Giovedì, 06 Maggio 2021
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ITALIA VIVA

Renzi: "Ora un governo di coalizione, ruolo centrale al Pd. Conte senza di noi non ce la fa"

Da mesi «chiediamo un salto di qualità nell’azione del governo. Serve un sogno per l’Italia, non l’incubo del litigio quotidiano. Serve un progetto, una visione, una strategia. La chiediamo da mesi: se finalmente gli altri ci sono, ci trovano preparati». Lo dice in un’intervista al Corriere della Sera il leader di Italia Viva Matteo Renzi.

«Basta polemiche, parliamo di sanità, di giovani, di futuro. Torniamo alla politica» aggiunge. L’ex premier sottolinea di non aver «rotto» con il governo: «Abbiamo chiesto risposte su scuole, vaccini, infrastrutture, lavoro. Non le abbiamo avute per mesi. Alla fine, «con molto dolore le ministre Bellanova e Bonetti e il sottosegretario Scalfarotto, tre persone straordinarie che fanno politica per servizio e non per interesse, si sono dimesse» riaffermando «la bellezza e la dignità della politica».

Se qualcuno «nel Pd preferisce Mastella alla Bellanova o Di Battista a Rosato ce lo farà sapere. Noi vogliamo che si formi un governo di coalizione con un ruolo fondamentale per il Pd e per i suoi esponenti». Il Pd sa, secondo Renzi «che senza Italia viva non ci sono i numeri. Forse non sarà più amore, ma almeno è matematica. Se Zingaretti insiste a dire no a Italia viva, finisce col dare il Paese a Salvini».

Se invece Conte ottenesse 161 voti al Senato, «sarebbe un atto di chiarezza. E riconoscerei il successo parlamentare per il premier». In quel caso «da senatore continuerò a sostenere l’Italia sulle cose che condivido e votare contro le cose che non condivido». Un’eventuale astensione di Italia Viva sarà discussa «alla riunione di gruppo ma credo che sia la scelta più saggia».

Renzi non teme il sostegno di alcuni dei suoi al governo: il gruppo al Senato «è super compatto. Abbiamo diciotto senatori e il loro voto martedì sarà decisivo». Se Conte si dimetterà «noi chiederemo alle consultazioni di fare presto, perché non possiamo perdere nemmeno un giorno» e «ci vuole un programma da qui al 2023».

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