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SALA D'ERCOLE

Finanziaria, il governo va sotto sul pacchetto di aiuti al turismo. Ok ai fondi per le imprese

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Gianfranco Micciche e Gaetano Armao (foto Alessandro Fucarini)

Il governo è andato sotto al primo test. E’ successo quando è stata esaminata la norma proposta dall’assessore al Turismo Manlio Messina, uno degli uomini più vicini al presidente Musumeci. L’articolo, il 10 del testo base della Finanziaria, prevedeva di dirottare 3,4 milioni da vari capitoli dell’assessorato verso fiere e manifestazioni “acchiappaturisti”. Una manovra “da campagna elettorale” secondo l’opposizione che col capogruppo del Pd, Giuseppe Lupo, ha chiesto il voto segreto. E in questo modo la norma è stata bocciata, 25 i voti contro la proposta di Messina. Evidente il ruolo dei franchi tiratori.

Il presidente Musumeci era in aula al momento del voto. E poco prima il governo è stato costretto a rinviare il voto su una delle misure chiave di questa Finanziaria, l’articolo che stanzia nuovi aiuti per le imprese localizzate nelle Zes.

Il siparietto all'inizio della seduta

“Le cose che dico non me le rimangio”: è iniziata con una frase a effetto la seduta all’Ars sulla Finanziaria. A pronunciare queste parole è stato l’assessore all’Economia, Gaetano Armao, nel giorno in cui in Parlamento non si parla d’altro che dell’intervista rilasciata da Micciché a La Stampa e poi smentita dallo stesso presidente dell’Ars. Malgrado ciò il giornale stamattina ha pubblicato lo stenografico della registrazione dell’intervista confermando così le accuse rivolte da Micciché al presidente della Regione (“fascista catanese, sta prendendosi i nostri deputati”).

Stamani, in apertura di seduta, Micciché aveva raccontato di un dialogo con Armao sui fondi disponibili per approvare uno dei più importanti articoli della manovra, quello che finanzia gli aiuti alle imprese colpite dalla crisi dovuta alla pandemia. Poi Micciché ha visto in aula l’assessore e gli ha dato la parola invitandolo a spiegare il contenuto della loro conversazione. A quel punto Armao ha risposto con una frase sibillina: “Se riferisce ciò che lo ho detto non ho motivo di parlare io. Le cose che dico non me le rimangio”.

In questo clima l’Ars ha poi approvato l’articolo 2 della manovra. Quello che dirotta sul bando destinato a finanziare gli aiuti alle imprese tutti i fondi rientrati all’Irfis dopo i rientri dai prestiti concessi negli anni precedenti. E’ una norma chiave, che permette di scorrere le gradutorie di bandi pubblicati a gennaio che avevano visto l’esclusione di migliaia di imprese per carenza di fondi. Ora ci sono i soldi per erogare gli aiuti, anche se non è ancora chiaro quale sia il budget realmente a disposizione e quindi quante aziende potranno rientrare in graduatoria.

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