Martedì, 16 Agosto 2022
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Obbligo vaccini per accedere a scuola, il ministro Lorenzin: "Pronto un decreto legge"

ROMA. «Ho pronto un testo di legge che prevede l’obbligatorietà delle vaccinazioni per l’accesso alla scuola dell’obbligo con un ampliamento delle vaccinazioni  obbligatorie indicate dal nostro ministero. L’ho mandato oggi al presidente del Consiglio e lo porterò domani in Consiglio dei ministri». Lo ha annunciato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, alla trasmissione 'Night Tabloid’ che andrà in onda questa sera su Rai 2.

Il ministro ha quindi precisato che "ovviamente non potrà essere approvato domani, perché necessiterà di approfondimenti e di una discussione anche da parte del ministero dell’Istruzione, per valutare se i tempi sono davvero maturi per fare una legge che ci riporti in sicurezza».

«Ho immaginato questo decreto - ha chiarito il ministro - che pone l’obbligatorietà per l’accesso alla scuola dell’obbligo, con il ministero della Salute che ogni anno dà la lista di quelle che sono le vaccinazioni obbligatorie, superando anche la dicotomia tra vaccinazioni obbligatorie e raccomandate. Tutte le vaccinazioni che sono nel piano vaccinale approvato nei Livelli essenziali di assistenza sono necessarie per la salute delle persone, poi ce ne saranno un gruppo che saranno obbligatorie per l’accesso alla scuola dell’obbligo». Ovviamente, ha precisato, «questa è una norma che può avere degli aspetti di complessità, per questo l’ho mandata alla presidenza del Consiglio. Spero che ci sia un approfondimento con il ministero dell’Istruzione, che ha il timore che venga leso il diritto all’accesso alla scuola. Ci saranno aspetti che andranno verificati ma credo che i tempi siano maturi per un dibattito su un livello più alto rispetto a quello che abbiamo avuto fino a oggi».

«Stare sotto la soglia vaccinale è un vero e proprio pericolo». Ha detto Lorenzin. «L'epidemia in atto di morbillo - ha sottolineato - che oggi ci porta più di 2220 casi, la dice lunga sulle complicanze che ci possono essere, ma pensiamo alle varie malattie che possono arrivare, anche più gravi». Lorenzin ha quindi rilevato come "molte regioni si sono dotate di strumenti normativi che hanno intrapreso questa strada, dalla scuola dell’infanzia, come l'Emilia Romagna, il Lazio e la Lombardia o fino alla materna come ha fatto la Toscana. Siamo pronti per un dibattito più ampio - ha concluso - per riportare l’obbligatorietà».

L’obbligo di vaccinarsi per poter essere iscritto a scuola decadde nel 1999, dopo che per oltre trent'anni, e cioè dal 1967, era stato invece indispensabile per l’iscrizione. Di conseguenza oggi è possibile frequentare la scuola anche senza essere vaccinati. L’accordo già raggiunto tra ministero e Regioni punta però a reintrodurre con una legge nazionale l’obbligatorietà delle vaccinazioni per l'iscrizione alla scuola materna su tutto il territorio nazionale. Obbligatorietà per la quale il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha oggi annunciato un prossimo decreto.

Dopo 18 anni, l’obiettivo è dunque quello di ripristinare l'obbligo delle vaccinazioni a tutela della salute della popolazione. L’Emilia Romagna è stata la prima Regione ad aver varato una legge sull'obbligatorietà delle vaccinazioni per poter frequentare gli asili nido. Successivamente, anche il comune di Trieste, la Regione Friuli Venezia Giulia e la Toscana hanno varato un provvedimento che rende obbligatoria la vaccinazione dei bambini per l’iscrizione agli asili comunali e convenzionati.

La norma attuale prevede che se il certificato di vaccinazione non viene presentato, i bambini sono comunque ammessi alla scuola dell’obbligo e agli esami. Le regole che permettono di essere ammessi a scuola senza certificato di vaccinazione entrarono in vigore dopo cinque anni di dibattiti e sanatorie. Modificarono le regole del 1967 che stabilivano l’obbligo di presentare il certificato per essere ammessi a scuola. Il primo passo verso le nuove norme risale al 1994 su iniziativa della Corte Costituzionale. Dello stesso anno è la prima circolare del ministero della Pubblica istruzione, seguita a sentenze della magistratura che reintegravano alla frequenza scolastica alunni non vaccinati. Da allora il ministero ha emanato ogni anno circolari sul comportamento della scuola verso gli alunni non vaccinati. Nel luglio 1997 un parere del Consiglio di Stato ribadiva il divieto di ammettere a scuola gli alunni non vaccinati a tutela del diritto alla salute della collettività. Ma nel maggio '98, l’ultima sanatoria con la circolare che dava agli alunni senza certificato il diritto di partecipare a scrutini ed esami.

La decisione di tornare ora all’obbligatorietà a livello nazionale si basa anche sul dato allarmante relativo al calo delle vaccinazioni, sotto la soglia minima raccomandata dall’Organizzazione mondiale della sanità pari al 95% della popolazione.

In Italia le vaccinazioni attualmente obbligatorie sono quelle antidifterica, antitetanica, antipoliomelitica e antiepatite virale B. Tutte le altre sono volontarie, anche se il Sistema sanitario nazionale ne incentiva l’uso e la gratuità. Con l’accordo raggiunto, l’obiettivo è invece quello di rendere obbligatorie su tutto il territorio tutte le vaccinazione previste nel nuovo Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2017-19.

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