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Riscossione Sicilia, Crocetta: "Io tra i morosi? Una bufala"

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Il presidente della Regione Rosario Crocetta

PALERMO.«È una bufala, non sono nella lista. Ho una contestazione e sto pagando ma non da ora». Così il presidente della Regione Rosario Crocetta, a margine della cerimonia di commemorazione di Piersanti Mattarella, ucciso dalla mafia il 6 gennaio del 1980, a proposito delle vicende legate alla necessaria ricapitalizzazione di Riscossione Sicilia e al voto contrario espresso da parte di alcuni parlamentari con le seguenti denunce del presidente della società Antonio Fiumefreddo di aver subito pressioni per evitare pignoramenti da parte di deputati dell'Ars morosi. «Io pago già da prima, quindi non rientro nella categoria degli evasori. Sulla vicenda - ha aggiunto - bisogna trovare una soluzione, le polemiche tra il presidente di Riscossione e il Parlamento non possono determinare la chiusura della società. Se Fiumefreddo ha ricevuto pressioni lo dirà ai magistrati. Comunque - ha concluso Crocetta - bisogna salvare il nostro ente di riscossione, non averlo più sarebbe gravissimo. Invito tutti a maggiore equilibrio e responsabilità».

Non ci stanno i deputati dell' Assemblea regionale siciliana a passare come «il manipolo di evasori». Dopo il presidente dell'Ars, Giovanni Ardizzone (Udc), e il presidente della commissione Bilancio Vincenzo Vinciullo (Ncd), fioccano le smentite dei politici sugli importi pubblicati dei debiti che avrebbero con Riscossione Sicilia, la società controllata dalla Regione incaricata di recuperare i tributi non versati, presieduta dall'avvocato Antonio Fiumefreddo. In molti annunciano querele e denunce per essere finiti in un elenco che mette insieme 'pignoratì (al momento 5 deputati), chi ha rateizzazioni in corso e chi è stato iscritto nella categoria 'debito inferiore a 2000 eurò. Nell'elenco ci sono 74 parlamentari su 90: 14 deputati risultano senza carichi e 2 non censiti.

Nella black-list non si fa cenno alla tipologia di tributo dovuto: bollo auto, tassa rifiuti, imposte per sentenze, multe per infrazione del codice della strada e tributi di altra natura non versati. Intanto la Procura di Palermo ha aperto un fascicolo e nei prossimi giorni dovrebbe sentire Fiumefreddo, che ha parlato 'di pressionì da parte di deputati. «Io non ho alcun debito, a testimoniarlo è il certificato emesso oggi su mia richiesta dall'ente riscossore», tuona Giuseppe Milazzo (Forza Italia) che in base agli elenchi avrebbe debiti inferiori a 2 mila euro. Sorpresa di essere finita nell' elenco (debiti per meno di 2mila euro) Claudia La Rocca, deputata del M5s: «Non ho mai ricevuto alcuna cartella esattoriale, non so proprio cosa dire: sono basita». Su tutte le furie Bernardette Grasso, parlamentare del Pid-Gs, in base alla 'black-list' sarebbe l'onorevole più indebitata: 236.735,72 euro. «È una vergogna, sto raccogliendo il materiale per denunciare Fiumefreddo», annuncia. «Quell'importo è falso - spiega Grasso, che fa l'avvocato - Ho avuto un accertamento patrimoniale dell'Agenzia delle Entrate nel 2005, mi contestavano 150 mila euro. In parte sono riuscita a dimostrare che non dovevo alcune cifre, ho avuto uno sgravio e dopo la pronuncia della commissione tributaria, in primo grado, ho rateizzato la restante quota, circa 60 mila euro. Piuttosto è incredibile che tra sanzioni e interessi pago altri 60 mila euro. Dal 2010 aspetto l'appello, ieri ho sollecitato la commissione, intanto sto subendo un danno d'immagine enorme, come cittadina, come avvocato, come deputato e come sindaco di Caprileone. Non sono un evasore e la mia dichiarazione dei redditi è pubblicata sul sito dell'Assemblea regionale». Indignato anche Pippo Nicotra del Pd. «Non ho un debito con Riscossione come deputato ma come socio di una ditta individuale che ho ceduto l'anno scorso - riferisce - Purtroppo l'azienda, che distribuiva alimenti, ha subito la crisi e dal 2009 in poi ha avuto difficoltà a far fronte ai pagamenti. Io stesso ho chiesto al commercialista di chiudere quella partita con l'agente riscossore e ho ottenuto una rateizzazione, ogni mese pago 3mila euro e comunque il mio debito non è più quello di 187 mila euro finito sui giornali».

Per il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, «è stato un errore comunicare i debiti dei deputati, finiti in un elenco da dove non si può desumere la natura del debito nè si fa distinzione caso per caso, finendo per far apparire tutti degli evasori, lo ritengo ingiusto». «Io non sono un evasore - dice - Quando ho ricevuto la cartella esattoriale ho incaricato il mio fiscalista di richiedere la rateizzazione». Crocetta ha ricevuto una cartella da 39.513,83 euro. «Dentro c'era di tutto - spiega - persino delle contravvenzioni per infrazione al codice della strada, solo che io non ho l'automobile. Evidentemente sto pagando per qualcun altro, ci sono anche multe per affissioni elettorali, messe a mio carico solo perchè la lista per le regionali portava il mio nome. Il fiscalista mi aveva consigliato di oppormi, ma ho preferito pagare intanto, poi chiederò i rimborsi».

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