidatura al Senato: "Considero un grave errore politico, aver indicato nelle posizioni eleggibili nei due collegi siciliani, due persone che non hanno un radicamento in Sicilia. Il Senato, anche per legge, è espressione delle regioni italiane. Il PD ha deciso di non dare voce alla Sicilia nel Senato della Repubblica. Questo errore - dice Cracolici - è tanto più grave perché avviene nello stesso giorno in cui i siciliani sono chiamati ad eleggere il nuovo governo e i parlamentari della Regione - aggiunge - Neanche Renzi, che ha fatto una carneficina, con le liste fatte per la Sicilia cinque anni fa, aveva scelto parlamentari non siciliani per rappresentare la Sicilia al Senato. La mia amarezza è secondaria rispetto alla gravità dell'errore politico fatto che, temo, peserà sull'esito del voto. La vita va avanti".

L'ex segretario regionale del partito, Fausto Raciti, escluso dalle liste, in un post su Facebook aveva parlato "di rancori che continua a dominare i cicli politici del Partito democratico".

Non è stato escluso ma quasi Carmelo Miceli, parlamentare e primo degli eletti in consiglio comunale a Palermo nel Pd, che nella lista Sicilia 1 per la Camera è terzo dietro a Giuseppe Provenzano e Teresa Piccione. Miceli ha deciso di andare comunque avanti e non ritirare la propria candidatura. La spiegazione arriva, anche questa volta, con un post su Facebook: "Ho appreso della mia posizione in lista durante la direzione. Per chi ancora non lo sapesse, è una posizione 'non eleggibile'. Coloro che si trovano nella mia stessa condizione stanno comunicando la loro volontà di non accettare. Io, invece, accetterò la candidatura, anche se 'di servizio'. Accetterò perché il Partito Democratico, la mia Comunità, come spesso accade, è in difficoltà. Non c’è spazio per 'aventini' o polemiche e il disimpegno di anche solo uno dei nostri dirigenti o elettori può produrre conseguenze inimmaginabili".

Matteo Renzi parla di una "strategia di chi vorrebbe combattere Salvini e Meloni e poi attacca solo i renziani o ex renziani...". Un ipotetico repulisti anti-renziano bollato come "ridicolo" dal siciliano Giuseppe Provenzano, vice segretario dem, e blindato dalla posizione di capolista alla Camera in due circoscrizioni nell'Isola. L'ex ministro, sul Corriere della Sera, spiega che "la stagione di Renzi nel Pd è superata da tempo, le sue liste elettorali furono un Armageddon contro chiunque non la pensasse come lui. Stavolta - assicura - non è andata così".

Il taglio dei parlamentari ha inciso "molto" sulle scelte fatte, ammette l'esponente Pd. "Ma ancor più ha pesato la mancata riforma di questa pessima legge elettorale", sottolinea. Le elezioni "non prevedono pareggio - sostiene Provenzano - la scelta è o noi o la destra, non c'è spazio per terzi o quarti poli".

Ma in Sicilia anche la base storce il naso. Come Antonio Rubino, componente della direzione regionale del Pd: "C'è un gioco subdolo, pericoloso e denso di cattiveria che da anni prova a distruggere ogni forma di pensiero di sinistra dentro il Pd. Ormai ci siamo quasi ma credo che chi viene da quella storia abbia il dovere morale di non mollare, di combattere e di ripensare ad un campo progressista vero ed alternativo al gioco perverso che c’è in atto".

Le manovre degli altri partiti in Sicilia

Intanto, in vista delle Regionali, domani (18 agosto) Decio Terrana e Toto Cordaro incontreranno i giornalisti all'Ars per la presentazione dei candidati Udc.

Mentre Pippo Gianni, sindaco di Priolo (ex parlamentare ed ex assessore regionale) aderisce alla Lega. Lo annuncia Nino Minardo, segretario regionale Lega Sicilia-Prima l'Italia: "Entra nella nostra squadra un sindaco siciliano che in questa difficile fase storica ed economica è molto esposto ed ha grandi responsabilità: sono certo che sapremo affrontare e vincere insieme le sfide del territorio che Pippo rappresenta e cura da sempre con dedizione".

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