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Musumeci: «In sei anni in Sicilia arriveranno fondi per 30 miliardi»

Nello Musumeci, Sicilia, Politica
Il presidente della Regione Nello Musumeci

Gli investimenti in Sicilia, la situazione pandemica, le infrastrutture, l'unità del centrodestra. Il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, nel corso della conferenza stampa di fine anno a Palazzo d’Orleans, ha toccato diversi argomenti.

Gli investimenti

«Siamo soddisfatti per il lavoro fatto nell’ultimo anno. Iniziamo a cogliere il frutto di un lavoro di semina che è stato difficoltoso e impegnativo», dice ai giornalisti il presidente della Regione durante l’incontro per il tradizionale scambio di auguri di fine anno. «Si aprono sempre più cantieri e impegniamo sempre più risorse - aggiunge - e vogliamo anche lanciare alcune sfide, come quella della transizione ecologica, ci siamo candidati come una delle più importanti regioni green dell’Italia soprattutto con l’idrogeno. È una ambizione che abbiamo condiviso col ministro Roberto Cingolani, ci sono le condizioni per farlo. In Sicilia - sottolinea Musumeci - nei prossimi sei anni arriveranno circa 30 miliardi di euro provenienti da diversi fondi e hanno bisogno di progetti, alcuni in tempi brevi, altre risorse possono essere finalizzate con obiettivi a media scadenza. Dobbiamo adoperarci affinché la Regione possa dotarsi dei progetti necessari di nostra competenza del governo».

Zona gialla

«In Sicilia non siamo ancora in zona gialla, ma potremmo esserlo in qualunque momento, i parametri sono ai limiti, devo dare atto ai siciliani di avere rispettato le norme di sicurezza», spiega Musumeci. «Aumentano le prime dosi di vaccino, c'è un opera di conversione da parte di chi sembrava irriducibile. I nostri hub stanno lavorando con la possibilità di vaccinare quante più persone possibili», aggiunge.

Le Ferrovie

«La condizione delle Ferrovie in Sicilia - dice il presidente - è lo specchio di oltre 40 anni di vergognoso abbandono da parte dei governi che si sono alternati a Roma. In materia di dotazione infrastrutturale c'è stata una latitanza dei governi nazionali, lo voglio dire senza mezzi termini». E gli ultimi interventi? «Le novità che avete notato negli ultimi anni sono essenzialmente dovute all’azione incalzante e costante che il nostro governo ha esercitato su Rfi e Trenitalia attraverso l’impegno di tutti».

Il centrodestra

«Questa è una coalizione assolutamente unita, il centrodestra è unito e in Sicilia non è solo sulla carta», assicura Musumeci. «A Palazzo d’Orleans - prosegue - c'è una coalizione unita e l’affinità degli obiettivi ci consente di superare le difficoltà. Ci aspetta una stagione ricca di sfide che vede la coalizione di governo particolarmente impegnata in una unità che non è fittizia». Il presidente sente comunque l'esigenza di consultare gli alleato. «Penso sia giusto convocare un incontro all’inizio del nuovo anno con i segretari di partito per definire tre o quattro ddl già presentati dal governo e concordare quali possano essere quelli prioritari». Per Musumeci occorre fare che l'attività del governo sia pubblicizzata maggiormente. «Forse abbiamo lavorato troppo in silenzio, non abbiamo saputo meglio organizzare la nostra comunicazione esterna, ma forse questa sobrietà può essere motivo di apprezzamento da parte della pubblica opinione».

La replica a Miccichè

«Se il presidente del parlamento regionale dice che rendo ogni giorno più difficile la mia ricandidatura, meno male che sono io stesso a renderla più difficile. Se sono io che lo faccio me ne assumo le responsabilità», dice Musumeci che replica in questo modo al presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè, coordinatore di Forza Italia in Sicilia, che aveva detto che Musumeci dovrebbe unire di più la maggioranza. «La nostra è una squadra e una coalizione unita - prosegue -. Non abbiano dovuto sostituire 59 assessori, neppure 40, 30 o 10, serve ancora qualche altra prova concreta per dimostrare che l’unita non è fittizia? Con il carattere che mi ritrovo e gli assessori che rimangono per 5 anni c'è un rapporto di assoluta lealtà».
«Il mio obiettivo - insiste il presidente della Regione - in questi quattro anni è stato quello di tenere unito il centrodestra e credo di esserci riuscito. Dopo nove anni di laceranti divisioni abbiamo riunito il centrodestra e questa coalizione, che rappresenta la maggioranza del popolo siciliano, è rimasta unita Il mio compito è questo e se dovessero esserci fughe in avanti ognuno si assumerà la responsabilità di quello che determinerà». Citando il suo predecessore, ricorda poi che «l'elezione di Crocetta fu frutto del centrodestra e non del centrosinistra. Se l’esperienza deve servire credo che tutti dobbiamo farne tesoro».

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