Lunedì, 28 Novembre 2022
stampa
Dimensione testo

Economia

Home Economia Le misure fiscali decise dal governo: tre tasse piatte, la tregua, l'aliquota extra-profitti
LA MANOVRA

Le misure fiscali decise dal governo: tre tasse piatte, la tregua, l'aliquota extra-profitti

di
manovra, Maurizio Leo, Sicilia, Economia
Il viceministro Maurizio Leo

Tre tasse piatte. Aumento dell’aliquota sugli extra profitti. Stop all’entrata in vigore della sugar tax e della plastic tax per tutto il 2023. Tregua fiscale con riduzione delle sanzioni e rateizzazione fino a cinque anni delle scadenze, rottamazione delle cartelle sino a 1.000 euro se antecedenti al 2015. Conferma del taglio del cuneo per i lavoratori dipendenti con redditi sotto 35.000 e implementazione del taglio al 3% per redditi sotto i 20.000 euro. Questo il pacchetto fiscale della manovra illustrato dal premier Giorgia Meloni, dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e dal viceministro all’Economia Maurizio Leo.

Tassa piatta

Due tasse piatte riguardano gli autonomi e le partite Iva. La prima prevede l’estensione dell’aliquota agevolata del 15% ai redditi fino a 85.000 euro (finora il tetto era a 65.000). La seconda tassa piatta ha l’obiettivo di premiare la crescita e prevede una tassazione agevolata, anche qui al 15%, degli incrementi di utile fino a 40.000 rispetto ai maggiori utili registrati nella media dei tre anni precedenti. La terza «tassa piatta» (la presidente del Consiglio non ha mai usato il termine «flat tax») va a vantaggio dei lavoratori dipendenti e riguarda i premi di produzione fino a 3.000 euro che quest’anno godranno di una tassazione agevolata al 5% (in precedenza l’aliquota era al 10%).

Cuneo fiscale

Confermato il taglio del cuneo fiscale al 2% fino a 35.000 euro «interamente lato lavoratore», ha specificato Giorgia Meloni. Il taglio sale ora al 3% per i redditi fino a 20.000 euro.

Aliquota extra-profitti

È stata ridefinita la norma sugli extraprofitti con un innalzamento dell’aliquota dal 25 al 35%. Il valore della misura è stato quantificato in 2,5 miliardi.

Rottamazione delle cartelle

L’obiettivo è quello di ridurre lo stock delle cartelle mai riscosse che ammonterebbero a 1.132 miliardi ma che - secondo la Corte dei Conti - potrebbero essere ancora esigibili solo per il 6%. Nella Manovra si è deciso di stracciare tutte le cartelle sotto i 1.000 euro con data dal 2015 a ritroso. «Di fatto, essendo passati 7 anni sono tutte cartelle inesigibili», ha detto il viceministro Maurizio Leo. Per le altre cartelle di valore superiore l’imposta dovrà essere pagata tutta ma non si pagheranno sanzioni e il pagamento potrà essere rateizzato in cinque anni.

Tregua fiscale

«Non si tratta di un condono, perché i contribuenti pagheranno, né tanto meno una sanatoria penale», ha precisato il viceministro Leo e non riguarda solo le cartelle «ma copre tutto lo spazio del rapporto fiscale a partire dalle dichiarazioni».

Tre le fattispecie. 1) Il contribuente che ha presentato dichiarazioni fedeli (l'ultima è quella del 2021), ma poi non è riuscito a pagare, avrà una sanzione ridotta al 3% e la possibilità di rateizzare i pagamenti in cinque anni. 2) Il contribuente che nelle dichiarazione ha omesso di inserire alcuni redditi, pagherà una sanzione del 5% e per il pagamento avrà uno spettro temporale di due anni. Si tratta di un «ravvedimento operoso», ma la dilazione per il pagamento passa dall’attuale anno a due anni. 3) Il contribuente raggiunto da un «avviso di accertamento» potrà o aderire con l’«acquiescenza» alla proposta del fisco e ottiene uno sconto sulle sanzioni e una rateizzazione o, se non accetta quando stimato dal fisco, può accedere a un contraddittorio al termine del quale avrà le sanzioni ridotte al 5% e la rateizzazione su cinque anni.

© Riproduzione riservata

TAG:

PERSONE:

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

Correlati

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook
  • Seguici su
X