Domenica, 01 Agosto 2021
stampa
Dimensione testo

Politica

Home Video Politica Primo maggio, ecco il monologo di Fedez contro Lega e Rai. Viale Mazzini: "Mai censurato"

Primo maggio, ecco il monologo di Fedez contro Lega e Rai. Viale Mazzini: "Mai censurato"

È diventata un caso politico la partecipazione di Fedez al Concertone del Primo Maggio, trasmesso ieri da Raitre. "È la prima volta che mi succede di dover inviare il testo di un mio intervento perchè venga sottoposto ad approvazione politica, approvazione che purtroppo non c'è stata in prima battuta, o meglio dai vertici di Rai3 mi hanno chiesto di omettere i partiti e i nomi e di edulcorarne il contenuto. Ho dovuto lottare un pochino ma alla fine mi hanno dato il permesso di esprimermi liberamente", ha detto sul palco Fedez, che già nei giorni precedenti si era schierato in più occasioni a favore del ddl Zan contro l’omotransfobia.

"Buon primo maggio e buona festa a tutti i lavoratori. Anche a chi un lavoro ce l’ha ma non ha potuto esercitarlo per oltre un anno. E quale migliore occasione per celebrare la festa dei non lavoratori se non un palco, per i lavoratori dello spettacolo questa non è più una festa". Fedez nel suo monologo punta l’attenzione sulle maestranze che da oltre un anno sono ferme e si rivolge direttamente al presidente del Consiglio.

"Caro Mario - scandisce - capisco perfettamente che il calcio è il vero fondamento di questo Paese, però non dimentichiamoci che il numero dei lavoratori del calcio e il numero di lavoratori dello spettacolo si equivalgono. Quindi, non dico qualche soldo, ma almeno qualche parola, un progetto di riforma in difesa di un settore che è stato decimato da questa emergenza e che è regolato da normative stabilite negli anni Quaranta e mai modificate a dovere fino a oggi. Quindi caro Mario - continua -, come si è esposto nel merito della superlega con grande tempestività sarebbe altrettanto gradito il suo intervento nel mondo dello spettacolo, grazie".

Poi Fedez dal palco torna sulla polemica che aveva infuocato il pomeriggio del Primo maggio e i giorni precedenti attaccando la Lega sul Ddl Zan e citando esponenti locali del partito contro i gay, e una polemica contro l’associazione Pro Vita.

La replica della Rai

Ma le polemiche non sono certo finite dopo la sua esibizione. "Rai3 e la Rai sono da sempre aperte al dibattito e al confronto di opinioni, nel rispetto di ogni posizione politica e culturale. È fortemente scorretto e privo di fondamento sostenere che la Rai abbia chiesto preventivamente i testi degli artisti intervenuti al tradizionale concertone del Primo Maggio, per il semplice motivo che è falso, si tratta di una cosa che non è mai avvenuta". E’ quanto fa sapere Viale Mazzini in una nota rilasciata in serata, rispondendo così a Fedez e alla sua denuncia di essere stato sottoposto ad approvazione. "Né la Rai né la direzione di Rai3 hanno mai operato forme di censura preventiva nei confronti di alcun artista del concerto - continua il comunicato -: la Rai mette in onda un prodotto editoriale realizzato da una società di produzione in collaborazione con Cgil, Cisl e Uil, la quale si è occupata della realizzazione e dell’organizzazione del concerto, nonché dei rapporti con gli artisti. Il che include la raccolta dei testi, come da prassi". "La Festa del lavoro, come hanno ricordato nei loro interventi i segretari di Cgil, Cisl e Uil, è appunto una festa, vale a dire la celebrazione delle conquiste dei lavoratori e dei loro diritti, sanciti dalla Costituzione e dallo Statuto, di cui i sindacati si fanno custodi e paladini. Ed è proprio a quelle conquiste e a quei diritti, oggi minacciati da una pandemia mondiale che erode l’occupazione, che è dedicato questo Primo Maggio", conclude l’azienda.

