Venerdì, 24 Gennaio 2020
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INCONTRO A EXPO

Diete fai da te, boom in Italia ma rischi per la salute

MILANO. Dalla paleodieta fino a quella a base di gelato o ananas: il mondo delle diete fai da te è ogni giorno più 'ricco' e in Italia conosce un vero boom, visto che il 77% degli uomini e l'83% delle donne si vede sovrappeso e 1 su 3 vi ricorre per perdere peso. Ma il rischio di effetti collaterali, fisici e psicologici, è alto. A sottolinearlo Barbara Paolini, vicesegretario dell'Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica (Adi), all'incontro organizzato sul tema dal Ministero della Salute presso lo Spazio Donna di Expo.

«Le donne sono quelle che più spesso ricorrono alle diete fai da te, e internet - spiega - non aiuta. Basta digitare su Google 'dieta fai da te' ed escono più di 600mila risultati, con soluzioni che ti fanno scegliere quanti chili perdere a settimana e anche in che parte del corpo». Ma i danni per la salute possono essere importanti, soprattutto negli adolescenti, che hanno bisogni nutritivi diversi da quelli degli adulti, visto che sono ancora in crescita.

«Queste diete - prosegue - possono danneggiare gli organi, perchè si ha un abbassamento energetico. Inoltre fanno sentire più fame perchè si ha un calo glucidico, mentre la restrizione di zuccheri e carboidrati fa calare l'ormone della serotonina rendendo più irritabili, stanchi e depressi. Il risultato è che si sente di più il bisogno di cibi dolci e a volte si può perdere il controllo».

Molto spesso queste diete sono monotone e basate su un solo alimento (gelato, mele, ananas), quindi «assolutamente sbilanciate», sottolinea Paolini, e «possono portare ad un'alterazione del metabolismo, specialmente nei giovani».

Le diete più dannose sono quelle che fanno perdere molti chili rapidamente.

«Nel lungo periodo c'è il rischio dell'effetto yo-yo, cioè di riprendere i chili persi - prosegue - e si può instaurare addirittura una dipendenza da dieta, il cosiddetto dieting, fino a sfociare in un disturbo dell'alimentazione». La dieta è una terapia, conclude, «e come tale va prescritta dallo specialista».

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