Giovedì, 26 Maggio 2022
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Mosca: «Ritorsioni se la Finlandia entra nella Nato». Medvedev agita la minaccia nucleare

Le fasi della guerra in Ucraina in tempo reale

22.54 Il conflitto in Ucraina è nell’agenda del summit Asean: lo ha confermato la portavoce della Casa Bianca Jen Psaki, precisando però di non poter prevedere se il comunicato finale includerà la parola Russia.

22.01 Le forze armate russe continuano a colpire con l’artiglieria e i bombardamenti aerei l’acciaieria Azovstal, a Mariupol. Lo ha confermato, nel suo ultimo bollettino, il ministero della Difesa ucraina mentre un reporter del Kyiv Independent, Illia Ponomarenko, ha postato sul suo profilo Twitter quello che ha definito un video storico sulla battaglia dell’Azovstal. In meno di due minuti, in un buio scenario di devastazione si assiste dapprima a un drammatico pianosequenza costellato di esplosioni e rovine, e poi a una visione dall’alto dell’impianto devastato da settimane di combattimenti. Secondo le ultime informazioni, non ci sono più civili rifugiati nei sotterranei, mentre sono centinaia i soldati del battaglione Azov, fra cui molti feriti anche gravi, che resistono agli attacchi.

21.00 In apertura del Cdm, parlando ai ministri dell’obiettivo della pace, secondo quanto riferiscono i presenti, il premier Mario Draghi ha ribadito che lo sforzo iniziale è che tutti gli alleati, ma in particolare la Russia e gli Stati Uniti, si trovino seduti a un tavolo. Perchè la guerra ha preso una fisionomia nuova. E il vero obiettivo è chiedersi in che modo si costruisce il futuro. Un tavolo in cui, ovviamente, l’Ucraina sia l’attore principale. In questo contesto, ha riferito il premier, Biden deve chiamare Putin. I contatti - ha spiegato - devono essere riavviati, intensificati a tutti i livelli».

20.20  I principali leader finlandesi sono stati avvertiti che la Russia potrebbe interrompere la fornitura di gas alla Finlandia da domani,dopo che Helsinki ha annunciato l’adesione alla Nato. Lo riferisce il Kyiv Independent citando il giornale finlandese Iltalehti, che riporta la notizia citando a sua volta fonti anonime.

19.34  Quattro missili hanno colpito la raffineria di Kremenchug, nella regione ucraina nord orientale di Poltava, già oggetto di attacchi nei giorni scorsi. Lo ha annunciato su Telegram il capo dell’amministrazione militare regionale di Poltava Dmitry Lunin spiegando che gli abitanti dell’area sono nei rifugi, riporta l’agenzia Unian.

18.14  Le forze ucraine hanno fatto esplodere almeno due ponti sul fiume Siversky Donets per frenare l’avanzata delle truppe russe nel Lugansk. Lo riferisce la Cnn, facendo riferimento ad alcune immagini satellitari che mostrano la distruzione delle infrastrutture nella zona del villaggio di Bilohorivka.

17.35  «Se parliamo della fabbrica Azovstal, i civili di cui eravamo a conoscenza, i civili che erano con noi, i civili di cui ci prendevamo cura, non sono più con noi. Sono riusciti a lasciare l’impianto». Lo ha detto alla Cnn il capitano Svyatoslav Palamar, vicecomandante del reggimento Azov, che nei giorni scorsi aveva riferito di un centinaio di civili ancora nell’acciaieria di Mariupol, nonostante Kiev e Mosca avessero confermato il completamento delle evacuazioni. «Magari c’è qualcun altro ancora più giù, perché nessuna organizzazione internazionale è mai riuscita a entrare e valutare la situazione», ha comunque aggiunto Palamar.

17.03  La richiesta dell’Ucraina di ottenere lo status di Paese candidato dell’Ue, attualmente «in corso d’esame da parte della Commissione, sarà oggetto di una discussione al livello di leader durante il Consiglio europeo del prossimo mese di giugno»: è quanto afferma il ministero degli esteri francese, ricordando che Emmanuel Macron e il ministro degli esteri Jean-Yves Le Drian, «hanno ripetuto più volte che l’Ucraina fa parte della famiglia europea». Nei giorni scorsi, la stessa presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha riferito che l’esecutivo Ue si esprimerà sulla richiesta di Kiev il mese prossimo.

16.35 Mosca ha avvertito che sarà «costretta ad adottare misure di ritorsione» se Helsinki entrerà nell’Alleanza atlantica. «L'adesione della Finlandia alla Nato rappresenta un cambiamento radicale nella politica estera del Paese. La Russia sarà costretta ad adottare misure di ritorsione, sia di tipo tecnico-militare che di altra natura, al fine di fermare l’insorgere di minacce alla sua sicurezza nazionale», si legge in una nota del ministero degli Esteri.

