Mercoledì, 08 Dicembre 2021
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PREVIDENZA

In pensione a 63 anni, riscatto gratuito della laurea, Ape sociale: l'Inps studia la riforma

Dibattito aperto sul fronte della riforma delle pensioni tra l'ipotesi di riscatto gratuito della laurea, le nuove modalità di calcolo e i lavori gravosi. Cambiamenti e opzioni che potrebbero presentarsi nei prossimi mesi.

L'anticipo della pensione a 63-64 anni

Tra le possibili novità l'Inps, per voce del presidente Pasquale Tridico, ha indicato l'uscita dal lavoro a 63-64 anni con una pensione ridotta. In questo caso l’assegno calcolarsi solo sulla quota contributiva, pari ad almeno 1,2 volte l’assegno sociale, cioè 552 euro, da integrare all'età di 67 anni con la quota maturata nel sistema retributivo. La nuova tipologia di Ape contributiva costerebbe, secondo l'Inps, 453 milioni nel 2022 fino a un massimo di 1,1 miliardi nel 2025. Sarebbero interessati circa 50 mila lavoratori nel 2022, 66mila nel secondo anno, 87mila nel terzo. Secondo l'Inps potrebbe configurarsi una soluzione pienamente sostenibile per il bilancio pubblico. L’anticipo della pensione, infatti, riguarderebbe solo la parte maturata sui versamenti che ricadono nel calcolo contributivo (dopo il 1995). Ritenuta troppo costosa la proposta della Lega della pensione con 41 anni di contributi senza limiti d’età, la tanto discussa Quota 41. Si ipotizza infatti una spesa di 9 miliardi di euro a regime.

Il riscatto della laurea gratuito

Capitolo riscatto della laurea gratuito. Secondo l'Inps sarebbe oneroso e si stima in 4-5 miliardi l’anno. La misura, però, comporterebbe anche benefici: incentiva il giovane e contribuisce all’aumento delle skill in un Paese dove il tasso dei laureati è tra i più bassi dell’Ue. Pareggerebbe, inoltre, una sorta di discriminazione che potrebbe denunciare chi resta di più tra i banchi di scuola rispetto all’ingresso mercato nel mercato del lavoro. Chi vuole riscattare gli anni di studio ha a disposizione il riscatto «agevolato» che varrà anche nel 2022. La norma prevede che si possano riscattare, tranne alcune eccezioni, gli anni degli studi universitari a fini pensionistici senza limiti di età. A patto però di non avere versato contributi prima del 1996 e di essere iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (riguarda dipendenti, autonomi o gestione separata). Sono esclusi gli iscritti alle casse di previdenza dei professionisti. In sintesi è possibile riscattare fino a 5 anni di università, a un costo parametrato alla retribuzione ma agevolato e che in media si è attestato attorno a 5.200 euro per anno di studio. Si deve presentare domanda all’Inps e l’importo si può saldare i due modi:  un'unica soluzione o massimo 120 rate mensili non inferiori a 30 euro. In ogni caso per il calcolo caso per caso l’Inps ha messo a disposizione un simulatore.

Le novità per i lavori gravosi

Novità sui lavori gravosi. Si potrebbe anticipare la pensione, grazie all’indennità ponte della cosiddetta Ape sociale, a 63 anni con 36 di contributi a patto di aver svolto una mansione gravosa per 6 anni negli ultimi 7 o 7 negli ultimi 10. La lista dei lavori gravosi è stata stilata in base ai criteri Inail che applicano ai mestieri del mansionario Istat tre indici: frequenza degli infortuni rispetto alla media, numero di giornate medie di assenza per infortunio, numero di giornate medie di assenza per malattia. Tra le nuove professioni considerate gravose sulla base degli indicatori Inail troviamo ci sono i conduttori di impianti, i saldatori, i fabbri e gli operai forestali ma anche gli operatori della cura estetica.

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