Giovedì, 21 Novembre 2019
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IL FESTIVAL

Gabbani batte la Mannoia. Da Conti 100mila euro a Protezione civile

SANREMO. Francesco Gabbani ha vinto il festival di Sanremo 2017, con il brano Occidentali's Karma. Anche alla fine c'è stata la sorpresa. Gabbani ha portato a casa uno storico "double", la vittoria l'anno scorso tra i "Giovani" e queSt'anno tra i "Campioni".

Il Festival non è riuscito a premiare la qualità assoluta, relegando al secondo posto Fiorella Mannoia, super favorita della vigilia e delle ore precedenti la finale. La sua partecipazione è stata comunque non solo la testimonianza di una classe straordinaria ed anche un successo, a giudicare dal boom alla radio e dalle visualizzazioni su Youtube.

E alla fine del festival di Sanremo, Carlo Conti annuncia di aver "devoluto 100 mila euro, pari alla cifra netta per la conduzione del festival, alla Protezione Civile. Visto che si è parlato tanto di numeri - spiega mostrando il bonifico - voglio dirlo, spiegando che altrettanto pago di tasse e sogno che queste tasse vadano agli eroi di tutti i giorni che ho portato sul palco. Visto che la vita è stata generosa con me, farlo è un dovere - aggiunge visibilmente commosso - proprio perché so che cosa significa non riuscire ad arrivare a fine mese o non riuscire a comprare un paio di jeans".

Gabbani, un anno fa primo tra le Nuove Proposte con Amen, batte in finale la generosa Fiorella Mannoia, seconda con Che sia benedetta e premio della sala stampa Lucio Dalla e Bardotti per il miglior testo, e la rivelazione di questa edizione, Ermal Meta, con Vietato morire, che si aggiudica anche il premio della Critica.

Il cantante toscano ha scelto la strada della vitalità e quest'anno, con il balletto del gorilla, ha lasciato un segno. E' una vecchia regola: tra venti canzoni melodiche, spesso tristi e anche brutte, un brano che abbia ritmo e magari fa anche sorridere emerge inevitabilmente. Ermal Meta è riuscito ad andare oltre la semplice partecipazione: portando una bella canzone con il miglior testo del festival, una storia di violenza domestica e interpretando una cover di Modugno da applausi.

Ha fatto molto rumore l'eliminazione di Albano, che comunque non è apparso all'altezza dei suoi giorni migliori, Ron e Gigi D'Alessio. Giusy Ferreri si è eliminata da sola, cantando malissimo un brano non indimenticabile. E' difficile capire se si tratta di una svolta generazionale, considerando che l'anno scorso hanno vinto gli Stadio. Probabilmente più che i personaggi sono state premiate le canzoni ed è ormai evidente che per il risultato finale contano le cover e, molto le interpretazioni. Dopo tante riflessioni sui cantanti dei talent favoriti dal televoto, quest'anno arriva un podio di interpreti che non hanno nulla a che fare con i talent. E la vittoria di Gabbani dimostra che ormai i risultati delle giurie di Sanremo sono sempre più difficili da anticipare.

"Non me l'aspettavo, non me lo aspettavo davvero. Ci speravo in un angolino del mio cuore, ma non me lo aspettavo". Sono le prime parole di Francesco Gabbani dopo la vittoria al festival di Sanremo. "Che gioia, ma devo ancora realizzare. E' stato un anno intenso, emozionante. Questa è un'altra soddisfazione, spero di riuscire a gestirla dal punto di vista emotivo". E sulla possibilità di andare all'Eurovision Song COntest risponde: "Sì! Ma devo ripassare l'inglese".

Il duetto virtuale tra Zucchero e Luciano Pavarotti sulle note di Miserere chiude idealmente, sul filo dell'emozione, un festival che si era aperto con l'omaggio di Tiziano Ferro a Luigi Tenco. La standing ovation del pubblico e la commozione sul volto del bluesman - per la prima volta superospite 'internazionale', a far pace con un evento che non l'ha mai premiato - suggellano una performance destinata a restare nella storia di questa edizione.

