
ROMA. "C'è una maggioranza e ora Mattarella dirà chi deve condurre la baracca e secondo me sarà uno del PD. Dopodiché bisogna fare un paio di leggi elettorali adesso, c'è un anno di tempo". Così Pier Luigi Bersani ai microfoni di Nemo rispondendo alle domande di Enrico Lucci.
Si riuscirà a fare una legge elettorale che vada bene per tutti, incalza Lucci. "Bisogna lavorarci per quello - risponde Bersani - bisogna che tutti capiscano che non puoi mettere la camicia di forza alla pentola a pressione. Ci vuole una legge elettorale che rappresenti, perché oggi la famosa governabilità non è una roba di numeri, è riprendere il rapporto con la vita reale della gente quindi bisogna mollare un po' dal lato della rappresentanza: la gente deve votare un po' come vuole e poi tocca al Parlamento comporre la questione". Un messaggio per Matteo Renzi? "stai sereno", chiosa Bersani.
Intanto, domani la direzione del Pd: chi dovrà guidare adesso il partito? Restare alla guida del Partito democratico e da segretario lanciare subito la sfida delle urne, 'capitalizzando' il 40% di voti per il Sì nel referendum costituzionale. E' lo schema su cui vanno in pressing in queste ore i renziani. Matteo Renzi, amareggiato dalla sconfitta referendaria, si mostra ancora oggi tentato dal lasciare la guida del partito, oltre che del governo.
Ma i 'fedelissimi' si fanno avanti a indicare una via di rilancio: "Ripartiamo - scrive su Twitter Luca Lotti - dal 40% di ieri!". Ma nelle sue parole la minoranza Dem legge un messaggio preoccupante: non si acceleri sulle urne - è la linea dei bersaniani - bisogna garantire la stabilità con un governo sostenuto dal Pd che dia una "svolta". Solo dopo ci si sfiderà nel congresso.
Domani, quando alle 15 si riunirà la direzione del partito, si inizierà a capire come sono destinati a cambiare gli equilibri interni, dopo il 'liberi tutti' della schiacciante vittoria del No. Sarà quella l'occasione, innanzitutto, per ascoltare Renzi, capire se si sarà fatto persuadere - come gli chiedono sia i fedelissimi che i franceschiniani - a non lasciare la guida del partito. E apprendere se sia disponibile a dare l'avallo a un governo di scopo o istituzionale che cambi la legge elettorale e traghetti alle elezioni.
Una sua parola aprirà davvero i giochi tra le correnti Pd, che in queste ore vagliano i possibili scenari in una girandola di incontri, ma mantengono tanta prudenza, dopo lo smarrimento delle prime ore.
A frenare l'ipotesi del voto potrebbe essere un pezzo della stessa maggioranza Pd, come l'area guidata da Dario Franceschini, che già in campagna elettorale si era espresso per una soluzione che assicuri stabilità al Paese.
I renziani di stretta osservanza, persuasi che il fronte del No non sia in grado di indicare un'alternativa, premono però per un ritorno il più celere possibile alle urne. "Ripartiremo dai 13,5 milioni di voti per il Sì con grande responsabilità", dice Dario Nardella.
"Al presidente della Repubblica diremo che siamo pronti a sostenere un governo che porti il Paese al voto prima possibile, con una nuova legge elettorale", afferma Matteo Richetti. Ma sul come ripartire, il clima si annuncia molto pesante mercoledì in direzione.
Anche perché i 'pasdaran' renziani non nascondono più la difficoltà a 'convivere' con quel pezzo di minoranza Dem che - nota Dario Parrini - "brindava" per il successo del No nelle urne. Rinfrancati dall'aver saputo cogliere il malcontento "anche di numerosi elettori Pd", i bersaniani però ora puntano a 'riprendersi il partito', escludendo con ancor più forza ipotesi scissione.
"Adesso ci impegniamo per la stabilità e per una netta e visibile correzione delle politiche", dichiara Pier Luigi Bersani, chiedendo "risposte alla questione sociale". Prima il Paese, "poi l'establishment", afferma l'ex segretario. E chiede un governo sostenuto dal Pd pienamente operativo sui temi economici ("Basta con la politica dei voucher", dice Nico Stumpo).
Il che vuol dire che l'area guidata da Roberto Speranza non chiede per ora di anticipare il congresso del partito, vera occasione per sfidarsi sulla linea politica. "Se si forma un governo potremmo fare il congresso come previsto, a ottobre", dice anche Massimo D'Alema, tornato attivo anche sul fronte interno al partito. Un'ipotesi che darebbe anche il tempo alla sinistra interna di organizzare un'alternativa unitaria.
Per un congresso nei tempi stabiliti sarebbero anche le aree di maggioranza che fanno capo a Maurizio Martina e i 'Giovani turchi', che potrebbero lavorare alla candidatura di Andrea Orlando. Mentre si prepara a chiedere le dimissioni del segretario il presidente della Puglia Michele Emiliano, che sta valutando la candidatura al congresso. Emiliano, come Francesco Boccia, spinge perché la sfida per il nuovo segretario si svolga il prima possibile: niente rinvii.
