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Il precedente di Tonya Harding: il caso della pattinatrice americana

Sicilia, Sport
Tonya Harding in posa al suo arrivo alla cerimonia di consegna dei Golden Globe Awards, al Beverly Hilton Hotel, nel gennaio del 2018, 24 anni dopo i fatti

L’aggressione alla calciatrice del Psg Kheira Hamraoui riporta alla mente un caso famoso, quello avvenuto nel pattinaggio artistico sul ghiaccio: il pestaggio di Nancy Kerrigan nel 1994.

Era l’Epifania di quasi 28 anni fa quando l’allora campionessa americana di pattinaggio artistico, 24enne, fu aggredita al termine di un allenamento da un uomo che la colpì a un ginocchio con un manganello della polizia con il chiaro intento di stroncarle la carriera. I giornalisti presenti riuscirono a filmare una parte dell’aggressione e le immagini di Kerrigan a terra per il dolore che grida «perché?» fecero il giro del mondo. La notizia ebbe un’eco vastissima anche perché si era a poche settimane dalle Olimpiadi invernale di Lillehammer, in Norvegia. Nel 1991 il Dream team del pattinaggio Usa aveva sbancato i mondiali conquistando tutto il podio nella prova individuale: oro a Kristi Yamaguchi, argento a Tonya Harding e bronzo a Nancy Kerrigan.

Tre mesi dopo l’aggressione, proprio Tonya Harding dichiarò di essere al corrente di quello che stava per succedere, ma di non avere mai commissionato il pestaggio della rivale. La quale, nella stagione 1992-93, quando Yamaguchi si ritirò dalle competizioni, era diventata la campionessa americana di pattinaggio sul ghiaccio. Nel 1992 invece Tonya Harding arrivò terza ai campionati nazionali, quarta alle olimpiadi invernali e sesta ai campionati mondiali e nel 1993 non riuscì a qualificarsi per i mondiali. Fu l’inizio di un declino accelerato da diversi infortuni. Lei incolpò la cattiva forma all’asma anche se era stata vista più volte fumare.

Tonya Harding apparve da subito come la mandante: l’aggressore, Shane Stant, venne infatti arrestato poche settimane dopo l’incidente e accusò l’ex marito di Harding, Jeff Gillooly, e la sua guardia del corpo di averlo pagato per aggredire Kerrigan. A sua volta Gillooly testimoniò contro Tonya, sostenendo che era a conoscenza dell’aggressione e che l’aveva autorizzata.
Nel frattempo Kerrigan e Harding parteciparono entrambe ai Giochi di Lillehammer e Nancy, ripresasi dalla contusione, ottenne un argento nella prova individuale che per gli americani doveva essere un oro (a vincere fu l’ucraina Oksana Baiul). Dopo la confessione la Harding evitò il carcere ma le fu revocato il titolo di campionessa nazionale conquistato nel 1991. La Kerrigan, invece, si ritirò spontaneamente dalle gare.

La storia di Tonya nel 2017 divenne anche un film, intitolato proprio «Tonya», con Margot Robbie nei panni della cattiva. E la stessa Harding andò ad assistere nel gennaio 2018 alla cerimonia della consegna dei Golden Globe. L'unico assegnato al film lo vince Allison Janney, come migliore attrice non protagonista.

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