Venerdì, 21 Febbraio 2020
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Governo, Salvini 'tranquillizza' Di Maio: "Nessun ultimatum, sono leale"

"No, nessun ultimatum". Lo ha detto a Rtl 102.5 il ministro dell'Interno Matteo Salvini parlando del proprio alleato di Governo Luigi Di Maio. "Spero che non ci sia nessuno in Europa che mandi 'letterine'", ha detto il vicepremier a proposito della lettera che la Ue sta per inviare all'Italia per il debito. "Adesso vediamo se arriva la letterina - ha detto ancora Salvini - e ci multano per i debiti del passato chiedendoci 3 miliardi".

"Vi pare che in un momento storico in cui c'è una disoccupazione giovanile del 50% in alcune regioni italiane, in cui dobbiamo assumere in fretta medici e infermieri, da Bruxelles qualcuno in nome di regole del passato ci chieda 3 miliardi di multa e a settembre 20 miliardi di aumento di tasse? Ogni mia energia sarà usata per cambiare queste regole vecchie e superate. Il voto di domenica è stato una sfiducia nei confronti dell'Europa fondata sui tagli. Ora, se vogliono, i leader si mettono al tavolo e mettono al centro il lavoro, il tasso di disoccupazione, l'economia reale rispetto allo spread e alla finanza".

"Noi abbiamo avuto 9 milioni di consensi e in Parlamento siamo la metà: mi dicono 'vai a votare, raddoppieresti i parlamentari' ma non rompo in base ai sondaggi e alle convenienze. Io ho dato la parola, sono leale ma basta che si facciano le cose. Se invece di ripartire, però, ricominciano le polemiche con Di Battista che mi attacca, Grillo che mi prende in giro... Gli italiani mi pagano lo stipendio per fare il ministro, non per litigare con loro", ha detto ancora Matteo Salvini, lasciando capire che non avrà pazienza infinita. Il ministro dell'Interno ha confermato comunque la fiducia a Conte e la "lealtà" al patto di governo e punta alla battaglia europea: "È in arrivo una lettera della commissione sull'economia del nostro Paese - ha preannunciato - Gli italiani danno mandato a me e al governo di ridiscutere in maniera pacata parametri vecchi e superati".

E Salvini guarda anche a Roma: "Noi ci faremo trovare pronti. Io da ministro per i romani - ha aggiunto - sto cercando di fare di tutto, mandando poliziotti, telecamere, facendo direttive. Poi il giudizio sul sindaco lo danno gli elettori quando votano".

 

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