Domenica, 29 Gennaio 2023
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'Xi dimettiti': proteste in Cina contro le restrizioni del Covid

"La politica della 'tolleranza zero' al Covid, perseguita con tenacia e ostinazione in quasi tre anni di pandemia, si è trasformata in un pericoloso boomerang per la leadership cinese.  Le migliaia di persone scese a manifestare  in varie città del Paese a costo di pesanti conseguenze hanno preso di mira per la prima volta direttamente il Partito comunista e il presidente Xi Jinping, di cui sono state chieste le dimissioni, insieme a una svolta democratica.

Un affronto che alla Zhongnanhai, la cittadella del potere rosso di Pechino, avrà di sicuro fatto alzare il livello di guardia verso un fenomeno che sta trovando sponde in tutta la Cina come non accadeva dai tempi di Piazza Tienanmen sulla spinta dei social media, dove la creatività ha neutralizzato la censura del Great Firewall.

I fogli bianchi tra le mani sono i simboli più riconoscibili anti-lockdown e sfuggono alle maglie dei controlli. Shanghai e Pechino sono gli epicentri della protesta che ha ramificazioni anche in altre città, tra cui Nanchino, Qingdao, Chengdu e Wuhan, il famigerato capoluogo dell'Hebei all'origine della crisi del nuovo coronavirus a gennaio 2020.

Nella capitale cinese, presso la prestigiosa Università Tsinghua, circa trecento studenti hanno protestato dopo l'affissione di un foglio bianco. In serata, alcune centinaia di persone si sono radunate lungo il fiume Liangma e nelle aree limitrofe per una veglia - a dispetto delle restrizioni anti-Covid - in ricordo delle vittime dell'incendio di Urumqi, nello Xinjiang, costato la scorsa settimana la vita a 10 persone in una tragedia imputata alle inflessibili politiche anti-Covid. Tra i canti, l'Internazionale e Imagine di John Lennon. I video circolati online mostrano la rabbia di una popolazione esausta, sfinita e frustrata per le continue restrizioni anti-virus che ripetono la solita ricetta: lockdown, test di massa, quarantene interminabili e ingerenze nella sfera dei diritti. Lo stesso Xi, appena riconfermato alla guida del Pcc con un inedito tero mandato di fila, ha definito "poco costosa" la linea dello zero-Covid, nonostante le restrizioni abbiano affossato l'economia, affermando che la linea del governo sarebbe rimasta quella fino alla "vittoria finale" sul virus.

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