Fedez pubblica su Twitter la telefonata con i vertici Rai

Ma Fedez ha anche pubblicato su Twitter la telefonata, presumibilmente con un collaboratore della vicedirettrice di Rai3, con cui gli viene chiesto di alleggerire il monologo preparato per l’esibizione durante il Concertone del Primo Maggio, ovvero evitare di fare nomi e cognomi. La telefonata pubblicata dal rapper parte con una frase del suo interlocutore: "Non è editorialmente opportuno in quel contesto...". "Editorialmente?? - interrompe bruscamente Fedez - Io sono un artista, io salgo sul palco e dico quello che voglio e mi assumo le responsabilità di ciò che dico. Le asserzioni che riporto nel mio testo sono consiglieri leghisti che dicono 'se avessi un figlio gay lo brucerei nel forno', perchè non posso dire che un consigliere leghista in pubblica piazza ha detto che un figlio gay lo brucerebbe nel forno? Perchè non posso dirlo??". Ad un Fedez visibilmente alterato, l’interlocutore risponde: "Le sto chiedendo soltanto di adeguarsi ad un sistema che lei probabilmente non riconosce...", a questo punto Fedez interrompe nuovamente e chiede: "E qual è questo sistema? Visto che non lo riconosco mi rappresenti questo sistema". La telefonata prosegue con un’altra domanda da parte dell’ex giudice di X-Factor: "Qual è la parte incriminata che a voi non sta bene nel testo", e il suo interlocutore Rai risponde "Tutte le citazioni che lei fa, con nomi e cognomi, non possono essere citate". "Perchè? Non sono vere? - chiede Fedez - Avete verificato se sono vere?". "A prescindere - risponde il collaboratore della vicedirettrice di Rai3 - possono essere dette in contesti che non sono quelli che lei..."; "Ah si?? - interrompe nuovamente Fedez - quindi dire 'avessi un figlio gay lo brucerei nel forno' messo in un contesto diverso assumerebbe un significato diverso, mi sta dicendo?". "Non è il contesto corretto", insiste chi parla per conto Rai. "Ma chi lo stabilisce?? - risponde il rapper - Io sul palco devo essere libero di dire il c... che voglio, non lo stabilisce lei cosa posso o non posso dire". A questo punto cambia l’interlocutore, Fedez parla direttamente con Ilaria Capitani, vicedirettore di Rai3, la quale dire "Io ritengo inopportuno il contesto». Ma Fedez le replica «Io posso dire quello che voglio visto che non è un contesto di censura. Posso salire sul palco e dire delle cose che per voi sono inopportune ma per me sono opportune? E’ una domanda semplice, si o no?". "Dite che questo palco rappresenta la riapertura e il futuro - incalza Fedez - nel vostro futuro i diritti civili sono contemplati oppure no?", "Assolutamente si". Le stories di Fedez e la telefonata si concludono con un "Sono imbarazzato per voi" da parte del rapper.

La replica della Rai sulla telefonata

E la Rai, attraverso una nota replica anche a tutto ciò: "In riferimento al video pubblicato sul suo profilo Twitter da Fedez- sta scritto -, notiamo che l’intervento relativo alla vicedirettrice di Rai3 Ilaria Capitani (l'unica persona dell’azienda Rai tra quelle che intervengono nella conversazione pubblicata da Fedez) non corrisponde integralmente a quanto riportato, essendo stati operati dei tagli. Le parole realmente dette sono: 'Mi scusi Fedez, sono Ilaria Capitani, vicedirettrice di Rai3, la Rai non ha proprio alcuna censura da fare. Nel senso che la Rai fa un acquisto di diritti e ripresa, quindi la Rai non è responsabile né della sua presenza, ci mancherebbe altro, né di quello che lei dirà. Ci tengo a sottolinearle che la Rai non ha assolutamente una censura, ok? Non è questo. Dopodiché io ritengo inopportuno il contesto, ma questa è una cosa sua".

Capitanio, deputato Lega e capogruppo in Vigilanza Rai

"Basta con il teatrino della censura, Fedez ha confuso il 1 maggio con la Festa de l’Unità. La libertà di espressione sarà sempre garantita anche a chi, come lui, ha usato il palco dei lavoratori per fare squadrismo politico senza contraddittorio. Fa paura la sua lista di proscrizione senza contraddittorio e che si usi mezzo milione di euro dei cittadini per fare comizi, recitando un pietoso copione. La Rai ha il dovere di tutelare tutti, non solo i promoter milionari del Pd", ha dichiarato Massimiliano Capitanio, deputato Lega e capogruppo in Vigilanza Rai, che poi aggiunge "Nella giornata dei diritti dei lavoratori, Fedez, contravvenendo alle regole Rai, ha sfilato con il cappellino Nike, dimenticando la tempesta di polemiche sullo sfruttamento del lavoro minorile in Cambogia che investì proprio quella multinazionale. Probabilmente le polemiche montate dal cantante erano finalizzate a dare più visibilità a chi lo paga per questa sfilata. Chi ha consentito a Fedez di fare pubblicità alla Nike? Chi gli ha consentito di fare un comizio per privare della libertà di espressione chi non la pensa come lui o per minacciare la libera attività parlamentare?"

© Riproduzione riservata

PERSONE:

Correlati

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook
  • Seguici su
X