Mercoledì, 08 Dicembre 2021
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ROGHI SENZA FINE

Incendi in Sicilia, a Milena distrutto un ovile. I sindaci delle Madonie: "Siamo sotto attacco"

A Petralia Soprana si fa la conta dei danni: «Una decina di cittadini intossicati, più di cento evacuati. Dieci aziende agricole danneggiate e cento animali morti».
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Petralia assediata dalle fiamme

Un’altra notte e un'altra giornata di fiamme in Sicilia. Ieri hanno fatto paura i video delle Madonie ridotte in cenere, con fiamme alte come palazzi che hanno bruciato campagne e boschi. Immagini che colpiscono duro i siciliani che dalle spiagge cercano di sfuggire ad una delle giornate più calde di sempre, quella in cui in provincia di Siracusa sono stati raggiunti i 48,7 gradi (record europeo) e invece su siti e social vedono rimbalzare i racconti terrificanti di animali arsi vivi e gente costretta a lasciare le proprie case. In centinaia sono stati evacuati da vigili del fuoco e protezione civile a Enna, a Pergusa, a Petralia Soprana.

Ma gli incendi continuano sia nelle zone già colpite sia in nuove zone.

Minacciate aziende agricole nel Nisseno

È il caso di un incendio nei pressi di diverse aziende agricole alle porte di Milena, nel Nisseno. Il rogo è scoppiato alle spalle del cimitero. Due squadre di vigili del fuoco e una del Corpo forestale, coordinate dai Dos (Direttori delle operazioni di spegnimento), i capi reparto Vittorio Imbrogno e Daniele Mourjlia, si sono messe all'opera per cercando di fermare le fiamme, che hanno già lambito un oleificio e distrutto un ovile. I vigili del fuoco sono riusciti a mettere comunque in salvo tutti gli animali. Sul posto sei mezzi, mentre non è stato possibile nella prima fase fare arrivare il supporto aereo impegnato in operazioni di spegnimento di altri roghi in Sicilia.

Fiamme vicino alle case a Caltabellotta

Un vasto incendio si è sviluppato nel corso della notte a Caltabellotta, nel promontorio che delimita la via Roma, proprio all'ingresso del paese agrigentino, interessando sterpaglie e zone adibite a pascolo. Le fiamme hanno lambito anche alcune abitazioni. Diverse persone sono scese in strada, nel timore che le loro case venissero avvolte dal fuoco. Sul posto per gli interventi di spegnimento stanno operando gli agenti del Corpo forestale, in attesa che i vigili del fuoco di Sciacca, che in quel momento erano impegnati in un altro intervento, raggiungessero la zona interessata dalle fiamme. La protezione civile non ha ritenuto necessario disporre alcun provvedimento di evacuazione del centro abitato. Le fiamme poi si sono spostate verso nord. Si temono gravi conseguenze ambientali.

Ancora paura sulle Madonie

Incendi nella notte anche nei comuni in provincia di Palermo, in particolare sulle Madonie, a Polizzi Generosa, Castellana Sicula e Geraci Siculo.

Dalla mattinata hanno comincia a bruciare boschi e macchia mediterranea anche a Petralia Sottana e a Petralia Soprana. Da ieri continuano a operare vigili del fuoco, forestale e Protezione civile, intervenuti anche per proteggere abitazioni e aziende insidiate dalle fiamme, alimentate anche dalle alte temperature e dal forte vento, a tratti di scirocco. In serata l’emergenza incendi, in provincia di Palermo, era parzialmente rientrata, anche se focolai erano ancora attivi a Santa Cristina Gela e San Giuseppe Jato . Nel territorio di Petralia Sottana e Polizzi Generosa, invece, i vigili del fuoco, i forestali e la protezione civile hanno avviato la bonifica nei luoghi devastati dai roghi, seppellendo circa cento animali uccisi dalle fiamme.

A Petralia Soprana il sindaco Pietro Macaluso fa la conta dei danni: «Una decina di cittadini intossicati soccorsi dal 118, qualcuno di loro finito al pronto soccorso. Più di cento persone evacuate. Tre famiglie rimaste senza casa che hanno trovato alloggio presso i parenti. Dieci aziende agricole danneggiate e cento animali morti». Dai numeri alle amare considerazioni il passo è breve: «Siamo stati sotto attacco - aggiunge il sindaco Macaluso -. Non si capisce perché, ma le Madonie sono state colpite in modo chiaro. Alle favole crediamo quando siamo piccoli. Non riesco a spiegarmi come mai l’incendio partiva in un comune e poco dopo in un altro. Non c'è stato nessun centro delle Madonie che non abbia avuto danni dall’inferno di questi giorni. Blufi, Geraci Siculo, Petralia Soprana e Sottana, Castellana Sicula, Gangi, Polizzi Generosa. Le fiamme ogni giorno attaccavano due o tre centri contemporaneamente. Bisognerà capire il motivo di questa aggressione e lavorare perché il prossimo anno non siamo di nuovo a fare la conta dei danni».

«Le Madonie sono sotto attacco - ribadisce il sindaco di Polizzi Generosa, Gandolfo Librizzi -, c'è un disegno dietro a questi roghi. Stiamo facendo la conta dei danni. Da una prima ricognizione ci sono state tre aziende artigiane che hanno avuto danneggiati i capannoni, aziende agricole pesantemente colpite dal fuoco non solo nelle colture, ma anche nelle strutture. Gli animali siamo riusciti a metterli in salvo. Grossi danni ai vigneti».

Canadair nelle campagne di Modica

Nella tarda serata di ieri si è sviluppato un incendio anche nelle campagne di Modica. Si è reso necessario anche l'intervento di canadair che sorvolano la zona anche questa mattina.

Aziende zootecniche minacciate nel Ragusano

Sempre nel Ragusano in azione due elicotteri e due canadair per l'incendio scoppiato ieri mattina a Calaforno, in territorio di Giarratana. Attualmente preoccupano le condizioni a cava Cavoli lungo la Giarratana-Ragusa e cava Volpe sulla Ragusa-Chiaramonte, costone che si affaccia verso Giarratana.

La pineta di Calaforno è una distesa spettrale, cenere dell’incendio è arrivata fino al mare. Ieri si è sviluppato un altro incendio in località San Giacomo, nel comune di Ragusa. In contrada Calaforno, personale dei vigili del fuoco ha operato a protezione dell’agriturismo Le due palme, minacciato dalle fiamme, e della masseria Paterno lungo la provinciale che da Giarratana porta a Chiaramonte.

E’ con grande "dolore e tristezza" che il vescovo di Ragusa Giuseppe La Placa ha seguito l’emergenza degli incendi che hanno devastato l’area di Calaforno e l’altopiano degli Iblei. "Tanta bellezza - afferma La Placa - è andata distrutta. Quanto è successo ci richiama tutti al senso di responsabilità e di attenzione verso il Creato e tutto ciò che è patrimonio comune, evitando gesti di disattenzione e superficialità che possono in pochi istanti distruggere quello che faticosamente si è costruito nel corso di decenni

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