Mercoledì, 20 Gennaio 2021
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Inter a picco, Mancini: i fischi sono giusti - Video

MILANO. Un'Inter senza personalità, carattere e soprattutto senza cuore ammaina bandiera, si arrende ai tedeschi del Wolfsburg e - tra i fischi - dice addio al sogno europeo. Fallisce la remuntada chiesta da Mancini. Il Wolfsburg vince 2-1 a San Siro e prosegue la sua corsa in una serata amara per i tifosi nerazzurri che fanno i conti con una stagione da dimenticare.

L'Inter è lenta, prevedibile, poco cinica e molto fragile in difesa. Carrizo - ancora una volta fra i pali - non dà alcuna sicurezza al reparto arretrato già di per sè traballante e incerto. I tedeschi ne approfittano e sorprendono continuamente i padroni di casa con eccellenti ripartenze: sono coriacei, solidi e concreti. L'Inter risponde con approssimazione e soprattutto senza quella cattiveria che forse le avrebbe spianato la strada verso l'impresa.

Mancini schiera Icardi come prima punta ma l'argentino non riesce a trascinare la squadra e si fa contagiare dalla mediocrità generale. Male Juan Jesus, insicuro Carrizo, in ombra Guarin. La squadra non gira, il centrocampo è scollegato, l'attacco sterile. L'Inter parte bene ma la sua tensione agonistica dura solo pochi minuti. Hernanes prova a sorprendere i tedeschi al 4', Benaglio salva in tuffo. Il Wolfsburg replica con Caligiuri che schiaccia un buon pallone ma non centra lo specchio della porta. I tedeschi sono bravi a sfruttare gli spazi: Dost si trova a tu per tu con Carrizo senza trovare il gol. Sono le prime avvisaglie che qualcosa non va e che non è una notte di eroi. Icardi sbaglia tutto e non sfrutta un buon cross di Santon, subito dopo Ranocchia è bravo a salvare in scivolata su Dost. Carrizo va a vuoto mentre il portiere avversario compie un piccolo capolavoro su tiro di Icardi.

Al 24' clamorosa dormita della retroguardia nerazzurra: Juan Jesus e Ranocchia perdono l'uomo, lasciano crossare De Bruyne, arriva Caligiuri e beffa Carrizo: il portiere riesce a sfiorare la palla che però inesorabilmente si infila nella rete. La strada per l'Inter diventa sempre più impervia, un ribaltone è assolutamente improbabile. Tifosi silenziosi e sgomenti, parte qualche fischio, affranto Mancini. L'allenatore fallisce il tentativo di rivoluzionare la mentalità di una squadra priva di talento e genialità, forse anche con poco coraggio e scarsa
autostima. La reazione è insufficiente e confusa: Kovacic prova il destro, Palacio soffre e si fa pescare in fuorigioco, Icardi tenta di testa ma non imprime una buona spinta alla palla.

Sguardo cupo, mani al volto, Mancini al 24' del primo tempo col Wolfsburg dopo il gol di Caligiuri, ha capito che l'impresa era impossibile e che avrebbe detto addio all'Europa. E per la prima volta il tecnico ha vissuto la partita seduto in panchina, sconsolato. «Siamo delusi come il pubblico. I fischi sono giusti. Abbiamo avuto le occasioni per fare gol, ma le abbiamo concesse anche a loro e ne hanno approfittato», racconta il tecnico a fine gara. I limiti dei nerazzurri sono ancora troppo evidenti. La difesa tallone d'Achille della squadra, non è riuscita a riscattare la prova dell'andata. «Era una gara difficile. Dovevamo segnare e non subire - dice l'allenatore - Ma noi non riusciamo a chiudere una gara senza prendere gol e poi diventa ancora più difficile. Loro ci sono superiori ma noi abbiamo concesso troppo».

Così, con l'eliminazione dall'Europa League, la Coppa Italia che è ormai un lontano ricordo e una classifica che sbriciola le ambizioni, Mancini comincia a mettere in dubbio anche le proprie azioni e convinzioni. «Probabilmente non sono stato in grado di insegnargli al cento per cento. Magari non mi faccio capire. Ma loro ce la stanno mettendo tutta», si espone il tecnico.

La difesa dell'allenatore si scontra con una prestazione senza cuore. Anche la Curva Nord, che fino ad oggi non aveva mai fischiato, anzi si era dissociata dal resto del tifo nerazzurro durante la gestione di Mazzarri, a fine gara ha contestato apertamente la squadra. La delusione è forte per tutti.

Mancini, però, ci credeva. Ha motivato i giocatori prima della partita e provato fino all'ultimo Shaqiri, convocato nonostante l'infortunio, ma rimasto in panchina. Il tecnico ha anche pensato di buttarlo nella mischia, salvo poi cambiare idea. E lo svizzero pare si sia irritato, avendo svolto il riscaldamento senza motivo. «Sarebbe entrato se avessimo segnato il 2-1», spiega in conferenza Mancini che si è chiarito con il giocatore.

Screzi frutto di un incomprensione e probabilmente del malessere per la mancanza di risultati. E la situazione già negativa, peggiora perchè ora Mancini deve fare i conti con due
nuovi infortuni: Kuzmanovic ha rimediato un trauma distorsivo al polso destro, mentre per Kovacic contusione al ginocchio. Da domani si deve voltare pagina, domenica c'è l'ostica Sampdoria e l'Inter ora ha un solo impegno: il campionato. Per non fallire definitivamente la stagione, bisogna almeno ottenere un posto in Europa.

© Riproduzione riservata

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