Giovedì, 21 Ottobre 2021
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L'OPERAZIONE

Opa Mediaset su Rai Way, Padoan: "Non intendo trattare"

Il ministro dell'Economia ha affermato di essere stupito dalla trattativa, ma ha anche ribadito che il governo non vuole perdere il controllo

ROMA. «Per quanto mi riguarda non c'è nessuna trattativa con Mediaset per l'opa su Rai Way. Ci siamo stupiti quando abbiamo visto quello che succedeva. Il limite del 51% dimostra che il governo non ha intenzione di perdere il controllo». Lo afferma al Corriere della Sera, Pier Carlo Padoan, ribadendo i paletti sulla mossa del Biscione: «La logica del governo è quella di verificare quali partecipate possano creare un valore che serva ad abbattere il debito e ad aumentare l'efficienza».

«L'operazione Rai Way - aggiunge - è nata con questa filosofia e la mantiene. Poi il mercato si è manifestato con un'Opas: il perchè è domanda che lascio a altri. L'intenzione del governo resta quella». Il ministro dell'Economia fa poi il punto sui segnali di ripresa: «Derivano da un ambiente macroeconomico internazionale favorevole, grazie alla decisione della Bce sul Quantitive Easing, ma anche dalle riforme che realizziamo: l'atteggiamento verso l'Italia, anche nei Paesi in cui »non ci si fida di noi«, sta cambiando. E abbiamo evitato una manovra di 40 miliardi che avrebbe ucciso la ripresa. Abbassare le tasse sulla casa? La mia preferenza va agli investimenti produttivi». «Il Pil - spiega Padoan - è frutto di diverse variabili che stanno andando nella direzione giusta, tutto fa presumere che questo si tradurrà in un dato migliore del previsto. Forse siamo a un punto di svolta, perciò insistiamo sulle riforme».

Gli 80 euro, prosegue Padoan, «non hanno ancora cominciato a mostrare il loro impatto. Finora le famiglie li hanno usati per ripagare i debiti e risanare i bilanci. Quando sono stati introdotti, i critici hanno detto che erano una misura debole e temporanea che non avrebbe funzionato. Ora che è stata resa permanente e dunque si accumula, grazie alla maggior fiducia, la spesa ripartirà». La spending review non è morta, «anzi», assicura quindi il ministro, «il lavoro fatto da Carlo Cottarelli è stato utile, deve continuare indipendentemente dal fatto che ci sia un commissario», le carte di Cottarelli, aggiunge, «saranno presto rese pubbliche, ma non ce ne sono di segrete». «Il decreto attuativo della delega fiscale? La frode - assicura infine -continuerà ad essere punita penalmente come adesso».

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