A segnare la finale, anche la presenza all'Ariston di Maurizio Crozza che, non più 'protetto' dal videocollegamento, fa irruzione in teatro e ha dei nei panni del senatore Antonio Razzi, una delle sue maschere cult. Torna anche Geppi Cucciari che scuote il festival schierandosi con la sindaca di Roma Virginia Raggi contro il titolo sessista di Libero ("Je suis patata bollente") e invocando la verità sul caso Regeni ("Dopo un anno non abbiamo ancora capito perché è morto"). Crozza-Razzi ironizza su Trump ("E' l'unico che mantiene le promesse, lascia stare che sono promesse del cazzo, ma le mantiene. Conosce 77 parole, di cui tre sono Ku klux klan. Il muro con il Messico? Fa bene, hai mai provato il loro cibo?"), sgrida Maria de Filippi porgendole una banconota da 10 euro ("non puoi lavorare aggratis, è diseducativo per i bambini"), anche lui la bacia e bacchetta Carlo Conti che anticipa le battute nello sketch 'a margine'.

Poi, tolti parrucca, baffi e occhiali, torna se stesso e ringrazia il dg Rai Antonio Campo Dall'Orto che applaude in platea: "Quando non ero nessuno, mi chiamò a La7. Senza di lui ora non sarei qui". E nel festival delle larghissime intese, Conti ringrazia Discovery per la liberatoria concessa all'attore. Se 'queen Mary', stasera in abito nero con piccoli specchi e poi in lungo chiaro con piume, ancora una volta evita le scale "per rispetto al festival e non guardarmi solo i piedi", il sempre impeccabile 're Carlo', chissà se per l'emozione dell'annunciato addio a Sanremo, si concede un piccolo inciampo quando si sovrappone a Maria nel lancio di Marco Masini.

Gli eroi di tutti i giorni sono carabinieri e poliziotti che ogni giorno vivono con impegno e passione la missione al servizio degli altri. Ma anche i militari impegnati per la sicurezza e la pace in Italia e all'estero ai quali rende omaggio la ministra della Difesa Roberta Pinotti, in platea. In quota 'bellezze al mare', dopo le figlie, nipoti e mogli di, stasera tocca alla fidanzata di Vincent Cassel, la bellissima modella Tina Kunakey Di Vita di origini siciliane da parte di madre, che intona Non ho l'età.

Torna il sogno di Studio Uno con Diana del Bufalo, Giusy Buscemi e Alessandra Mastronardi, protagoniste della fiction sul leggendario varietà della Rai che andrà in onda il 13 e 14 febbraio. L'Ariston balla con Alvaro Soler e accoglie anche Rita Pavone, premiata per una carriera più che cinquantennale, che canta 'Cuore', ed Enrico Montesano, che rievoca i tempi in cui si tornava a casa dal lavoro per seguire il festival e cantare, "mentre oggi se canta poco perché non c'è più lavoro".

Toccante, nel prologo della serata, l'esibizione dei Ladri di carrozzelle, la band nata 28 anni fa e formata da giovani con diverse abilità, che dedicano l'inno 'Stravedo per la vita' all'ex componente Piero Petrullo, suicida pochi giorni fa. E' tempo dei saluti finali. Carlo Conti fa 'I migliori anni' ed elenca gli 'io che'. "Io che Maria e Carlo, Carlo e Maria, io che non posso più fare due passi perché tutti mi chiedono il portachiavi... Io che sono figlio unico, finalmente ho trovato una sorella". Risponde Maria: "Grazie, anche per me sei un fratello, ti voglio bene. E voglio ringraziare la Rai: ho scoperto che in un'azienda di Stato lavorano tanti professionisti e con tanta vera professionalità".

 

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