Giovedì, 26 Novembre 2020
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La web serie di Lillo & Greg diventa fenomeno virale

ROMA.  ''Che è che nun te quadra, il posto dell'appuntamento?''. ''No. Perché se chiama quello Sorcio? Me ce devo chiama' io''. ''Te te chiami Secco''. ''Ma so' un sorcio''. ''E perché, nun sei Secco?''. Se il battibecco, in romano puro, non vi dice niente, sappiate che a discutere sono due pericolosi boss della mala. Se invece lo avete riconosciuto, vuol dire che sapete già che i due boss sono in realtà un calzino e una presina. E che siete anche voi nella schiera di fans sfegatati della saga di ''Pupazzo criminale'', web serie creata da Lillo & Greg e diventata subito virale, dai Social fino in teatro. L'ispirazione, dichiarata, arriva da un cult come il Muppet Show e dal successo tutto italiano di ''Romanzo criminale''. Protagonisti sono infatti i membri di un clan del quartiere romano di Torpignattara, alle prese tra spaccio di ''colombiana di prima qualità'', richieste di pizzo, sequestri di persona e (più o meno accidentali) assassinii.

Ma a ''interpretarli'' sono calzini con nasi a pon pon, spugne per la doccia, zainetti con la faccia da coccodrillo, doppiati in romano puro da Lillo e Greg ''Tutto è accaduto scherzando fra noi quando mi hanno regalato due presine a forma di rana e di papero - racconta Greg - Poi ho costruito un topo con un calzino e con Lillo abbiamo cominciato a inventare voci e storie a tempo perso''. Così sono nati il boss Rana, il sicario Secco, il compare Primavera e i cugini Carzini, per 16 episodi girati con il telefonino a casa di Greg, sul terrazzo, in bagno o in salotto. Con lo stupore dei gatti di casa, che ogni tanto saltano a sorpresa in scena. ''Tanto successo - prosegue Greg - non ce lo aspettavamo neanche noi. Il web è così: non puoi pianificare tutto a tavolino e non sempre riesci a spiegare perché una cosa funziona. Ma avremmo potuto provarci solo su internet: a quale tv potresti proporre un progetto del genere?''.

''Anche solo per il linguaggio - incalza Lillo - perché i nostri personaggi parlano come nei film di Scorsese e non si possono edulcorare. Anzi, quello che fa ridere è proprio l'idea di calzini che parlano come boss, dicendo parolacce e facendo cose terribili. Ma poi soffrono perché non hanno le mani per farsi la barba''. Ma il vero tormentone è la crisi esistenziale di Sorciosecco. ''Lui è un vero lavoratore - spiegano i comici - Potrebbe fare il lattaio come il sicario. Essendo un topo vorrebbe chiamarsi Sorcio, ma non si può per un'omonimia con un altro killer e per questo perde la testa''. A impazzire per la serie anche due star in carne ed ossa del vero ''Romanzo criminale'', come Francesco Montanari e Riccardo De Filippis, che hanno voluto partecipare al primo cortometraggio di 7 minuti di ''Pupazzo criminale'', che a sorpresa chiude ora il nuovo spettacolo di Lillo & Greg, ''La fantastica avventura di Mr. Starr'' (all'Olimpico di Roma, 10 febbraio-8 marzo e poi Milano, 17-22 marzo; e Torino, 24-29).

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