16.23 «I russi se ne devono andare e devono rispondere di quello che hanno fatto. Non possiamo accettare compromessi per la nostra indipendenza“: lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky intervenendo a Porta a Porta. «L’Ucraina vuole la pace, cose normalissime come il rispetto della sovranità, dell’integrità territoriale, delle tradizioni del popolo, della lingua. Possono essere cose banali ma sono tutte cose violate dalla Russia e che devono essere ripristinate», ha proseguito Zelensky. «Dobbiamo liberare i villaggi e le case - ha quindi aggiunto - bisogna restituire quello che è stato saccheggiato».

16.02  «Riempire l’Ucraina di armi dei Paesi Nato, addestrare le sue truppe all’uso di equipaggiamenti occidentali, schierare mercenari e tenere esercitazioni ai confini aumenta la probabilità di un conflitto aperto e diretto tra Russia e Nato». Lo ha detto il vice presidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev, secondo quanto riportano Tass e Interfax, aggiungendo che «un simile conflitto ha sempre il rischio di trasformarsi in una guerra nucleare totale. Sarebbe uno scenario disastroso per tutti».

15.30 «Venti milioni di tonnellate di cereali devono lasciare l’Ucraina in meno di tre mesi, è una sfida gigantesca, quindi è essenziale coordinare e ottimizzare le catene logistiche, mettere in atto nuove rotte ed evitare, per quanto possibile, i colli di bottiglia». Lo ha detto la Commissaria Ue ai trasporti Adina Valean presentando il piano di azione sui «corridoi di solidarietà» per facilitare le esportazioni dell’Ucraina verso l’Ue e il resto del mondo, in particolare di derrate agricole. «Quello che proviamo a fare è aumentare l’offerta di trasporto e la capacità di stoccaggio, farla incontrare con la domanda, la soluzione è complessa ma sarà guidata dal mercato», ha precisato la Commissaria. La Commissione chiede essenzialmente la mobilitazione degli operatori di mercato, con disponibilità a valutare misure compensative. «Stiamo lavorando a misure per integrare le garanzie per il trasporto, per coprire potenziali perdite per le aziende».

15.02 Nella regione di Kiev, sono in corso i lavori per ricostruire un ponte distrutto sul fiume Irpin a Stoyanka, a ovest della capitale, che riaprirà a fine maggio. Lo ha annunciato il vice capo dell’ufficio presidenziale Kyrylo Tymoshenko su Telegram, secondo quanto riportano i media ucraini. Il ponte era stato fatto saltare in aria il 25 febbraio per impedire un’offensiva delle truppe russe. «Solo 5 giorni dopo la liberazione della regione di Kiev, abbiamo costruito un ponte temporaneo sul lato sinistro della strada per aprire la circolazione dei veicoli pesanti in direzione di Kyiv-Zhytomyr nel più breve tempo possibile. Al momento sono state smantellate due campate del ponte distrutto, sono state poste le fondazioni monolitiche, sono stati installati supporti temporanei e sono in corso i lavori preparatori sulla soletta monolitica. Successivamente verrà posato lo strato superiore di pavimentazione in asfalto». Secondo Tymoshenko, tutti i lavori sono in programma e l’apertura del ponte restaurato è prevista per il 29 maggio.

14.21 La Russia ha perso un’altra nave nel Mar Nero: lo scrive Canale 24, che cita fonti dell’intelligence ucraina. La notizia non è stata per il momento confermata da Kiev. Si tratta di una nave di supporto logistico che la notte scorsa si dirigeva verso l’Isola dei Serpenti. Secondo le prime informazioni è scoppiato un incendio a bordo, di cui non si conoscono le cause, e le forze russe sono riuscite a portarla nel porto di Sebastopoli, in Crimea. Se la notizia fosse confermata si tratterebbe della 14ma nave russa messa fuori combattimento delle forze ucraine.

13.55 L’intenzione della Finlandia di aderire alla Nato è stata accolta positivamente anche dal premier polacco, Mateusz Morawiecki: «E' una grande notizia per la sicurezza della Polonia e dell’Europa», ha commentato su Twitter, assicurando che Varsavia «sostiene l’adesione della Finlandia alla Nato il più velocemente e senza intoppi possibile».

12.43  L’Occidente sta sacrificando il resto del mondo per mantenere il suo dominio globale. Lo ha dichiarato Vladimir Putin a proposito del rischio di carestia in alcuni Paesi per il mancato arrivo di derrate di cereali dall’Ucraina e dalla Russia, che il presidente russo, durante una riunione con i responsabili economici, ha collegato alle sanzioni imposte a Mosca. Putin ha affermato che «la colpa di questo è interamente delle elite dei paesi occidentali, che sono pronte a sacrificare il resto del mondo per mantenere il loro dominio globale».

11.25  Il transito di gas russo verso l’Europa attraverso l’Ucraina è diminuito di quasi un terzo rispetto al giorno precedente: lo ha reso noto il gigante russo del gas Gazprom, con le forniture colpite per il secondo giorno consecutivo dal conflitto. Dalla stazione di Soudja sono previsti volumi di circa 50,6 milioni di metri cubi, rispetto ai 72 milioni del giorno precedente, secondo Gazprom. Da due giorni l’Ucraina afferma di non poter far transitare il gas attraverso le strutture della stazione nei pressi di Sokhranivka, nella regione di Lugansk, a causa della presenza delle forze armate russe, provocando un calo delle forniture mentre Mosca dice di non poter aumentare i volumi su un altro gasdotto.

