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IL PASSAGGIO

Il deputato palermitano Giorgio Trizzino lascia il M5S della Camera per andare al gruppo Misto

Il deputato palermitano Giorgio Trizzino lascia il gruppo M5s della Camera per andare al gruppo Misto.

Trizzino negli ultimi mesi aveva espresso posizioni molto critiche nei confronti della gestione del Movimento e già da tempo rifletteva sulla decisione di abbandonare il M5S. "La mia storia con il Movimento ha raggiunto il suo compimento - ha scritto Trizzino su Facebook -.  Una storia che finisce può trovare una modalità conciliante, quel “restare buoni amici” che vorrebbe preservare entrambi gli animi evitando sofferenze inutili. Quindi si ripercorrono le tappe vissute insieme, i successi ed i propositi. Si finisce col dire che non è colpa di nessuno, che “doveva andare così” e ci si congeda con una stretta di mano".

"Spesso è solo un’ipocrisia e questo non fa al caso mio. Altre volte invece ci si lascia andare a reazioni scomposte, burrascose, perseguendo il gusto di voler fare del male per ottenere, almeno, la soddisfazione di aver vinto qualcosa, fosse solo la sofferenza della controparte. Quello è davvero il peggiore dei commiati; ciò che resta, alla fine, è solo un mucchio di cenere priva di senso. Anche quest’evenienza non fa al caso mio. Resta una terza via: quella di ammettere per sé di avere sbagliato, ma di aver anche subìto gli errori della controparte, senza necessariamente cercare chi abbia sbagliato di più, perché l’auto assoluzione non paga, non restituisce neanche una briciola del tempo che si è vissuti insieme, dei propositi e delle promesse fatte".

"Non è squallido parlare di consuntivi. Riconosco di aver dato in quest’avventura ed ho offerto le mie forze, le mie risorse, una parte considerevole della mia vita. Ma ho il grande rammarico di non aver dato abbastanza, non già perché non abbia voluto. Piuttosto, credo di non aver potuto dare abbastanza, ostacolato, impedito, non riconosciuto per i meriti personali, grandi o piccoli, utili o no, ma offerti e resi disponibili doverosamente. Pur avendo “voluto”, dunque, non ho “potuto”. Forse non ho “saputo” dare; ma questo non è un demerito che mi addosso per intero: il Movimento ha il dovere di accogliere e di valorizzare al meglio le risorse di chi ha chiamato al suo fianco se vuole obbedire al mandato del proprio statuto".

"Credo che qui abbia ancora molto da fare ed imparare, se ciò che ad oggi ne viene fuori è un’organizzazione che, pur al governo del Paese, va perdendo pezzi per strada, si sfalda, si svuota. È un paradosso perché di solito chi è alla guida trova più consensi di quanti non ne perda; se succede il contrario qualcosa di grave, di molto grave si sta consumando, forse in una inconsapevolezza che sa di incoscienza. E riconosco anche di aver ricevuto, percorrendo questa strada. Ho avuto possibilità di aprire gli occhi su una realtà altrimenti nascosta ai miei, come agli occhi di tutti gli italiani: la composizione di una forza politica in un assortimento imprevedibile, che dà eguale peso all’entusiasmo acerbo e spesso sterile dei giovani ed all’esperienza preziosa, ma spesso compassata, dei meno giovani, non riuscendo a trovare la giusta sintesi".

"Ho avuto la possibilità di far parte di una squadra e di un gioco che non prevede protagonisti; ho anche avuto la possibilità di constatare, invece, che la voglia di protagonismo ha inquinato le migliori intenzioni e che continua a farlo nonostante tutto, contro qualunque evidenza di una strada perdente. E ho avuto la possibilità di capire molto di me. Di quanto abbia ancor voglia di costruire, nonostante le frustrazioni. Nei prossimi tempi si definiranno scelte importanti per il Movimento che vedranno al centro Giuseppe Conte ed io lo avrei accompagnato volentieri lungo questa strada ma poiché sono convinto che per me non ci sia più tempo e spazio, pur avendo fatto di tutto per rimanere, è arrivato il momento di tirare giù la valigia e salutare. Buona fortuna a tutte/i".

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