Lunedì, 30 Gennaio 2023
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Greta non molla, fermata e rilasciata nelle proteste contro la miniera di carbone in Germania

Continuano le manifestazioni ecologiste nell’area intorno a Luetzerath, in Nordreno-Vestfalia, il villaggio tedesco che sarà destinato a un sito di estrazione di carbone da parte dell’azienda energetica Rwe. Da ieri il paesino è completamente sgombero, ma per sei giorni è stato teatro di scontri tra attivisti e forze dell’ordine. Oggi i manifestanti per la difesa del clima sono comparsi in varie località vicine a Luetzerath, tra cui alla miniera di lignite di Garzweiler. Con loro anche l’attivista svedese Greta Thunberg.
Il gruppo si era posizionato sul bordo della cava di estrazione di Garzweiler. La polizia ha quindi rimosso gli ambientalisti, inclusa Thunberg che è stata portata via di peso da tre agenti. Le immagini di Greta sorridente mentre viene allontanata dalla polizia hanno fatto velocemente il giro dei media tedeschi e internazionali. Gli attivisti sono poi stati fatti salire su un pullmino per essere allontanati dall’area. Come ha dichiarato all’ANSA un portavoce della polizia di Aquisgrana, Thunberg è stata identificata e poi rilasciata. Lo stesso è avvenuto per gli altri manifestanti. Non sarebbe stato effettuato alcun arresto.
Già la scorsa domenica Thunberg era stata spostata con la forza da alcuni agenti durante un sit-in nei pressi di Luetzerath, così com’era avvenuto un paio di giorni prima con un’altra nota attivista per il clima, la tedesca Luisa Neubauer.
Thunberg è nella zona di Luetzerath da venerdì scorso, quando ha definito «assurda» la decisione di Berlino di estrarre ancora carbone nel 2023 e ha elogiato le proteste degli ecologisti tedeschi. «Vogliamo mostrare cos’è il potere delle persone, cos’è la democrazia», ha dichiarato. Venerdì Greta ha anche criticato la «violenza scandalosa» della polizia, per gli scontri che hanno scatenato polemiche e scambi di accuse tra forze dell’ordine e manifestanti. Sabato l’attivista svedese ha partecipato a una grande manifestazione nei pressi sempre di Luetzerath, a cui secondo gli organizzatori avrebbero partecipato 35mila persone. Thunberg, secondo una sua portavoce, non intende fare passi indietro e parteciperà ad altre altre proteste nella stessa zona.
Il ministro tedesco dell’Economia, Robert Habeck dei Verdi, ha difeso la scorsa settimana la scelta di sfruttare temporaneamente il sito di Luetzerath, disabitato dall’anno scorso, e ha commentato che sarebbe sbagliato scegliere il villaggio come «simbolo» della lotta al cambiamento climatico. Non tutti i membri del partito sono però d’accordo sulla sua linea e alcuni militanti della base hanno protestato contro la leadership. In un’intervista a Bloomberg, il cancelliere Olaf Scholz ha intanto sottolineato come, tra varie misure, anche la riattivazione delle miniere di carbone abbia contribuito a far resistere l’economia tedesca allo shock energetico legato alla guerra in Ucraina, precisando che le scelte di Berlino hanno avuto successo: «Nessuno si aspettava davvero che saremmo facilmente sopravvissuti a uno stop completo del gas russo».

© Riproduzione riservata

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