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Inventò lo Zecchino d'Oro: è morto a Milano Cino Tortorella, il famoso mago Zurlì

BOLOGNA. All’inizio fu 'Zurlì, il mago del giovedì', e a proporgli quel programma per la Rai fu Umberto Eco come funzionario della Tv di Stato: una mantella azzurra, la bacchetta magica, lustrini tra i capelli lo resero una figura inconfondibile per i più piccoli. Cino - all’anagrafe Felice - Tortorella, morto oggi a Milano alla soglia dei 90 anni (era nato a Ventimiglia il 27 giugno 1927), ha vestito quei panni fino ai primi anni Settanta, legandone il ricordo allo Zecchino d’Oro.

La storica rassegna di canzoni per l’infanzia, dal '61 in onda dall’Antoniano di Bologna, fu ideata in realtà da Tortorella due anni prima, su richiesta del Salone del bambino, alla Triennale di Milano, ma ebbe poi il lancio quando nacque la collaborazione con la Rai e i frati bolognesi. E portò il conduttore nel guinness dei primati nel 2002, in occasione della 45/a edizione, «per aver presentato lo stesso spettacolo più a lungo di chiunque altro nel mondo».

Una collaborazione interrotta otto anni fa, quando Tortorella promosse un’azione legale per danni morali all’Antoniano, in particolare al direttore (ora ex) Fra Alessandro Caspoli, reo a suo avviso di aver disperso in pochi anni un «immenso patrimonio di professionalità». Il 'Mago Zurlì' già due anni prima (assente dallo Zecchino anche Topo Gigio, un binomio storico) si era tolto qualche sassolino dalle scarpe, parlando di «disinteresse di Raiuno verso i giovani e le famiglie. Questo mi offende come padre e come utente del servizio pubblico». Alla vigilia della 60/a edizione, la prossima, con un nuovo responsabile, fra Giampaolo Cavalli, e un direttore artistico 'di lusso', Carlo Conti, l’Antoniano aveva intenzione di coinvolgere nuovamente Tortorella nel 'mondo' dello Zecchino. Ora quell'appuntamento autunnale «sarà occasione di ricordarlo nel modo migliore», annunciano i frati, per i quali Cino promosse anche il Fiore della Solidarietà, un progetto a sostegno dei più bisognosi.

A Tortorella si legano 'album dei ricordi' famosi nella storia musicale dello Zecchino (da '44 gatti' a 'Popoff', al 'Valzer del moscerino' interpretato nel '68 da una piccolissima Cristina D’Avena, appena tre anni e mezzo), ma è pure come autore e regista - oltre che come scrittore di fiabe e 'firmà di importanti periodici per ragazzi, come Topolino e il Corriere dei Piccoli - che mago Zurlì si è messo in luce. In Rai ha ideato 'Chissà chi lo sa?', condotto da Febo Conti, 'Scacco al re' e il 'Dirodorlando', ed è stato colonna portante anche nell’emittenza privata, prima a Telealtomilanese poi ad Antenna 3. Nei primi anni Novanta ha realizzato 'Bravo bravissimo', condotto da Mike Bongiorno ("La Rai mi sta facendo fare la fine di Mike, ma io non avrò nemmeno il funerale in duomo», disse ad Alfonso Signorini in un programma su Radio Montecarlo). «E' stato un amico dei bambini e un punto di riferimento per la tv dei ragazzi, l’unico vero Mago Zurlì della televisione italiana», lo ha omaggiato oggi il direttore di Rai Ragazzi, Massimo Liofredi.

Anche negli ultimi anni, dopo un grave attacco d’ischemia che lo colpì a fine 2009, Tortorella - accanto alla passione per l'enogastronomia - ha continuato ad impegnarsi per i più piccoli con l’associazione onlus 'Gli Amici di Mago Zurlì', che persegue finalità di solidarietà nell’informazione e nella didattica, «a tutela della salute e dei diritti civili dei bambini».

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