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L'EPIDEMIA

Il Coronavirus ha fatto più vittime della Sars, altri 8 italiani rimpatriati: 2 neonati in quarantena

CINA, virus, Sicilia, Cronaca
Rimpatriati altri otto italiani

Cresce ancora il numero delle vittime del Coronavirus: sono ora 908 i morti e oltre 40mila le persone contagiate dall'inizio dell'epidemia. Lo ha riferito la National Health Commission, l'organo responsabile per i servizi igienico-sanitari e la salute nel Paese.
Il numero di infezioni è di 40.171, con oltre 3.000 nuovi casi segnalati. Nel suo aggiornamento quotidiano, la commissione ha affermato che ci sono stati 97 nuovi decessi per virus - 91 nella provincia di Hubei, la più colpita - portando, appunto, il bilancio nazionale delle vittime 908.

Il dato certifica già da ieri che il Coronavirus di Wuhan ha fatto più vittime della Sars. L'Organizzazione mondiale della sanità, pur confermando una certa "stabilizzazione", ha avvertito però che è troppo presto per tracciare un trend di contenimento, dato che i laboratori cinesi lavorano a pieno regime sui test e potrebbero fornire un "altro rimbalzo", un'ulteriore impennata dei casi di contagio.
Del resto, una "drammatica riduzione" della diffusione del coronavirus dovrebbe iniziare dalla terza settimana di febbraio: perché solo allora si saprà "se i metodi di contenimento sono stati adeguati", ha spiegato l'epidemiologo americano Ian Lipkin, a capo del Centro per le infezioni e l'immunità della Columbia University, tracciando i possibili scenari di breve termine.

L'arrivo della primavera e delle temperature più miti può ridurre la forza del virus che si "è diffuso senza che nessuno realizzasse fosse lì" e portare le persone fuori dagli ambienti chiusi dove il pericolo è più alto, ha osservato Lipkin in un briefing online con i media, costretto nella sua casa nello Stato di New York ad una quarantena di 14 giorni dal rientro dalla Cina. In particolare, "ci sono due momenti chiave" da seguire con attenzione: il ritorno al lavoro e la riapertura delle scuole dopo la lunga festività del Capodanno lunare. "A quel punto sapremo se siamo nei guai", ha notato Lipkin, che nel 2003 affiancò Oms e autorità cinesi nella lotta contro la Sars, in quanto "un balzo" dei contagi "ci potrà far tornare indietro" e adottare ulteriori misure restrittive.

GLI ITALIANI. Intanto, altri otto italiani sono stati rimpatriati da Wuhan. La quarantena per il Coronavirus si allarga e sotto osservazione ci sono adesso anche due neonati. I rimpatriati si trovano ora nel Policlinico militare del Celio a Roma, dove resteranno in isolamento per almeno 14 giorni. A loro nelle prossime ore potrebbe aggiungersi anche il 17enne Niccolò che, nonostante non sia infetto, è rimasto bloccato a Wuhan a causa di una febbre. E nella città militare della Cecchignola, dove una settimana fa erano stati rimpatriati i primi 56 italiani, gli animi non sono quelli sereni dei primi giorni.
Dopo i test positivi sul giovane 29enne ricercatore emiliano, primo italiano contagiato dal virus, allo Spallanzani di Roma sono finiti anche due bambini che erano alla Cecchignola: hanno alcune linee di febbre ma per fortuna - dai primi test - sono risultati negativi al Coronavirus. I piccoli di 4 e 8 anni, accompagnati dal padre, sono stati trasferiti nell'ospedale romano a titolo puramente precauzionale, così come alcune ore prima la donna affetta da congiuntivite. Per lei è stata scongiurata al momento qualsiasi ipotesi di contagio. E mentre altri 12 pazienti sottoposti ai test sono in attesa di risultato, restano stabili allo Spallanzani le condizioni del 29enne ricercatore e della coppia di cinesi, gli unici tre contagiati che al momento risultano in Italia.

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