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IL MINISTRO

Speranza: "Mascherine al chiuso ancora per un po', non dobbiamo avere fretta"

«Non dobbiamo avere fretta, le mascherine al chiuso le dovremo tenere ancora un po' almeno nel medio periodo. Le mascherine non sono un prezzo enorme da pagare». Così il ministro della Salute, Roberto Speranza a Che tempo che fa, da Fabio Fazio su Rai3. «Appena gli scienziati ce lo diranno potremo toglierle all’aperto e solo dopo al chiuso. In una fase di transizione dobbiamo non avere fretta e non dobbiamo - ha concluso Speranza - vanificare gli sforzi fatti».

«Al netto dei singoli settori, noi abbiamo delle linee guida - ha proseguito Speranza -. Le discoteche ad esempio adesso non aprono. Per gli eventi servirà il green pass. Torniamo alle attività, ma lo si fa con cautela e prudenza. L’11 di giugno torneremo negli stadi con la Nazionale italiana ma si accederà con capienza limitata, un quinto e solo con tampone negativo o vaccinato o se si è avuto Covid negli ultimi sei mesi. La linea della gradualità ci ha portato a questi risultati».

«Sarà molto probabile dover fare una terza dose di vaccino, un richiamo che sarà probabilmente 'modificato' per coprire le varianti. Bisognerà dunque passare da una fase straordinaria ad una fase ordinaria e penso che questa nuova ordinarietà possa essere affidata alla nostra straordinaria rete di medici di medicina generale. Ora dobbiamo correre e tutti sono impegnati ma penso che nel lungo periodo le palestre, i centri congressi o le stazioni dovranno tornare a svolgere i ruoli per i quali sono preposti».

E ha aggiunto sulla variante indiana: «La stiamo seguendo con grandissima attenzione. Ho rinnovato fino al 25 giugno il divieto di ingresso dall’India, dal Bangladesh e dallo Sri Lanka. Sui paesi europei non più quarantena, ma solo test negativo. Monitoriamo con attenzione. La variante indiana è all’1% in Italia. I vaccini approvati però rispondono positivamente a questa variante che è molto insidiosa».

«Proporrò che il green pass sia utilizzato anche con paesi che non siano solo europei ma anche extra Ue come il Giappone, gli Stati Uniti o il Canada. Farò questa proposta nel corso della riunione dei ministri della Salute che si terrà prossimamente e se e troveremo il modo di condividere questo strumento possiamo aiutare la mobilità. Il green pass - ha concluso il ministro - sarà digitale con un codice sul telefonino anche se ora c'è già quello cartaceo che certifica l’avvenuta vaccinazione».

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