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La guerra in Ucraina, la Russia rallenta per evacuare i civili. E ora i negoziati, Macron il mediatore

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Incontro bilaterale fra Putin e Macron in video-conferenza: risale al giugno del 2020

Mosca annuncia «pause» nelle operazioni militari in Ucraina per favorire l’evacuazione dei civili attraverso «corridoi umanitari».  La notizia arriva poco prima dell’atteso secondo round di negoziati, previsto alle 13 ora italiana, ma poi slittato di un paio d’ore che si svolgerà a Brest, in Bielorussia.

In mattinata, il ministro degli Esteri Lavrov aveva detto che la Russia è «pronta al dialogo» e che «una soluzione si troverà». Il capo delegazione russa Medinsky, porterà sul tavolo dei colloqui gli aspetti tecnico-militari, umanitari e politici della crisi. Il presidente francese Macron, che stasera formalizzerà la sua ricandidatura all’Eliseo, ha reso noto di aver avuto colloqui telefonici sia con il presidente russo Putin che con Zelensky. Il numero uno ucraino ha diffuso un nuovo video in cui afferma che la «Russia risarcirà l’Ucraina per tutti i danni subiti durante la brutale guerra di Mosca». Secondo la Tass, Putin ha chiesto a Macron di fare il possibile perché tutti gli stranieri siano evacuati dall’Ucraina.

Nel bilancio parziale dall’ottavo giorno del conflitto, dopo un’altra notte di raid che hanno continuato a colpire città come Kharkiv e Kiev e Mariupol e con la presa del palazzo di governo di Kherson ora in mano a russi, l’Ucraina rivendica di aver ucciso 9 mila soldati russi e distrutto 217 tank, 90 pezzi di artiglieria, 900 blindati e 42 lanciarazzi e abbattuto 30 aerei. Intanto, sei adulti e due bambini ucraini sono stati uccisi in un attacco russo a un edificio residenziale alla città di Izyum, nel distretto di Kharkiv. Sarebbero almeno 2 mila finora le vittime civili della guerra, secondo Kiev. Almeno 277 quelle accertate dall’Onu.

Mosca riconosce, per la prima volta, 500 caduti tra i suoi militari. E, mentre il mondo condanna la guerra e da Mosca arriva la denuncia che Putin ha ufficialmente introdotto la censura di Stato, un milione di persone, secondo l'Alto Commissario per i rifugiati dell’Onu, cerca scampo in Europa. Nuova doccia fredda per il Cremlino sul fronte economico. Le agenzie di rating Fitch e Moody's hanno declassato la Russia nella categoria dei Paesi che rischiano di non poter rimborsare il debito, ponendo il debito di Mosca al livello «speculativo».

Dai Balcani nel '91 fino all'Ucraina di oggi: trent'anni di conflitti in Europa dopo la caduta dell'Urss

Con la guerra che pesa sull'economia, Bruxelles valuta intanto di prolungare la sospensione del Patto di stabilità e di non attuare la stretta sul debito. Arriva in Europa il Segretario di Stato Usa Blinken: andrà in Polonia, Moldavia e nei paesi baltici in segno di sostegno all’Ucraina. Domani un Consiglio Affari Esteri Ue straordinario al quale l’Alto Rappresentante per la Politica Estera europea Borrell ha invitato anche Blinken, i ministri degli Esteri ucraino Kuleba, britannica Truss, canadese Joly e il segretario generale della Nato Stoltenberg. La mattina dello stesso giorno è previsto un vertice dei ministri degli Esteri dell’Alleanza Atlantica.

Tra gli effetti a catena del conflitto non si ferma la salita del prezzo del gas: sui mercati telematici ad Amsterdam ha toccato il record storico di 200 euro al Megawattora per poi scendere a 170 euro, con il future Ice Ttf, che è il riferimento della materia prima per l’Europa. Prosegue anche la corsa del prezzo del grano sulla Borsa merci di Chicago: i futures sul frumento correggono ancora il record storico e crescono del 7%. Vola anche il mais, in aumento del 3%, ai massimi dal 2013. Schizzano i prezzi della benzina fino a 2,111 euro/litro. La media del diesel a 1,904 euro. Regolari gli arrivi di gas dalla Russia al valico di Tarvisio. In base a quanto ha appreso l’Ansa, dal passo al confine con l'Austria il flusso di metano russo è oggi di 82 milioni di metri cubi, a fronte di una domanda inferiore ai 300 milioni.

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