Mercoledì, 25 Novembre 2020
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IMMIGRAZIONE

Alfano: tra 2 mesi via a smistamento migranti, deluso da vertice Ue

ROMA. «Nei prossimi due mesi partiranno le prime redistribuzioni di richiedenti asilo dall'Italia verso l'Europa e poi faremo partire gli hotspot, i centri di smistamento in cui si distingueranno chi ha diritto all'asilo e chi invece va rimpatriato». Lo ha detto a Rtl il ministro dell'Interno, Angelino Alfano. Per non far collassare il meccanismo, ha sottolineato il ministro, «hotspot, relocation di 24 mila richiedenti asili e rimpatrio devono viaggiare insieme». Tuttavia, il ministro si è detto «non pienamente soddisfatto dei risultati del vertice europeo di ieri: alcuni Paesi dell'Est si sono sottratti, ma abbiamo comunque ottenuto risultati positivi come la definizione che 24 mila richiedenti asilo andranno via dall'Italia e che i rimpatri dei migranti regolari saranno fatti a carico dell'Europa».

«La libera circolazione - ha aggiunto - è una grande conquista e io penso che non bisogna tornare indietro da Schengen». Angelino Alfano ha sottolineato che «non è che se militarizziamo le frontiere i migranti non partono più. È un flusso talmente enorme che non rinunceranno a venire qui ed i Paesi del Sud Europa non possono farsi carico di tutti perchè i Paesi del Nord mettono il tappo».

Quando si affronta un tema come quello dell'immigrazione, aggiunge Alfano,  serve «un tasso minimo di umanità e Matteo Salvini l'ha negato. Vengo attaccato con violenza inaudita da Salvini come se l'immigrazione fosse un problema italiano, mentre è un tema mondiale e non mi si può chiedere di non salvare le vite in mare».

Il ministro dell'Interno ha anche spiegato come si porrà il suo partito, l'Ncd, nei confronti delle riforme proposte dal Governo Renzi. «Io penso che l'Ncd debba sostenere le riforme ora che sono arrivate vicino al traguardo. La nostra proposta è quella di migliorare il testo del Senato creando un listino regionale. Occorre comunque superare il bicameralismo perfetto e su questo non si torna indietro».

«La legge elettorale - precisa - l'abbiamo voluta e votata, pensiamo tuttavia che serve correggere il premio alla lista che arriva prima, ma su questo non facciamo nessun ricatto, non è che diciamo 'o così o ti faccio cadere'». «Finora i problemi al Pd li ha creati la sua minoranza - commenta così, infine,  le notizie sul malcontento che esisterebbe tra i senatori del suo gruppo -. Nessun senatore ha alimentato polemiche, faremo comunque una riunione di gruppo per discutere».

Ma sui diritti degli omosessuali, Alfano ribadisce il suo no a matrimoni e adozioni: «Abbiamo grande rispetto per l'affettività di tutti e diciamo sì alla tutela patrimoniale di questa affettività ma no all'eguaglianza col matrimonio e all'adozione di figli. Se ci assicureranno queste due cose si può ragionare».

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