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Bufera alla Regione: cassa integrazione a rilento, impiegati chiedono bonus per le pratiche

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Bufera sui lavoratori della Regione siciliana. L’ipotesi di prevedere, nell’accordo in attesa di definizione con l’amministrazione di Palazzo d’Orleans, un bonus da 10 euro a pratica per i lavoratori da impiegare nella task force che l’amministrazione regionale intende istituire per recuperare un ritardo per la cassa integrazione in deroga, «appare non solo discutibile, ma decisamente inopportuno soprattutto in un momento drammatico per oltre 130 mila siciliani, ancora in attesa degli ammortizzatori sociali».

Lo afferma la senatrice siciliana del M5s Antonella Campagna, componente della commissione Lavoro di palazzo Madama. La piattaforma informatica messa in piedi dall’amministrazione siciliana per sbloccare iter e procedure e consentire all’Inps di liquidare velocemente le somme, sembra infatti non decollare: circa 4 mila le pratiche analizzate dai 132 dipendenti, su 37 mila richieste di imprese che riguardano 139 mila lavoratori. Con questo ritmo passeranno mesi.

Ma chi ha realizzato questa piattaforma informatica che sta andando così male e che sta bloccando tutto? I pentastellati chiedono che l’assessore regionale al Lavoro, Antonio Scavone, riferisca in aula. Conclude Campagna: «Per provare a mettere una pezza nel caos creato dalla Regione, il governo Musumeci propone l’istituzione dell’ennesima task force. Al danno si aggiunge anche la beffa: anche in questo caso, per recuperare i ritardi accumulati, sia che l’accordo preveda bonus o straordinari per i dipendenti regionali, a pagare, per servizi inefficienti, saranno solo i contribuenti siciliani».

«Chiedere un bonus aggiuntivo di 10 euro per ogni pratica di cassa integrazione analizzata è vergognoso, sembra quasi una speculazione, se pensiamo a quei siciliani che in questo difficilissimo momento storico non sanno come fare la spesa», incalzano i deputati regionali del M5s. I dipendenti della Regione, aggiungono, «hanno già lo stipendio e per le ore in più è già previsto lo straordinario, stanno lavorando in smart working e l’esame delle pratiche rientra nel loro lavoro».

Spiegano il segretario generale della Cisl Fp Sicilia, Paolo Montera, e del segretario regionale con delega ai dipendenti regionali, Fabrizio Lercara: «I sindacati hanno responsabilmente e rapidamente lavorato per trovare una soluzione, oltre che per sopperire alla malaburocrazia generata dalle inefficienze di una macchina vecchia e obsoleta». L’accordo raggiunto ieri, «è interamente basato sul nuovo contratto collettivo di lavoro regionale, dove sono previsti istituti e fondi proprio per particolari attività straordinarie. Oltre al fatto che, per risolvere i problemi di disorganizzazione, sono stati coinvolti per lo più dipendenti che svolgono mansioni superiori».

“E’ stato fatto un danno notevole con la piattaforma informatica che tratta le pratiche di cassa integrazione in deroga, partita in ritardo in Sicilia rispetto alle altre regioni. Cercare adesso di scaricare la colpa sui dipendenti regionali è intollerabile”. Così Luca Crimi della Uil Fpl Sicilia, che aggiunge: “La Regione ha proposto e siglato un accordo sull’organizzazione del lavoro che utilizza correttamente e legalmente i fondi dei progetti finalizzati per una emergenza come questa. Ma tutto ciò non sarà sufficiente. Anche allargando la task force le domande continueranno, infatti, a tornare indietro. Abbiamo chiesto da tempo incontro congiunto, con l’Inps, per capire come intervenire ma si continua a perdere tempo mentre la gente è giunta all’esasperazione. Non vorremmo che, pur di non affrontare problemi e fare emergere le vere colpe, si cerchino capri espiatori indicando dipendenti regionali e sindacati come estortori che lucrano sul bisogno della gente. Chiediamo subito un’operazione verità e che si risolva questa emergenza”.

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