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Teatro: il Biondo di Palermo riparte da Emma Dante ad Andò

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(ANSA) - PALERMO, 13 LUG - Una particolare attenzione per gli autori, gli attori e le nuove leve siciliane. E'quanto viene fuori dalla conferenza stampa di poche ore fa per presentare la nuova stagione del Teatro Biondo di Palermo. 30 spettacoli e molti progetti. Presenti il direttore artistico, Pamela Villoresi, Giovanni Puglisi, il sindaco Leoluca Orlando, l'assessore regionale Manlio Messina. Si inizia il 7 ottobre con il nuovo spettacolo di Emma Dante: "Pupo di zucchero", la festa dei morti, testo e regia della Dante, che da poco ha debuttato a Spoleto, per ripensare il ruolo della morte e il rapporto tra i vivi e i morti. A novembre debutta Pirandello con "Enrico IV" regia e scene di Yannis Kokkos, con Sebastiano Lo Monaco.
    Puglisi ha sottolineato che "il titolo della stagione è emblematico, "Dis orientamento", ma qui abbiamo l'ambizione di riportare il pubblico in sala, siamo ottimisti. Gli spettacoli sono in linea con la teatralità siciliana e avremo anche un Premio Teatro Biondo". Non mancherà Scaldati in stagione con "Il cavaliere Sole", un progetto di Enzo Venezia e Mario Incudine sull'autore che più d'ogni altro ha cantato Palermo. A dicembre è previsto un omaggio a Fellini, scritto e diretto da Emiliano Pellisari, e a seguire "Fronte del porto" di Budd Schulberg che tanto successo regalò a Marlon Brando.
    "Ma il nostro obiettivo è quello di affondare le radici nella grande letteratura del territori - sottolinea Villoresi - senza dimenticare le grandi innovazioni internazionali. Qui ci sono due stagioni, una in sala grande e una in sala Strehler. A gennaio va in scena Camilleri con "La concessione del telefono" nell'adattamento di Giuseppe Dipasquale, con Alessio Vassallo. E poi "Orgoglio e pregiudizio", il capolavoro di Jane Austen, con Arturo Cirillo".
    C'è anche un' incursione nel teatro greco con "Baccanti" di Euripide, nella traduzione e l'adattamento di Laura Sicignano e l'8 febbraio finalmente può debuttare uno spettacolo che avremmo dovuto vedere lo scorso anno: "Piazza degli eroi" di Thomas Bernhard, per la regia di Roberto Andò, l'ultimo testo di Bernhard, mai rappresentato in Italia, un testo profetico e un manifesto contro la barbarie antisemita. Poi è la volta de "La pazza di Chaillot", con Manuela Mandracchia, poi "Favola personale" e a marzo "La classe" di Vincenzo Manna.
    Ancora un recupero di Emma Dante, "Misericordia", "spettacolo - dice la Villoresi - di una straziante poesia". Tra aprile e maggio un "Romeo e Giulietta", Una canzone d'amore con Paola Gassman e Ugo Pagliai, e Claudio Collovà che torna a dirigere "Viaggio al termine della notte" di Louis Celine.
    Ricca anche la stagione in sala Strehler: "A Cirimonia" di Rosario Palazzolo, con Enzo Vetrano ed Enzo Randisi, e poi a dicembre "In nome della madre" di Erri De Luca, una riflessione sulla gravidanza di Miriam, Maria di Nazaret, e la nascita di Gesù, ma nel frattempo la paura, la meraviglia, le difficoltà che seguono l'annuncio dell'angelo Gabriele. Fabrizio Falco torna con "Closer", un testo premiato a Londra. E ancora "Barbablù", nella versione di Moni Ovadia. (ANSA).
   

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