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Emergenza rifiuti in Sicilia, altolà leghista sul commissario: «A Schifani servono poteri veri»

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La discarica di Bellolampo

Mare calmo, o quasi, sul fronte del governo regionale, ma se dall’ultimo vertice fra responsabili dei partiti e capigruppo all’Ars delle forze di maggioranza è emersa piena condivisione sull’attività della giunta sui primi cento giorni di vita, da Roma arriva invece una bacchettata su uno dei nodi caldi (e cronici) dell’Isola, e anche se il colpo, più che a Palazzo d’Orleans, è indirizzato verso Palazzo Chigi, fa comunque rumore al di qua e al di là dello Stretto, perché a smuovere le acque è un pezzo portante della Lega siciliana nonché della maggioranza che sostiene l’esecutivo nazionale. Il tema è quello dell’emergenza rifiuti in Sicilia, la cui gestione potrebbe essere affidata presto all’ennesimo commissario straordinario: un’eventualità sulla quale il governo dell’Isola non ha più dubbi, mentre si aspetta il via libera di Roma, con l’incarico che di prassi, come già avvenuto in passato, ricadrebbe sulla figura del presidente della Regione.

La strada, dunque, sembra segnata, e l’interlocuzione sull’asse Palermo-Roma già avviata, ma sulle indiscrezioni interviene Nino Minardo, presidente della commissione Difesa della Camera dei deputati, indicando subito un paletto: «Schifani commissario straordinario per l’emergenza rifiuti? Sarebbe una cosa ottima ma non deve essere una medaglia di cartone». Per il segretario uscente della Lega in Sicilia, «gli ultimi governatori sono stati quasi tutti commissari dimezzati, senza reali poteri per esprimere una svolta all’emergenza. Se il commissariamento deve essere di questo genere, allora è meglio non perdere tempo: il presidente Schifani ha bisogno di un ruolo con poteri veri che gli consentano di realizzare questi benedetti termovalorizzatori», perché «sulla concretezza e sui risultati si misurerà la credibilità del governo siciliano e della maggioranza. La Sicilia non si può permettere altre chiacchiere e pastoie burocratiche».

Il servizio completo di Andrea D'Orazio sul Giornale di Sicilia in edicola

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