Martedì, 06 Dicembre 2022
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Stop alla scuola fino a mercoledì e niente dad in Sicilia, la Regione accoglie la richiesta dei presidi

Rinviato il ritorno in classe, vacanze di Natale più lunghe. Musumeci: il governo attui la didattica a distanza

In classe non si tornerà prima di giovedì. Questo è l'esito della task force di questa mattina tra Regione, sindaci, presidi, rappresentanti degli studenti. Il governo regionale rinvierà la riapertura delle scuole di tre giorni per consentire di verificare tutti gli aspetti organizzativi e mercoledì è prevista un'altra riunione della task force.

L’assessore Lagalla durante la riunione da un lato, ha sostenuto che la procedura vaccinale diviene l’unica vera ed esclusiva modalità di margine del processo di avanzamento della diffusione del contagio, dall'altro ha evidenziato che da più parti provengono richieste di posticipare il rientro in presenza delle attività didattiche ma che la normativa nazionale non consente ulteriori deroghe.

L’Anp, rappresentata dal presidente regionale Maurizio Franzò, ha ribadito le perplessità e le preoccupazioni che sono state già rappresentate al governo nazionale nelle interlocuzioni con il ministro Bianchi, oltre alle difficoltà operative di applicazione delle nuove misure deliberate e quindi per consentire alle scuole di poter rendere operative le nuove misure legislative e per poter comprendere quali riflessi avrà l’incidenza del contagio, tra il personale scolastico e tra gli studenti, ha chiesto a Lagalla di rivedere il calendario scolastico rinviando l’apertura delle scuole compatibilmente con il numero minimo di 200 giorni di lezione. L'assessore, come fa sapere attraverso una nota l'Anp, ha assicurato che la proposta di ampliare le vacanze natalizie per ulteriori tre giorni sarà debitamente presa in considerazione.

In questi tre giorni non si ricorrerà alla dad per un semplice motivo: il calendario scolastico prevede 200 giorni di scuola. In Sicilia, all'inizio, ne erano stati previsti 207. Vista la difficoltà del momento, il governo la scorsa settimana aveva deciso di far tornare in classe gli studenti il 10 gennaio invece che il 7, attingendo dai giorni in più rispetto ai 200. Adesso, in attesa del nuovo incontro, la Regione ha deciso di utilizzare altri 3 giorni, allungando le vacanze natalizie e rientrando sempre nei 200 giorni di lezione da svolgere.

Vale anche per le scuole dell'infanzia

L'assessorato regionale all'Istruzione e alla Formazione professionale, sollecitata in particolare dai Comuni, e d'intesa con l'assessorato regionale alla Famiglia, in serata ha  precisato che il provvedimento di proroga delle vacanze natalizie per tre giorni nelle scuole siciliane si estende anche ai servizi educativi per l'infanzia (0-3 anni). Alcune istituzioni private hanno comunque fatto conoscere il loro intendimento di tenere aperti i nidi e i servizi educativi della prima infanzia sotto la propria responsabilità e nel pieno rispetto delle normative anti-Covid vigenti, incluso il decreto legge 1/2022.

Musumeci: il governo attui la didattica a distanza

«Registro la unanime posizione di rettori, dirigenti scolastici, rappresentanti sindacali e delle associazioni familiari, che ci chiedono di farci interpreti con il governo nazionale della necessità di rivedere la attuale posizione sulla possibile scelta della didattica a distanza come strumento di accompagnamento temporaneo verso la piena didattica in presenza», dice  il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, dopo la decisione di far slittare il rientro a scuola dopo le vacanze a giovedì prossimo, invece di lunedì 10 gennaio, utilizzando, scrive Musumeci, «i nostri poteri di autonomia primaria sul calendario scolastico».

La Uil Scuola Sicilia, guidata da Claudio Parasporo, chiede di «ripartire in sicurezza».   «L’assessore Lagalla ha accolto la nostra proposta di far slittare le lezioni di tre giorni - precisa il segretario Parasporo - e ciò permetterà alle famiglie e al personale della scuola di organizzarsi nel miglior modo possibile al fine di tutelare lavoratori e studenti considerato l’aumento dei contagi da Covid».

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