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I sindacati a Palazzo Chigi, priorità a bollette e pensioni e «no» della Cgil alla flat tax

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Commercianti di Avellino in piazza contro i rincari energetici

Caro-bollette, sostegno ai redditi con il recupero del potere d’acquisto eroso dall’inflazione ormai a doppia cifra, interventi sulle pensioni per una maggiore flessibilità in uscita e sul fisco, ma anche lotta alla precarietà ed una politica industriale strategica: i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri, si preparano all’incontro con la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. L’appuntamento di questo pomeriggio, il primo confronto a Palazzo Chigi con il nuovo governo, per i sindacati parte dalle emergenze e dalle riforme da definire, in vista della prossima legge di Bilancio.

Venerdì 11 sarà la volta delle associazioni delle imprese (22 le sigle convocate). Mentre il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, rilancia la richiesta del taglio del cuneo fiscale con un intervento «choc» da 16 miliardi, «due terzi ai dipendenti e un terzo alle imprese. Significa mettere 1.200 euro in tasca in più ai lavoratori», in sindacati chiedono di definire subito altre misure per aiutare lavoratori, pensionati, famiglie e imprese alle prese con la rincorsa dei prezzi, dall’energia agli alimentari: le risorse, a loro parere, possono arrivare da un’ulteriore intervento sugli extra-profitti. E di affrontare le questioni pensioni e fisco, nell’ottica di una riforma complessiva.

Non si accontentano solo di una nuova quota, come l’idea allo studio del governo per una Quota 41 legata ad una soglia di età, 61-62 anni. Chiedono si possa uscire dai 62 anni o con 41 anni di contributi per tutti, quindi a prescindere dall’età; insieme ad un intervento strutturale per superare la legge Fornero ed evitare lo scalone da gennaio 2023 (senza correttivi l’accesso alla pensione resta solo con 67 anni di età o con 42 anni e 10 mesi di contributi, 41 anni e 10 mesi per le donne). Obiettivo su cui intende lavorare anche il governo ma che in manovra, intanto, dovrà fare i conti con le risorse a disposizione.

Anche sul fisco la richiesta è di mettere mano ad una riforma complessiva. «Noi siamo contrari alla flat tax. In un Paese che ha 120 miliardi di evasione fiscale il tema fondamentale è come si combatte questa evasione», sostiene Landini, rilanciando una riforma che «assuma il principio della progressività prevista dalla Costituzione» e riduca il peso a partire dai redditi più bassi. Un cammino, dalle emergenze alle riforme, che va portato avanti con il confronto e il dialogo sociale: bisogna «affrontare insieme i tanti dossier», insiste il numero uno della Cisl, Luigi Sbarra, sostenendo che oggi più che mai serve «un accordo di politica dei redditi» per tutelare salari e pensioni e mettere sotto controllo prezzi e tariffe. Il governo sarà misurato sul merito, sui fatti, rimarcano. «È evidente - dice Landini - che se non dovessero esserci delle risposte decideremo tutte le iniziative necessarie».

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