Lunedì, 09 Dicembre 2019
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CGIL

Camusso: "Sulle pensioni governo confuso"

"Vorremmo che si aprisse un confronto, anche perchè il fai da te dei precedenti governi ha dimostrato che si fanno tanti errori"

FIRENZE. «Mi pare che abbiano molta confusione, stiano facendo anche troppa propaganda e che abbiano un'idea di affrontare il tema scaricandone i costi sui lavoratori e le lavoratrici, ed in questo modo dimostrando che non hanno capito quale è il problema». Lo ha affermato Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, a proposito della riforma delle pensioni che il governo sta studiando.

«Noi continuiamo a dire che è prioritario che in questa stagione si trovi una soluzione - ha detto, a margine dell'assemblea della Camera del lavoro di Firenze - ed uno sblocco ci sia anche perchè è uno dei canali per costruire un pò di prospettiva occupazionale ai giovani. Vorremmo che si aprisse un confronto, anche perchè il fai da te dei precedenti governi ha dimostrato che si fanno tanti errori».

«Bisogna parlare di politiche industriali, di investimenti e di occupazione». Lo ha detto Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, interpellata dai giornalisti sulle priorità che dovrebbe avere il Governo in questa fase. «Abbiamo detto che per noi la priorità è che nella legge di stabilità ci sia intanto un intervento sulle pensioni», ha sottolineato, a margine dell'assemblea della Camera del lavoro di Firenze.

Secondo Camusso c'è «un'emergenza Sud» e «un tema generale sugli investimenti. La politica economica dovrebbe farla il Governo, non dovrebbe delegarla alle imprese o alla buona volontà di qualcuno. Tutto questo oggi non c'è. Penso al tema che si chiama politica industriale ed energia, politica industriale e reti, tutte cose che non si affrontano più. Il sistematico annuncio che dovevamo riformare tutto mi pare si sia tradotto in tanti cantieri che non si chiudono mai». In questo senso, ha ricordato la leader della Cgil, «il cantiere delle Province ce lo hanno dato per chiuso per cinque volte ed invece siamo punto e a capo: non si sa dove sono le competenze, non si sa dove vadano i lavoratori. Forse bisognerebbe smetterla di annunciare riforme che sono la sottrazione delle condizioni dei lavoratori».

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