13 Commenti
Ciccio
06/12/2016 08:13
Ora Italicum così com'è anche al senato e subito elezioni. Grazie
giuseppe
06/12/2016 09:13
ma come' se fino a ieri non piaceva a nessuno ma!!!!!!
Giuseppe
06/12/2016 09:47
I Politici in Italia pensano alle loro poltrone e se ne fregano dei cittadini prima la legge elettorale non andava adesso che ha vinto il no questa legge elettorale le va bene questi politici non sanno come prendere in giro il popolo lo non sanno che il coltello per il manico ce la il popolo
enzo
06/12/2016 11:20
Il Sig. Bersani non ha capito che ormai non serve più alla politica
Giuseppe
06/12/2016 12:59
Bersani e' un grande politico e una gran persona perbene. il suo sogno era un governo PD-Sel-Cinquestelle. se fosse andato in porto avremmo stabilita', reddito di cittadinanza, energie rinnovabili e tanti altri provvedimenti di sinistra. invece purtroppo bersani non e' stato compreso e il renzismo ha snaturato il Pd, trasformandolo in un partito di centro e moderato lontano dalla sinistra (non solo quella comunista, ma anche quella socialdemocratica).
Ablaze
06/12/2016 17:34
Effettivamente del trio "Bersani Letta Renzi" sembra l'unico che crede veramente in ciò che dice e fa. Hai ragione a giudicarlo una gran persona perbene, anche a me da questa impressione. NON lo voterò mai personalmente (appartengo ad un altra sponda politica), però le buone qualità vanno SEMPRE riconosciute.
Pelle ha avuto più palle di Falcao.
06/12/2016 20:04
Poveri illusi
Fabio
06/12/2016 20:28
Bersani poteva sognare cioè che credeva,ma gli Italiani nel 2013 non permisero a lui di governare dato che non diedero al pd+sel una maggioranza parlamentare x poter governare al senato.
Anna
12/02/2017 09:05
Ma tu, credi davvero ancora alle favolette dei politici?
paolo stressato
06/12/2016 14:58
quando conviene si dice che gli italiani hanno votato per la costituzione, quando fa comodo ai partiti vedi ( PD ed area popolare) allora si capitalizza il 40% dei voti. Secondo me il 40% si ridurrebbe al 28 % alle elezioni politiche, quindi state sereni.
Fabio
06/12/2016 19:03
Già perchè non tutti seguirono la linea del proprio partito.
Antonino Pipitò
06/12/2016 15:59
Un poco di coerenza cribbio ! L'Italicum sino alla vigilia del referendum non andava bene , come in effetti non va bene, e ora per la premura di andare a votare va bene ? Andare a votare subito e con l'Italicum distruggerebbe proprio chi vuole andare a votare perchè mettetevi in testa che il 40 % il PD lo ha mentre il 60 % è frazionato nel ''dividi et impera '' di FI,DdI,Lega,Sinistra Democratica, DEN, indignati vari.... quindi calma ed l'unica cosa seria è che tolga di mezzo matteuccio, per il resto è fatale che Mattarella dia l'incarico ad un altro appartenente al PD e creare un nuovo Governo , i numeri grazie ai traditori ben noti per governare li hanno, e quindi che i capi gruppo si occupino di inventare una nuova legge elettorale che ci traini al 2018 e in questa pausa che la smettano berlusconi, salvini e meloni di dire un giorno una cosa e l'indomani un'altra.
Fabio
06/12/2016 21:05
Votare nel 2018? con un governo impopolare? Cosi facendo non faranno altro che aumentare i consensi al m5s.
paolo stressato
06/12/2016 16:44
Con tutto il rispetto per Bersani uomo di indubbia sagezza con i suoi aforismi, ma crede veramente che un governo che ha avuto una batosta del genere possa ancora continuare a governare fino alla fine ella legislatura? SE ci crede davvero allora ho qualche dubbio sulla sua capacità in tanti anni di assimilare le leggi e gli usi e costumi dellapolitica italiana.
Pietro
06/12/2016 17:48
Ma come,fino a domenica dicevamo tutti si e adesso che se ne devono andare dicono NO.
Pelle ha avuto più palle di Falcao.
06/12/2016 20:13
Bersani veramente diceva no
Fabio
06/12/2016 18:59
Continuando cosi non fanno altro che aumentare i voti al m5s,contenti loro... (non sono del m5s)
ridere
06/12/2016 19:47
bersani che ridere mi fai prima approvi la riforma e poi voti no...
Fabio
06/12/2016 20:52
Voto no x cercare di cacciare Renzi da segretario del pd, a quanto pare ci sta riuscendo...
domenico
07/12/2016 07:37
ho votato e sostenuto sempre la sinistra non voglio morire democristiano, fuori i renziani dal pd. rivogliamo il nostro pd ed un segretario di sinistra. Renzi con alfano e verdini.
turi
07/12/2016 22:19
Renzo fatti un partito per i fatti tuoi e mazzia a tutti :)
Anna
12/02/2017 09:04
Ma come...non si doveva andare al voto subito? Perché allora il referendum, e relativi soldi nostri spesi, ...certo staccarsi dalle comodissime poltrone parlamentari è brutto, aspettiamo, tanto a Loro, che gli frega?, povera Italia...