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REGIONALI 2022

Le dimissioni di Musumeci, Meloni: «Merita fiducia». Chinnici: «Alla Sicilia serve una svolta»

Le dimissioni di Nello Musumeci erano nell'aria da giorni. Un annuncio arrivato nel tardo pomeriggio di ieri via social, con un video in cui non pronuncia mai la parola "dimissioni" fa piuttosto riferimento al fatto che si voterà il 25 settembre, che è la diretta conseguenza del suo passo indietro, che resta sempre un presupposto dato per scontato nel corso dell'intero messaggio di otto minuti postato su Facebook.

 

La prima reazione politica alla scelta del presidente della Regione Siciliana è quella di Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, sponsor (anche se ultimamente raffreddata) di Musumeci e della sua ricandidatura a Palazzo d'Orleans: "La scelta di Nello Musumeci di far votare per le regionali insieme alle elezioni politiche è di grande buon senso e lodevole spirito istituzionale. Consente un notevole risparmio di denaro pubblico, che potrà meglio essere utilizzato ed evita ai siciliani due campagne elettorali nel giro di tre mesi, con prevedibile aumento di astensioni e doppia chiusura delle scuole. Quella di Musumeci è una decisione che dimostra ancora una volta il suo amore per la Sicilia e anche per questo merita la fiducia dei siciliani".

Sempre da Fratelli d'Italia arriva la voce di Ignazio La Russa. che dà una valutazione anche più politica:  "Credo che i siciliani siano grati a Nello Musumeci che con questa decisione ha messo fine ad un dibattito autolesionistico promosso da alcuni esponenti di partiti alleati. Un dibattito durato sin troppo e capace di danneggiare tutto il centrodestra prima ancora che lo stesso presidente della Regione".

Sul fronte alleati non una parola arriva da Forza Italia mentre per la Lega il commento è quello di Nino Minardo, segretario regionale Lega Sicilia - Prima l'Italia: "Le dimissioni del presidente Musumeci e il conseguente election day che il 25 settembre vedrà l'accorpamento del voto per le regionali con quello per le politiche colgono in pieno la linea e l'auspicio che la Lega aveva espresso in questi giorni".

E il commissario regionale della Dc Nuova, Totò Cuffaro pensa al prossimo passo: "La classe dirigente della coalizione di centrodestra adesso è chiamata al senso di responsabilità, occorre lavorare per trovare una candidatura nella quale tutta la coalizione possa riconoscersi. Bisogna fare presto e bene".

La stoccata del segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo è a tutto il centrodestra "litigiosissimo": "È l'epilogo fin troppo naturale di una legislatura che sarà ricordato soltanto perché è la peggiore della storia. Noi siamo pronti a scendere in campo per vincere".

"Dopo quasi 5 anni di fallimenti, di record negativi, di emergenze mai risolte, di riforme annunciate ma mai veramente concretizzate, finalmente il presidente Musumeci ha fatto una cosa buona per la Sicilia e i siciliani" esulta il capogruppo del Movimento 5 Stelle all'Ars, Nuccio Di Paola.

«Le dimissioni del presidente Musumeci e il conseguente accorpamento delle elezioni regionali con le politiche, fissate per il 25 settembre, offrono agli elettori l’occasione per scrivere una pagina nuova, anticipando di due mesi la svolta amministrativa di cui la Sicilia ha bisogno. Le motivazioni dichiarate hanno fatto da contraltare a un mese e mezzo di prolungata suspense, ma alla fine contano unicamente i risvolti pratici della decisione: in ottica generale, un risparmio di risorse pubbliche e, per il resto, solo una modifica della tabella di marcia, che ora avvicina di molto l’inizio della campagna elettorale». Lo dice l’europarlamentare del Pd Caterina Chinnici, candidata dell’area progressista alla presidenza della Regione siciliana.
«Per quanto ci riguarda, questo ci proietta verso una definizione necessariamente più rapida del programma di coalizione, ma si tratta solo di imprimere un’accelerazione all’agenda degli incontri, sia interni che allargati, per la messa a punto dei dettagli della proposta - aggiunge - che presenteremo per un governo che, questo è certo, dovrà avere una fortissima impronta istituzionale e la capacità di dialogare autorevolmente con le istituzioni nazionali ed europee».
«Un governo che si metta al servizio della collettività, che - prosegue Chinnici - tenga al centro le persone e si occupi dei giovani, che operi con rigore per l’uso sia efficiente che trasparente dei fondi Ue e di ogni centesimo dei contribuenti, che lavori per i diritti e la giustizia sociale, per la crescita economica, che genera lavoro, e per la sua sostenibilità, per la tutela ambientale, per supportare l’innovazione e le start up, per rafforzare il comparto turistico e quello culturale. C’è un grande lavoro da svolgere e c’è - conclude - per la Sicilia la chance di aprire già il 25 settembre un nuovo capitolo».

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