10.56 «Il pompaggio di armi all’Ucraina da parte dei Paesi della Nato, l’addestramento delle sue truppe all’uso degli equipaggiamenti occidentali, l’invio di mercenari e lo svolgimento di esercitazioni da parte dei paesi dell’Alleanza vicino ai nostri confini aumentano la probabilità di un conflitto diretto e aperto tra Nato e Russia invece della loro 'guerra per procurà. Un tale conflitto rischia sempre di trasformarsi in una vera e propria guerra nucleare». Lo ha scritto su Twitter l’ex presidente russo, Dmitry Medvedev.

09.32  Un morto e sette feriti è il bilancio di un’esplosione avvenuta in una base militare russa nell’Estremo oriente mentre venivano scaricate delle munizioni. Lo riferisce la Tass citando una fonte dei servizi di soccorso. L’esplosione è avvenuta nella località di Teysin, situata nel distretto di Amur della regione di Khabarovsk. Ne è seguito un incendio di vaste proporzioni.

08.37 Le truppe russe hanno bombardato per tutta la notte il distretto di Kryvyi Rih nella regione di Dnipropetrovsk, nel sudest dell’Ucraina, usando anche munizioni vietate al fosforo e a grappolo. Lo riferisce su Telegram il capo dell’amministrazione militare di Kryvyi Rih, Oleksandr Vilkul, riporta Ukrinform. «Hanno bombardato tutta la notte», spiega, usando anche le “munizioni vietate al fosforo e a grappolo». Un attacco in mattinata anche su Zelenodolsk, sempre nell’oblast di Dnipropetrovsk, con sistemi lanciarazzi multipli MLRS, spiega Vilkul precisando che un civile è rimasto ucciso e un altro è stato ferito.

07.36  L’esercito ucraino ha fatto saltare con esplosivi due ponti sul fiume Siversky Donets per frenare l’avanzata delle forze russe nel Lugansk. Lo riferisce il ministero della Difesa, che ha pubblicato alcune immagini satellitari che mostrano la distruzione dei ponti, nei pressi del villaggio di Bilohorivka.

06.57  I carri armati russi stringono l'assedio sulla martoriata acciaieria Azovstal di Mariupol mentre Vladimir Putin è già pronto a prendersi Kherson.

06.50 Un «piano Marshall» per l’Ucraina. Al termine della due giorni negli Stati Uniti Mario Draghi sceglie il palco dell’Atlantic Council, che gli consegna il premio per la «leadership», per lanciare la proposta di un piano per la ricostruzione dei territori oggi ancora teatro «dell’invasione russa dell’Ucraina». Bisogna fare «di tutto per la pace» ribadisce il premier dal palco dell’Anthem Theatre di Washington, assicurando che l’Italia è pronta a fare la sua parte. Standing ovation per il videomessaggio di Zelensky. Con Draghi è stato premiato anche il Ceo di Eni Claudio Descalzi.
“E’ chiaro per noi che, al momento attuale, non ci sono possibilità immediate di un accordo di pace o possibilità immediate di un cessate il fuoco globale», ha detto il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, al termine di una ennesima giornata di offensiva russa in Ucraina. L’esercito di Mosca ha attaccato l’acciaieria Azovstal con i carri armati mentre Kiev ha proposto uno scambio tra i militari ancora asserragliati e i prigionieri russi. La Russia intanto punta all’annessione di Kherson. Nella notte 18 missili russi hanno colpito Komyshuvakha, nella regione di Zaporizhzhia, causando un morto, 3 feriti a 60 case abbattute. .
Il sito del Senato, del ministero della Difesa e altri siti istituzionali hanno subito ieri un attacco di hacker rivendicato su Telegram dal gruppo ‘Killnet’, un collettivo filorusso militante. Secondo diversi esperti sarebbe legato alle forze armate della Federazione russa e avrebbe minacciato altre azioni. Nella serata di ieri gran parte dei siti era stata ripristinata. «Nessun danno dall’attacco hacker che ha coinvolto la rete esterna del Senato», scrive su Twitter la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, «si tratta di episodi gravi, che non vanno sottovalutati. Continueremo a tenere alta la guardia».
“Il futuro dei Balcani occidentali è in Europa, siamo uniti dalla geografia», «la maggior parte di questi Paesi si è pienamente allineata alla politica europea, chiederò agli altri di fare lo stesso“: lo ha detto il capo della politica estera dell’Ue Josep Borrell prima di una cena con i leader dei Balcani occidentali ieri sera a Bruxelles. Il rapporto con questi Paesi si fa sempre più cruciale alla luce del conflitto in Ucraina. Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel partirà il 19 per un giro di visite a partire dalla Serbia, Paese impegnato nel negoziato di adesione alla Ue ma contrario alle sanzioni alla Russia e all’ingresso del Kosovo al Consiglio d’Europa.

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