Venerdì, 23 Aprile 2021
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Dpcm, perchè la Sicilia è zona arancione? Ecco i 21 parametri utilizzati, ma è bufera

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Ambulanze in coda all'ospedale di Partinico

Musumeci su tutte le furie chiede al governo spiegazioni sulle tre zone di rischio e sulle restrizioni per arginare la diffusione del Coronavirus. Anche il presidente dell'Ars Miccichè fa la voce grossa, mentre i Comuni si rivolgono alla Regione in attesa di chiarimenti.

La Sicilia zona arancione si accompagna a una vera e propria bufera politica. "E' una scelta assurda e irragionevole", ha tuonato ieri sera il presidente della Regione sottolineando come Campania e Lazio, indicate come aree gialle, abbiamo un numero di casi nettamente superiore alla Sicilia.

Un punto su cui si sofferma anche Gianfranco Miccichè: "Non lo voglio neanche pensare che Lazio e Campania siano state classificate regioni gialle perché dello stesso colore politico della maggioranza che sostiene il governo nazionale. E, quindi, non voglio neanche credere che si tratti di marchette sulla pelle dei siciliani", ha detto in una nota il presidente dell'Assemblea regionale siciliana. "O c'è stato un palese errore - aggiunge -, o qualcuno dovrà spiegarci perché le regioni più colpite dal Covid sono quelle meno colpite dalle decisioni del governo. Conte questa volta venga in tv per spiegarci i veri motivi per cui ha deciso di fare morire la Sicilia".

Leoluca Orlando, nelle vesti di sindaco di Palermo ma anchendi presidente di Anci Sicilia si rivolge alla Regione: "I comuni siciliani ritengono essere assolutamente prioritaria la salvaguardia del diritto alla salute. Ciò premesso, crea molti interrogativi l'affermazione del presidente della Regione Siciliana che ha dichiarato di non essere stato sentito e di non aver potuto illustrare i dati della situazione in Sicilia". E ancora: "Per rispetto istituzionale di tutti e per quanto ci riguarda per rispetto istituzionale degli Enti Locali - aggiunge Orlando - chiediamo al Governo regionale di conoscere i dati forniti e chiediamo un immediato chiarimento da parte del Governo nazionale. Con pari forza si ribadisce la richiesta di adeguati e immediati interventi di ristori".

Più duro il commento del sindaco di Messina Cateno De Luca che attacca le scelte del governo regionale: "Perché la Sicilia è stata degradata a zona arancione? L'andamento della curva epidemiologica ci pone al tredicesimo posto, cioè il virus in Sicilia circola molto di meno rispetto a dodici regioni come ad esempio il Lazio, la Campania e la Liguria (inserite invece nella zona gialla). Ovviamente questa è la conferma che il sistema sanitario siciliano è strutturalmente al collasso perché in questi sei mesi poco o nulla si è fatto per incrementare i posti letto nei reparti Covid e nella terapia intensiva, nonostante i soldi messi a disposizione del governo Conte. Chiedo ufficialmente - conclude De Luca - le immediate dimissioni dell'assessore regionale alla Sanità Ruggero Razza e le scuse immediate ai siciliani da parte dell'inconcludente presidente Nello Musumeci".

Tutti si chiedono le ragioni della scelta del governo. Che in realtà non si basa solo sul numero dei contagi. Sono, infatti, 21 i parametri analizzati per classificare il grado di rischio di una regione. Va considerato anche l'Rt, ma bisogna tenere conto anche del numero di medici impiegati o dei posti in terapia intensiva disponibili.

Ecco i 21 parametri utilizzati dal governo nazionale per individuare le tre aree:

1)  Numero di casi sintomatici notificati per mese in cui è indicata la  data inizio sintomi/totale di casi sintomatici notificati al sistema di  sorveglianza nello stesso periodo.

2)  Numero di casi notificati per mese con storia di ricovero in ospedale  (in reparti diversi dalla TI) in cui è indicata la data di  ricovero/totale di casi con storia di ricovero in ospedale (in reparti  diversi dalla TI) notificati al sistema di sorveglianza nello stesso  periodo.

3)  Numero di casi notificati per mese con storia di trasferimento/ricovero  in reparto di terapia intensiva (TI) in cui è indicata la data di  trasferimento o ricovero in Tl/totale di casi con storia di  trasferimento/ricovero in terapia intensiva notificati al sistema di  sorveglianza nello stesso periodo.

4)  Numero di casi notificati per mese in cui è riportato il comune di  domicilio o residenza/totale di casi notificati al sistema di  sorveglianza nello stesso periodo.

5) Numero di checklist somministrate settimanalmente a strutture residenziali sociosanitarie (opzionale).

6)  Numero di strutture residenziali sociosanitarie rispondenti alla  checklist settimanalmente con almeno una criticità riscontrata  (opzionale).

7)  Percentuale di tamponi positivi escludendo per quanto possibile tutte  le attività di screening e il “re-testing” degli stessi soggetti,  complessivamente e per macro-setting (territoriale, PS/Ospedale, altro)  per mese.

8) Tempo tra data inizio sintomi e data di diagnosi.

9) Tempo tra data inizio sintomi e data di isolamento (opzionale).

10) Numero, tipologia di figure professionali e tempo/persona dedicate in ciascun servizio territoriale al contact-tracìng.

11)  Numero, tipologia di figure professionali e tempo/persona dedicate in  ciascun servizio territoriale alle attività di prelievo/invio ai  laboratori di riferimento e monitoraggio dei contatti stretti e dei casi  posti rispettivamente in quarantena e isolamento.

12)  Numero di casi confermati di infezione nella regione per cui sia stata  effettuata ima regolare indagine epidemiologica con ricerca dei contatti  stretti/totale di nuovi casi di infezione confermati.

13) Numero di casi riportati alla Protezione civile negli ultimi 14 giorni.

14)  Rt calcolato sulla base della sorveglianza integrata ISS (si  utilizzeranno due indicatori, basati su data inizio sintomi e data di  ospedalizzazione).

15) Numero di casi riportati alla sorveglianza sentinella COVID-net per settimana (opzionale).

16) Numero di casi per data diagnosi e per data inizio sintomi riportati alla sorveglianza integrata COVID-19 per giorno.

17)  Numero di nuovi focolai di trasmissione (2 o più casi  epidemiologicamente collegati tra loro o un aumento inatteso nel numero  di casi in un tempo e luogo definito).

18) Numero di nuovi casi di infezione confermata da SARS-CoV-2 per Regione non associati a catene di trasmissione note.

19) Numero di accessi al PS con classificazione ICD-9 compatibile con quadri sindromici riconducibili a COVID-19 (opzionale).

20) Tasso di occupazione dei posti letto totali di Terapia Intensiva (codice 49) per pazienti COVID-19.

21) Tasso di occupazione dei posti letto totali di Area Medica per pazienti COVID-19

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