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Furti e vandali di beni artistici, arriva il giro di vite: approvata la legge, ecco i nuovi reati e le pene

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Sicilia, Politica
Una scritta con una bomboletta spray su una colonna del Colosseo, a Roma (foto del 16 gennaio 2017)

La reclusione fino a 16 anni per chi devasta e saccheggia musei, archivi, aree archeologiche e monumenti, ma anche un bene paesaggistico. Pene più severe per chi ruba o possiede illegalmente un bene d’arte, per i trafficanti, per i tombaroli di terra e di mare. Con il carcere anche per chi viene pizzicato con un metal detector in un parco o in una zona di interesse archeologico. Con l’ok unanime della Camera, diventa finalmente legge dello Stato il provvedimento contro i reati dei beni culturali.

Giornata storica

Per la cultura «una giornata storica», applaude il ministro Franceschini, che centra così un obiettivo a cui puntava da tempo, fin dagli esordi del suo primo mandato, quando fu accolto da uno sfregio sul Colosseo. «Un passo avanti nella tutela del patrimonio d’arte», gli fa eco il ministro del Lavoro Orlando, che quando iniziò con lui questa battaglia aveva il ruolo di ministro della giustizia.

Nuovi reati

Attesa da anni (ci provò tra il 2006 e il 2008 pure l'allora ministro della Cultura Francesco Rutelli) la legge introduce nuovi reati, tra cui quello di «furto di bene culturale» (per cui sono previste pene da 2 a 6 anni di carcere, da 4 a 10 se ci sono altre aggravanti) e incrementa le pene per ricettazione e riciclaggio legati all’arte, puniti rispettivamente con il carcere fino a 10 e fino a 14 anni. Ma prevede anche aggravanti per le devastazioni e saccheggi quando questi colpiscono arte, paesaggio, musei, aree archeologiche.

Strumenti di indagine

E rafforza gli strumenti di indagine. In pratica saranno possibili arresti in flagranza, processi per direttissima e intercettazioni anche per i reati contro il patrimonio. E si avrà uno strumento più efficace contro il traffico d’arte, fonte di finanziamento sempre più utilizzata da terrorismo e criminalità organizzata.

Il danneggiamento

Nella legge, che diventerà operativa ad horas, subito dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, si elevano ad autonome fattispecie speciali i delitti di distruzione, danneggiamento nonché di deturpamento o imbrattamento di beni culturali o paesaggistici. I tifosi ubriachi o i buontemponi sorpresi a imbrattare o rovinare una fontana, un monumento, un quadro, tanto per dire, rischieranno ora fino a 3 anni di carcere oltre ad una multa fino a 10 mila euro. Si introduce la nuova, autonoma figura di reato di furto di bene culturale.

La ricettazione

E non solo: viene introdotto un aumento della pena per la ricettazione, quando riguarda un bene culturale. Si introduce il reato di «illecita detenzione» di bene culturale, punito con la reclusione fino ad 8 anni e con multe fino a 20 mila euro per colpire chi compra un’opera sapendo che la sua provenienza è illecita. La severità colpisce i falsari e pure gli autori di false perizie e chi questi falsi li mette in commercio. Si aumenta la pena per violazioni e alienazioni (fino a 2 anni e 80 mila euro di multa). Sarà un reato vendere un bene senza autorizzazione, importare senza permesso e tanto più esportare senza l’ok dello Stato che in questo caso può punire anche con 4 anni di prigione. Punito pure il possesso ingiustificato di strumenti per il sondaggio del terreno o di apparecchiature per la rilevazione dei metalli in aree archeologiche. Mentre viene consentita la possibilità per gli ufficiali di polizia giudiziaria degli organismi specializzati nel settore dei beni culturali di svolgere attività sotto copertura per contrastare il traffico illecito.

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