
Il Pd aveva provato a giocare di sponda sulla riforma degli enti locali in Sicilia, lasciando il lavoro sporco ai grillini e ai franchi tiratori del centrodestra e cercando poi di incassare norme a sé care. Ma ieri anche i Dem hanno registrato scosse al loro interno, provocate soprattutto dalla scelta di sposare una norma che penalizza il ruolo delle donne nelle giunte comunali.
La riforma degli enti locali prevede anche l’introduzione dell’obbligo per ogni sindaco di riservare il 20% dei posti in giunta alle donne. Ma non è una norma che favorisce la parità di genere, almeno non lo fa rispetto al resto d’Italia dove le donne in giunta sono, per legge, il 40%. In commissione la linea del 20% era passata, anche col voto del Pd, come mediazione fra chi proponeva di non introdurre alcun obbligo e chi voleva il 40%.
Cleo Li Calzi, palermitana componente dell’esecutivo nazionale Donne Democratiche, ha chiesto più coraggio al Pd e a tutta l’Ars: «Altro che riforma, qui si tratta di una pericolosa marcia indietro».
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4 Commenti
Giova
02/10/2024 08:11
Il centro destra ha dato all’Italia il primo presidente del consiglio donna. Quante donne sindaci in Sicilia sono del centro destra?! Il resto è tutto propaganda.
MArio
02/10/2024 08:44
Le quote rosa sono un insulto alle donne. Le donne devono essere preferite, nominate, elette, rispetto agli uomini, per i loro meriti e per le loro (eventuali) qualità. Non per legge. Il meccanismo delle quote rosa fa si che se il caso vuole che se nel corso di una procedura fra le candidate non ci siano donne valide, ma al contempo più uomini validi, si debba cooptare per forza una quota di donne mediocri. Assurdo. Nei concorsi, nomine, poltrone, si deve parlare di "PERSONE", non di uomini e di donne. Infatti è una procedura seria, ad es., il concorso in magistratura: perché la commissione valuta gli elaborati, promuove e boccia, a busta chiusa. Cioè senza conoscere il sesso del candidato. Così si fa. Non con le volgarissime quote rosa
Sigfrido
02/10/2024 10:15
Sarò controcorrente, antico , misogino, ma 'sta cosa delle quote mi sembra più una ghettizzazione che un'evoluzione. Le donne in tutti gli ambiti, politica compresa, possono essere anche il 100% delle quote disponibili perché sono più capaci degli uomini. Ma a monte ci deve essere il merito e la capacità, merito e capacità che non hanno nè sesso nè colore. Finiamola con queste finte "modernità", ci deve rappresentare chi lo sa fare meglio senza scelta di genere e se sono in maggioranza donne, ben venga. Ma mettere in lista una donna perchè si deve rispettare la quota è offensivo per il genere femminile.
Angelo
03/10/2024 23:40
La Sicilia ha diritto ad una norma che valorizzi la presenza di genere nelle giunte comunali, come avviene oltre lo Stretto e in Europa. Questa proposta di legge è vergognosa. Abbiano quantomeno la decenza di votare con voto palese e nominale, non nascondendosi dietro il voto segreto.