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Rifiuti, prorogato il bando per la realizzazione di due termovalorizzatori in Sicilia

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È la seconda proroga in pochi mesi. Arriverà al traguardo solo a fine anno il bando per trovare le imprese che realizzeranno in Sicilia i due termovalorizzatori nei quali smaltire la quota residua dei rifiuti non differenziati.

La scadenza per presentare le manifestazioni di interesse era fissata per il 2 novembre ma oggi la Regione ha deciso di spostare in avanti il termine, si andrà così al 31 dicembre. Il bando originario in realtà prevedeva che le domande dovessero arrivare entro fine agosto. Ma presto l'assessore ai Rifiuti, Daniela Baglieri, aveva deciso di dare più tempo: e così era maturata la scadenza del 2 novembre. Ora arriva la seconda proroga. Ispirata dal pressing di almeno 16 aziende che, filtra dall'assessorato, avrebbero mostrato interesse ma ritengono le clausole del bando talmente complicate da meritare un lavoro più approfondito per presentare i progetti.

A metà giugno l’assessorato guidato dalla Baglieri ha pubblicato il bando per raccogliere le manifestazioni di interesse a realizzare uno o entrambi gli impianti, che devono avere una capacità di smaltire fra le 300 mila e le 450 mila tonnellate all’anno. Ancora da individuare i siti dove realizzarli, l’unica cosa certa è che saranno uno nella Sicilia occidentale e l’altro in quella orientale. Il tutto da realizzare con il project financing: dunque chi si aggiudica il bando realizza l’impianto e poi lo gestisce, probabilmente attraverso una società da costituire con la Regione. E tuttavia prima della pausa di Ferragosto, in assessorato non era arrivata alcuna vera offerta. Sono arrivate invece 8 le richieste di chiarimenti da parte di altrettante aziende, alcune di livello internazionale. Segnale che l’appalto fa comunque gola a molti. Durante i due mesi che la Baglieri ha concesso dopo Ferragosto le imprese che hanno chiesto chiarimenti sono addirittura raddoppiate, diventando 16. E fra queste ci sono i principali colossi internazionali del settore. Da qui la decisione di concedere più tempo «considerato – si legge nel decreto che fissa le nuove date - che è interesse della Regione favorire la più ampia partecipazione alla manifestazione di interesse da parte degli operatori economici e consentire la presentazione di una proposta il più possibile aderente alle esigenze della Sicilia».

Con lo slittamento in avanti di quattro mesi rispetto al piano originale slitta in avanti anche tutta la procedura di assegnazione e consegna dei lavori. I tempi si allungano sensibilmente visto che serviranno almeno 3 anni, dall'assegnazione dell'appalto, per la realizzazione delle opere.

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